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MLB The Show 21: com’è il primo titolo PlayStation ad approdare su console Xbox?

Ok, MLB The Show 21 detiene il record come primo titolo PlayStation Studios ad essere giocabile sulle console della casa di Redmond, ma cos’è e soprattutto com’è?

Salito agli onori della cronaca per essere il primo titolo PlayStation Studios ad essere distribuito – per giunta al day 1 tramite GamePass – anche su console Microsoft, MLB The Show 21 è ancora un oggetto misterioso per i videogiocatori italiani. Probabilmente perché si parla di un simulatore sportivo, licenziato dalla MLB, con ad oggetto appunto il Baseball made in US. Uno sport in Top 3 tra gli interessi degli americani, ma per nulla diffuso nel bel paese, ancor più che nel resto d’Europa, con chi vi scrive che non fa eccezione.

Proprio per questa duplice natura, quindi, non potevamo esimerci dal toccare con mano questo piccolo pezzo di storia videoludica, pur rimanendo in ambito PlayStation con una prova sia della versione PS4 che di quella PS5 e pur approcciandoci per la prima volta in maniera seria al diamante.

Quello che state per leggere, dunque, sarà il punto di vista da parte di un profano della disciplina, che tenta di spiegare ad altri profani perché un titolo del genere possa rivelarsi una buona aggiunta alla propria libreria. Cominciamo!

Simulativo ma con tante opzioni 

Per quanto all’apparenza possa sembrare uno sport semplice, il Baseball è pieno zeppo di regole che ne rappresentano la prima, grossa barriera all’entrata. Lo studio di Sony San Diego sembra esserne conscio e subito dopo la scelta della nostra franchigia del cuore, la prima selezione a pararcisi davanti sarà quella relativa al Play Style:

veri e propri pre-set che richiedono al giocatore quale tipo di esperienza sia la più congeniale al proprio modo di videogiocare. la scelta verterà su Casual, Simultativo o Competitivo, con la prima a rappresentare la modalità più arcade tra quelle disponibili – mai in senso assoluto – e l’ultima a presentare di default l’esperienza online come predefinita e tutti i parametri in full-manual.

Subito dopo si passa alla fase dei tutorial dove, con dovizia di particolari, si viene iniziati alla disciplina a seconda di ruoli e fasi di gioco, durante le 9 riprese che constano sia di una fase difensiva che di una offensiva per ogni squadra.

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Dalla battuta al movimento sulle basi, passando per il lancio, ogni fondamentale avrà almeno tre modi a scelta per essere eseguito. L’ultimo dei citati è stato anche perfezionato a dovere in MLB The Show 21, affidandovi la gameplay feature più innovativa di questa stagione con la meccanica del Pin Point.

Si tratta di una tecnica difficile da padroneggiare, ma anche di una di quelle che riservano le migliori soddisfazioni. Essa si esegue tramite il movimento dello stick destro del Joypad, riproducendo la gesture che appare a schermo col corretto tempismo. Mentre le altre modalità “pure analog”, “pulse” e “classic” hanno subito un semplice ribilanciamento generale rispetto al passato.

Il risultato finale è un titolo che, per quanto fortemente e volutamente teso alla simulazione, cerca di essere il più accogliente possibile per i novizi ed ai non addetti alla disciplina su cui si fonda. Cercando di essere, chissà, una sorta incentivo a scoprire e documentarsi di più sulla scena reale del baseball a stelle e strisce.

Modalità per tutti i gusti

A tal proposito, per entrare appieno nel mood di MLB, la modalità perfetta per iniziare è la consueta Road To The Show. Si tratta di un ibrido tra una carriera giocatore ed i The Journey visti nei FIFA di qualche anno fa. L’obiettivo è partire con un giocatore random – letteralmente – per guadagnare spazio in una piccola squadra e farsi largo nel mondo del baseball in base alle nostre prestazioni e ad alcune scelte di dialogo.

La carriera sarà impreziosita dal commento da parte di volti noti della stampa specializzata americana, i quali spenderanno analisi post-partita di tanto in tanto sia sulla nostra performance giornaliera che alcune scelte derivate dalle opzioni di dialogo come, ad esempio, la volontà di ricoprire una posizione diversa da quella consueta.

Accanto a RTTS troviamo le modalità March to October e Franchise. La prima ci farà vivere i momenti salienti della stagione di una delle squadre licenziate, evitando lungaggini e partite filler che potrebbero risultare snervanti sul lungo periodo. Solitamente si giocano solo le riprese finali di un match di cartello ed il risultato inciderà sulla simulazione di quelli minori, tramite un sistema chiamato “momentum”.

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In Franchise invece ci troveremo coinvolti nella costruzione da zero di un team tutto nostro, impegnati oltre che nella creazione di una divisa e di uno stemma per la compagine, anche nella gestione economico-manageriale e squisitamente sportiva del roster. La modalità prevede anche la possibilità di concentrarsi soltanto su uno dei due ambiti predetti.

Non manca, infine, la versione ‘baseballiana’ di FUT e MyClub – per dare un riferimento culturalmente più prossimo. Diamond Dynasty, infatti, è un universo a sé stante all’interno del gioco. È basato su carte collezionabili, spacchettamenti ed un mercato di compravendita. Presenta sia obiettivi offline che scontri diretti con altre squadre via multiplayer online.

Un piatto ricco, in sintesi, sia per chi è già avvezzo alle dinamiche di questo sport che per i neofiti in cerca di comprensione e pronti ad aprirsi verso la disciplina.

Comparto tecnico e versioni

Tecnicamente, sia la versione PS4 che quella PS5 di MLB The Show 21 godono di un buon livello di dettaglio. Al netto di qualche texture ‘sempliciotta’, utilizzata per la parte esterna e a vista di alcuni stadi, infatti, la produzione mostra un’ottima cura per i modelli degli sportivi. Molto fedeli alle loro controparti reali.

A proposito di realismo, l’elemento che più salta all’occhio è la cura per il comparto animazioni, in special modo nelle fasi di ricezione, con i giocatori designati che compiono movimenti credibili sia nelle manovre che vanno a buon fine che, soprattutto, in quelle in cui sbagliano.

La grossa differenza tra la versione old-gen e quella current, purtroppo è soprattutto contenutistica: quella PS5 presenta una delle modalità più richieste dagli appassionati, la creazione degli stadi. Essa permette di utilizzare diversi layout e prompt per creare l’arena dei propri sogni con sufficienti varietà e libertà. Una volta ultimata la creazione, sarà possibile condividerla con gli altri appassionati e a nostra volta scaricare quelle che più interessanti dall’apposito hub.

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Su PS5, inoltre, vi è la completa compatibilità con i grilletti adattivi e col feedback aptico del DualSense.

In definitiva…

MLB The Show 21 è un prodotto pensato per uno specifico target, ma che al contempo cerca in di essere indulgente verso i novizi per allargare la propria fanbase. Se siete amanti dei simulatori sportivi e cercate una nuova disciplina a cui appassionarvi, il titolo di Sony San Diego potrebbe essere fatto apposta per voi.

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Angelo Basilicata

Angelo Basilicata

Gamer dall'età di 12 anni, cultore (o meglio "cultista") di Hidetaka Miyazaki dal 2009. vive la passione per i Vg da completista ed è un ragazzo semplice: mangia, gioca, ama

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