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FIFA 21, la recensione: EA torna a segnare?

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Ecco a voi la nostra recensione di FIFA 21! 

Il 2020 è stato un anno piuttosto particolare per lo sport; il Covid-19 ha messo in ginocchio un settore che muove miliardi, che da mesi si ritrova costretto a proseguire nonostante i numeri della pandemia non accennino in alcun modo a diminuire. Tali difficoltà, unite all’ormai imminente arrivo della next-gen, si sono inevitabilmente riversate anche sulle simulazioni videoludico-sportive, che hanno subito, seppur in maniera differente, un contraccolpo da non sottovalutare. Basti pensare al recente NBA 2K21, arrivato su current gen in forma tutt’altro che smagliante, o alla decisione di Konami, che ha preferito presentare un titolo uguale identico a PES 2020 con rose e maglie aggiornate per concentrarsi sul capitolo in arrivo l’anno prossimo. EA invece, dal canto suo, ha preferito puntare su piccole ma interessanti innovazioni per il suo nuovo FIFA 21, venduto ancora una volta a prezzo pieno; prezzo giustificato sia dalle già citate novità, sia dal fatto che il titolo sarà disponibile gratuitamente su PS5 ed Xbox Series X/S per tutti i possessori della versione attualmente sul mercato. Siamo riusciti a mettere le mani sul nuovo simulatore calcistico targato EA Sports, disponibile dal  9 ottobre su PS4, PC, Xbox One e Nintendo Switch, e siamo finalmente pronti a dirvi cosa ne pensiamo. Curiosi? Proseguite nella lettura!

Tecnica e tattica al potere

Rispetto allo scorso anno, FIFA 21 si riprometteva di portare sui nostri schermi una simulazione calcistica di alto livello, fedele ma non troppo al calcio giocato, e che basasse la sua esperienza su tre principi cardine, individuati da EA: fluidità, responsività, creatività. Nell’ottica di questo semi realismo auspicato dagli sviluppatori, bisogna ammettere come sin dalla prima partita il posizionamento dei giocatori ed i movimenti della squadra siano più fluidi, vivaci e rispondenti, seppur con i dovuti limiti, a quelli visti nel calcio giocato. A differenza degli scorsi anni, ci sembra infatti che le squadre da noi utilizzate si muovessero e si posizionassero con estrema coerenza nel rettangolo di gioco, regalando al giocatore un’esperienza ed un feeling parzialmente rinnovati, seppur ancora lontani dalla “simulazione perfetta” che tutti gli appassionati desiderano.

Tagli, inserimenti, coperture e così via sono stati dunque rinnovati grazie al cosiddetto Posizionamento Intelligente, un miglioramento all’IA che muove la nostra squadra che, in base ai parametri di ogni singolo giocatore, permetterà uno sviluppo della manovra più armonioso e vivace; a tal proposito dunque, ci è sembrato che i trequartisti e più in generale i giocatori con uno spiccato senso tattico riescano a dare un enorme equilibrio alla squadra, permettendo sia di coprire intelligentemente zone del campo che in passato venivano lasciate vuote, sia di fare da collante tra il centrocampo e l’attacco con la massima naturalezza possibile. Purtroppo però, ci tocca affermare che questo netto passo avanti dell’IA si “attivi” solo nel momento in cui la palla entra nella metà campo avversaria; impostare un’azione dalla difesa risulta infatti piuttosto complicato, in quanto i movimenti senza palla del nostro team sono praticamente ridotti all’osso. Sotto questo punto di vista dunque, è sicuramente auspicabile un miglioramento che siamo sicuri sia possibile, dato l’ottimo lavoro fatto dagli sviluppatori nella fase d’attacco in senso stretto.

