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16 personalità: perché Naruto appartiene al tipo attivista (ENFP)

Naruto Uzumaki incarna alla perfezione il tipo psicologico ENFP della teoria MBTI delle 16 personalità

Sul web sono in molti a sostenere che Naruto appartiene alla personalità ENFP, detta anche “personalità attivista”. Difficilmente si può avere un pensiero diverso, in quanto il ninja arancione del Villaggio della Foglia è davvero ottimamente caratterizzato dal punto di vista dell’MBTI. Ma andiamo a vedere brevemente il significato di ognuna delle lettere, prima di commentare le caratteristiche peculiari di questo tipo di personalità.

ENFP 1

La E che dà inizio alla sigla sta per estroverso, anche se siamo dinanzi ad un tipo di personalità che si trova al confine tra estroversione e introversione: nonostante la naturale tendenza al contatto con l’altro, Naruto è fortemente legato al proprio credo ninja. Infatti, pur ricaricandosi quando è insieme alle persone, ha comunque bisogno di stare solo per guardare dentro se stesso.

La N sta per intuizione. Vuol dire che la funzione che lo shinobi utilizza per raccogliere e analizzare i dati è l’intuizione, che si contrappone alla sensazione. Avendo la P come ultima lettera, l’intuizione di Naruto è estroversa: l’intuizione estroversa, indicata in genere con Ne, è la funzione continuamente alla ricerca di nuove possibilità. Chi la possiede tende ad essere molto curioso ed entusiasta, e si fa affascinare dalle infinite possibilità che una situazione offre piuttosto che da un’unica e vera chiave di lettura. Per questo motivo, le persone che sfruttano questa funzione sono piene di idee, e in molti ambiti potrebbero trovare infinite soluzioni a problemi, alcune delle quali viste come “strampalate”, in quanto innovative (pensate alla tecnica seducente). Parliamo, tuttavia, di individui poco concreti.

tecnica dellharem inversa

La F sta per sentimento, e vuol dire che la funzione con cui Naruto prende decisioni nella vita è il sentimento, piuttosto che il pensiero. Siccome la P è l’ultima lettera, il sentimento è di tipo introverso, ed è indicato con Fi. Una persona col sentimento introverso tenderà a prendere decisioni secondo i propri ideali di giustizia e sensibilità, anche quando questi sono completamente in disaccordo con le idee universalmente riconosciute come giuste. La frase detta a Jiraya “se per essere saggio devo rinunciare a tutto quello in cui credo, allora preferisco rimanere un folle per tutta la vita”, è un chiaro esempio dell’utilizzo di questa funzione.

Naruto

La P alla fine classifica Naruto tra i percettori, coloro i quali non agiscono in funzione di un obiettivo, ma preferiscono godersi il viaggio e prendere un po’ la vita come capita. Basta pensare a come Naruto abbia buttato la sua carriera all’aria per salvare il suo migliore amico, e, pur essendo il ninja più forte, resti il più basso in grado tra tutti i suoi coetanei per quasi tutta la durata del manga. E, anche quando salvare Sasuke era la sua ossessione, a come la sua vita abbia sempre preso le deviazioni necessarie a tendere la mano a chi ne aveva bisogno.

16 personalità

Le due funzioni cognitive descritte in precedenza sono dette primaria (Ne) e secondaria (Fi). Vuol dire che sono, in ordine, le più utilizzate dall’ENFP. Ogni essere umano sfrutta anche una terziaria e una “repressa”, ma in misura minore.

Per l’ENFP, la funzione terziaria è il pensiero estroverso, indicato con Te. Si tratta di un modo alternativo di prendere decisioni rispetto alla secondaria: nel caso del pensiero estroverso, non lo si fa seguendo i propri valori morali, ma perseguendo un utile. La parola utilitarismo descrive al meglio questo modo di prendere decisioni. Naruto se ne serve in poche situazioni, in quanto è molto più focalizzato su se stesso e su quello che ritiene giusto.

Ed ecco arrivare alla funzione repressa, che per il ninja arancione rappresenta una delle più importanti, pur essendo di fatto quella che quasi non riesce ad utilizzare. Si tratta della sensazione introversa, indicata con Si, che consente a chi la utilizza di attingere dalle proprie esperienze passate, mettendole bene a fuoco e analizzandole a dovere per trarne insegnamenti vantaggiosi per il futuro.

Naruto dimostra a più riprese di essere il prototipo dell’ENFP. La sua naturale inclinazione al perdono ne è l’esempio più lampante: grazie all’intuizione estroversa riesce spesso a mettersi nei panni del nemico, a comprenderlo, a capirlo. La scarsa capacità di utilizzo della sensazione introversa fa in modo che il protagonista del manga di Masashi Kishimoto non si lasci ossessionare facilmente dai torti subiti: Naruto non impara dall’esperienza, poiché la fortissima Ne e la scarsa Si rendono la sua mente più incline a immaginare un cambiamento da parte del cattivo piuttosto che a soffermarsi sulle sue malefatte. Ed è per questo che molti villain divengono suoi amici: vede cose invisibili agli altri e non vede ciò che tutti vedono. L’utilizzo di Fi gli consente di non curarsi del giudizio degli altri quando sente di poter perdonare.

Naruto e Gaara

L’unione di queste caratteristiche rende Naruto adatto ad essere un personaggio rivoluzionario, soprannome che nell’opera gli viene dato esplicitamente. Anche in questo caso il ruolo principale è svolto dal binomio funzione primaria-funzione repressa: non essendo legato al passato e all’esperienza, Naruto trova la sua strada più agevolmente se questa è legata a un cambiamento radicale dell’ambiente che lo circonda, cambiamento che il jinchuriki riversa sull’intero mondo ninja, portando coesione e unione tra le nazioni nemiche come nemmeno il primo Hokage era riuscito a fare. Un celebre ENFP nella storia è stato Che Guevara, il rivoluzionario per antonomasia.

L’opera del sensei è davvero ricca di spunti per chi volesse approfondire i tipi psicologici, e le relazioni che vi si instaurano. Se siete interessati ad altri articoli del genere, fatecelo sapere nei commenti. Oltre ai singoli personaggi, si potrà dare spazio alle relazioni che intercorrono tra loro e anche a un discorso sulla personalità di Masashi Kishimoto in persona.

Per approfondire

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Giovanni Parisi

Giovanni Parisi

Laureato in Ingegneria Chimica, aspirante professore alla Great Teacher Onizuka, esploratore di universi di fantasia, illuso sognatore, idealista, cinico a tratti. Ma ho anche dei pregi.

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