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Dragon Ball Super: “Ho scritto io la Saga di Moro”, la conferma di Toyotaro che il futuro è in buone mani

Il percorso di Dragon Ball Super è stato tutt’altro che concluso con la fine della serie televisiva nel 2017, quando il Torneo del Potere ha chiuso un capitolo epico della saga. Dopo quell’evento, i fan hanno potuto continuare a vivere nuove avventure grazie a due lungometraggi di grande successo, “Broly” e “Super Hero”, che hanno ampliato ulteriormente la mitologia creata da Akira Toriyama. Nel frattempo, sul fronte cartaceo, il manga ha intrapreso un cammino parallelo, con archi narrativi inediti come quello di Moro e di Granolah, che ancora non hanno trovato trasposizione animata ma che, se lo fossero, avrebbero materiale sufficiente per anni di produzione.

La scomparsa di Toriyama ha inevitabilmente acceso i riflettori su Toyotaro, l’artista che negli ultimi anni ha dato forma ai disegni e alle trame di Dragon Ball Super. Considerato l’erede naturale della serie, Toyotaro ha rivelato in un’intervista riportata da ComicBook un dettaglio sorprendente: l’intero arco narrativo del Prigioniero della Pattuglia Galattica, conosciuto anche come saga di Moro, è stato scritto da lui, con Toriyama che si è limitato a dare il via libera al progetto. Un segnale chiaro di come la serie sia già da tempo entrata in una nuova fase, dove l’allievo ha acquisito abbastanza esperienza da reggere il peso della leggendaria eredità.

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Il ruolo di Toyotaro e le prospettive future

Lo stesso Toyotaro ha raccontato il suo rapporto con Toriyama: “Ho lavorato con i copioni originali di Toriyama-sensei fino al Torneo del Potere. Disegnavo basandomi su quelli, glieli mostravo e, una volta approvati, proseguivo. Ma dopo quell’arco narrativo, ho scritto da solo la saga di Moro. Ogni volta gli portavo le 45 pagine e, con la sua approvazione, andavo avanti“. Diversa invece la genesi della saga di Granolah, dove Toriyama aveva delineato una parte della trama e Toyotaro ha contribuito a svilupparla, dimostrando come ogni ciclo narrativo abbia avuto un approccio differente.

Interessante anche il racconto delle correzioni ricevute. Secondo Toyotaro, spesso Toriyama interveniva su dettagli apparentemente minori, come il modo in cui i personaggi camminavano o la tridimensionalità dei disegni. “A volte non faceva alcuna correzione. In ogni caso, ero felice di riceverle, perché significava che guardava davvero il mio lavoro“.

Guardando avanti, i fan aspettano con impazienza il proseguo dell’opera manga, ferma poco dopo l’ultima trasformazione di Freezer, il temibile “Black Freezer“. Questa nuova forma, rivelata nelle battute finali della saga di Granolah, ha mostrato come il villain sia diventato presumibilmente la creatura più potente dell’universo, aprendo scenari futuri dove un nuovo confronto con i guerrieri Z appare inevitabile. In questo delicato passaggio generazionale, Toyotaro continuerà la storia, e ciò che emerge dall’intervista è che sia pronto da tempo a proseguire sui suoi passi, garantendo il futuro a un franchise che da quasi quarant’anni segna l’immaginario di intere generazioni.

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Leggi anche: Dragon Ball Super: la saga di Moro potrebbe essere un film in grado di riscrivere la storia del box office anime

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Andrea Moffa

Andrea Moffa

Eroe numero 50 di Overwatch 2. Appassionato di notizie videoludiche. Esploro e condivido le avventure e le ultime info di questo mondo in continua espansione.

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