I miglioramenti relativi ai movimenti dell’intera squadra in fase d’attacco divengono ancor più palesi quando, in prossimità dell’area di rigore avversaria, saremo invitati dai compagni ad effettuare triangolazioni rapide e precise, utili a scardinare le difese e trasformare l’azione in gol. Altra piacevole aggiunta (o miglioramento, come preferite) è quella relativa al rientro del fuorigioco da parte dei compagni che, dopo aver fatto un inserimento ed essere stati ignorati, rientreranno puntualmente dietro la linea di difesa avversaria. Parlando sempre di inserimenti, l’altra grande novità del gameplay di FIFA 21 è quella degli Inserimenti Creativi. Tramite questi potremo sia comandare il solo inserimento del giocatore senza palla che prenderne direttamente il controllo, demandando all’intelligenza artificiale la gestione di chi invece è in possesso palla. Questa meccanica, per quanto stimolante, risulta però difficile da utilizzare soprattutto nelle partite in multiplayer, da sempre più frenetiche e veloci rispetto a quelle giocate in singolo; il ritmo di gioco in FIFA è infatti, ancora una volta, particolarmente rapido e forsennato, ed utilizzare una meccanica simile, piuttosto macchinosa dal punto di vista dei controlli, potrebbe rappresentare più uno svantaggio che un vantaggio nelle partite giocate contro avversari umani.

Se le novità apportate al gameplay sono dunque valide ed ottime, lo stesso non si può dire del feeling generale delle partite che, escludendo i nuovi movimenti e posizionamenti, è lo stesso visto in FIFA 20. Le difese risultano ancora una volta essere troppo ballerine, il pressing praticamente inesistente, e la non rinnovata fisica di giocatori e palloni genera ancora una volta quel fastidioso effetto flipper che dovrebbe essere eliminato da ogni simulazione degna di questo nome. La difesa tattica, novità apportata da EA Sports ormai da svariati anni, sta cominciando ad invecchiare piuttosto male, risultando essere particolarmente lenta soprattutto nel fronteggiare attaccanti con una velocità parecchio elevata. Per mitigare quest’eccessiva lentezza nella fase difensiva, EA ha deciso di migliorare il sistema che ci permetterà di bloccare le conclusioni avversarie, grazie ad una più efficace frapposizione del difensore sulla linea di tiro. Tuttavia, questa gradita aggiunta non riesce a migliorare più di tanto la situazione, anche a causa del nuovo sistema di dribbling, chiamato Dribbling Agile, che permetterà ai giocatori un miglior controllo della sfera con la suola; tale sistema, se preso da solo, rappresenta un netto miglioramento rispetto alle passate incarnazioni della saga ma, se inserito nel sistema di gioco complessivo, rappresenta solo un incubo per chi difende. Vi ritroverete infatti a dover fronteggiare uno spam smodato di skills di sorta, che a causa della lentezza generale del sistema difensivo, risulta difficilissimo da contrastare.

Le difficoltà difensive presenti in FIFA 21 sono inoltre acuite da dei portieri che, quantomeno nell’attuale build da noi provata, sono più dannosi che altro. Gli estremi difensori di qualunque squadra, per quanto alto possa essere il loro overall, necessitano assolutamente di miglioramenti poichè, a meno che non si tiri in maniera debole e centrale, ognuna delle conclusioni in porta significherà un +1 nel punteggio. Unendo quindi un gameplay fin troppo frenetico a queste difficoltà nei comparti arretrati della squadra, appare chiaro che FIFA 21 necessiti di alcuni accorgimenti; a dimostrarlo ci sono i punteggi tennistici delle numerose partite online da noi affrontate. È chiaro, un titolo troppo simulativo potrebbe annoiare, ma un po’ più di realismo non guasterebbe assolutamente.

Allenatori si diventa

Terminata l’analisi del gameplay di FIFA 21, proseguiamo con la descrizione di quelle modalità di gioco che hanno goduto dei maggiori cambiamenti rispetto allo scorso anno; se la Carriera Giocatore e la modalità PRO Club sono rimaste sostanzialmente identiche, così come il comparto online non dedicato all’Ultimate Team, lo stesso non si può dire di Volta Football, FUT e soprattutto della nuova modalità Carriera Allenatore, che è quella che ha subito più modifiche in questa nuova iterazione di FIFA.

Rispetto agli anni passati infatti la Carriera Allenatore si è evoluta, acquisendo un piglio “a là Football Manager”, grazie a delle implementazioni di non poco conto utili ad immergere il giocatore nel ruolo di coach. In FIFA 21 è stato inserito infatti un sistema gestionale di pregevole fattura, che rappresenta il fiore all’occhiello della produzione di quest’anno. Oltre al giocare tutte le partite in prima persona, o a saltarle per far decidere randomicamente il risultato finale, avremo la possibilità di seguire tutti i match dall’esterno, tramite una comoda schermata che mostrerà tutto ciò che accade sul rettangolo di gioco in maniera leggermente accelerata; da qui potremo apportare modifiche tattiche, sostituzioni, e soprattutto tramite la pressione di un tasto potremo prendere il controllo della squadra in qualunque momento. Così facendo, oltre che dalla panchina, potremo intervenire materialmente per cambiare le sorti di un match a senso unico, o ristabilire la parità dopo aver subito un goal. Questo switch è immediato, ed è possibile in ogni momento tornare alla schermata di controllo per lasciare la partita nelle mani dell’IA.

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Tale nuova modalità di gioco, data la grossa libertà lasciata all’utente, rappresenta la novità più interessante di questo FIFA 21; oltre ad essa tuttavia, ci sono numerose implementazioni nella Carriera Allenatore da non sottovalutare. Toccherà a noi infatti gestire le finanze del team, fare mercato, gestire gli allenamenti e preparare piani personalizzati per ogni membro della nostra rosa, che miglioreranno e non poco le statistiche dei giocatori fino a renderli delle vere e proprie macchine da gol. Purtroppo abbiamo notato come, passata la soglia dei 30 anni, tutti i giocatori si avviano verso una lenta ed inesorabile parabola discendente, risultando meno utili alla causa di quanto dovrebbero essere. Tramite questi piani personalizzati sarà inoltre possibile modificare caratteristiche e ruolo dei calciatori più importanti, rendendoli più duttili e adatti alla nostra idea di calcio.

Il sistema gestionale ideato da EA Sports rappresenta quindi una novità non da poco, capace di donare smalto ad un comparto single-player spesso lasciato troppo in ombra dagli sviluppatori; la Carriera Allenatore è interessante, ben costruita, e contiene un altissimo numero di situazioni da gestire al meglio per far rendere al massimo la nostra squadra. Il comparto gestionale è di pregevole fattura, e speriamo venga ampliato e migliorato nella prossima iterazione dello sportivo EA.

Volta, un passo indietro

Anche quest’anno torna in FIFA 21 il calcio da strada, grande novità della passata edizione: Volta Football. Tuttavia, rispetto allo scorso anno, questa modalità ha fatto un passo indietro quantomeno dal punto di vista delle opzioni di gioco, risultando più piacevole nel gameplay. La modalità “storia” non sarà altro che un pretesto per migliorare le statistiche del nostro avatar, utili ad effettuare tiri più precisi ed una quantità smodata di trick. La modalità multiplayer offre invece due diverse opzioni, le Battaglie Speciali e le Divisioni. Nelle prime dovremo completare delle sfide utili a sbloccare calciatori celebri o oggetti cosmetici da aggiungere rispettivamente alla nostra squadra o al nostro avatar, mentre nelle seconde saremo impegnati a controllare solo quest’ultimo in delle frenetiche partite, con un sistema che richiama parecchio la modalità Pro Club.

FIFA 21

Rispetto allo scorso anno ci è sembrato che il gameplay di Volta sia molto più vicino al calcio da strada rispetto al passato, grazie soprattutto ad animazioni più uniche di quelle del calcio ad 11. Il gioco risulta essere più fluido, veloce e spettacolare, ed il sistema di blocchi di cui vi abbiamo parlato in precedenza risulta essere preziosissimo in numerose partite. Purtroppo però gli incentivi per giocare a Volta sono davvero pochi; per quanto divertente, la progressione è davvero poco stimolante, e non riesce in alcun modo a far presa sull’utente.

Ultimate Team, tra tagli e novità

Passiamo infine ad analizzare il piatto forte di FIFA 21, che come ogni anno è rappresentato dalla modalità Ultimate Team. Anche quest’anno siamo di fronte ad una modalità di gioco ben studiata, che non stravolge nè innova alcun che ma che è sempre capace di generare assuefazione. Vi sono tuttavia alcune novità da non sottovalutare, rappresentate in particolare da un’evoluzione degli Obiettivi Stagionali, e dal FUT Stadium.

Gli Obiettivi Stagionali sono stati rivisti in maniera più approfondita, e, previo completamento degli stessi, permettono al giocatore di ricevere ricchi premi rappresentati da giocatori in prestito, pacchetti di “figurine”, crediti e oggetti da utilizzare proprio nella seconda novità di quest’anno: il FUT Stadium. Questa aggiunta è puramente estetica, com’era ovvio attendersi, e non cambia in alcun modo l’esperienza di gioco, ma risulta essere comunque piacevole. Quest’anno potremo infatti personalizzare in tutto e per tutto il nostro stadio, aggiungendo o modificando elementi architettonici, scegliendo cori, inni di squadra e la musica di celebrazione dopo ogni goal segnato. Un’aggiunta quindi di poco conto, ma che amplia le possibilità di personalizzazione e contribuisce a generare nell’utente un discreto senso di immersività.

Finalmente, dopo svariati anni, EA ha deciso di eliminare la forma fisica dei giocatori. Dimenticate quindi lo smodato utilizzo di oggetti utili a far recuperare la forma fisica dei vostri top player, il turnover forzato e così via; finalmente potrete utilizzare sempre la miglior formazione possibile, squalifiche permettendo. Un taglio piuttosto gradito questo, che si inserisce in una modalità che anche quest’anno sarà giocata da milioni e milioni di utenti, ma che presenta pochissimi cambiamenti e pochissime novità. Ma d’altronde, squadra che vince non si cambia.

Licenze mancanti, telecronaca da dimenticare

Complice la natura cross-gen del titolo, che arriverà anche su PlayStation 5 ed Xbox Series X/S, il comparto grafico di FIFA 21 è praticamente uguale a quello dello scorso anno. I modelli dei giocatori, così come il sistema di illuminazione, han subito davvero poche modifiche; allo stesso modo, la telecronaca di Pierluigi Pardo e Stefano Nava risulta essere davvero noiosa ed anacronistica. La ripetizione costante di frasi decontestualizzate, così come l’utilizzo di affermazioni pesantemente fuori dal tempo disturba enormemente il senso di immersione che FIFA 21 si ripromette di creare tramite delle ottime coreografie dei tifosi e di cori ben riprodotti.

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Ottima, come ogni anno, la colonna sonora, ricca di brani famosi e non che ci accompagneranno durante la navigazione tra i tanti menù di gioco, migliorati enormemente rispetto alla passata edizione. Peccato invece per la gestione delle licenze; dopo aver perso la Juventus, divenuta “Piemonte Calcio”, FIFA 21 perde anche le licenze della Roma e dell’intera Serie B, oltre che della nostra Nazionale di Calcio. A fare da contraltare a queste mancanze vi è però la partnership stretta con Inter e Milan, che prevede una riproduzione fedelissima di San Siro corredata anche dall’utilizzo delle musiche celebrative per le reti delle due squadre milanesi.

In conclusione…

FIFA 21, anche quest’anno, offre poche ma sostanziose novità. EA Sports ha modificato leggermente il gameplay del titolo, rendendo i movimenti di squadra molto più coerenti e intelligenti rispetto al passato e migliorando i dribbling, ma il fastidioso effetto flipper e l’esperienza puramente arcade la fanno ancora da padrona. Ottime le novità riguardanti la Carriera Allenatore, molto meno quelle relative a Volta Football; soddisfacente, come sempre, la modalità Ultimate Team, che essendo soggetta a numerosi cambiamenti richiederà tempo per essere giudicata al meglio. In sostanza dunque, siamo davanti ad un more of the same, che non fa altro che riproporre una formula che dal punto di vista delle vendite risulta essere, come ogni anno, vincente. La strada intrapresa da EA Sports con le modifiche al gameplay è quella giusta, ma ci auguriamo che le prossime iterazioni di FIFA si discostino un po’ di più dal passato, proponendo una formula fresca e nuova; l’attuale, per quanto funzionante, rischia di stancare.

VOTO: 7.8

 

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L'autore

Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.

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