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Il Governo riporterà il nucleare in Italia con il mix energetico 2030-2050

Nel 1987 si tenne in Italia un referendum per chiedere alla popolazione se chiudere o meno le centrali nucleari già aperte e funzionanti. Il “” ottenne una vittoria schiacciante, probabilmente per tutte le preoccupazioni derivanti dall’incidente di Chernobyl del 1986, e così tutte le centrali furono chiuse.

Negli anni è stato riconosciuto che il nucleare è un’energia poco inquinante, per questo dopo quasi quarant’anni, il Bel Paese sta per riallacciare i rapporti con essa. Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha infatti inserito l’energia nucleare nel mix energetico 2030-2050 dopo l’indagine conoscitiva sul ruolo dell’energia nucleare per la transizione energetica e l’abbandono definitivo del carbone in Italia, svolta nelle scorse settimane dalla Commissione Ambiente della Camera.

La decisione ha il pieno appoggio dei partiti di maggioranza, di ministri come Adolfo Urso (ministro delle Imprese e del Made in Italy), e di dirigenti e presidenti d’azienda quali Flavio Cattaneo (Amministratore Delegato di Enel) e Alessandro Spada (Assolombarda).

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Il ruolo fondamentale dell’energia nucleare nella decarbonizzazione dell’Italia

Fratin ha già predisposto un team che si occuperà di ridisegnare le norme attualmente in vigore nel paese. Lo scorso 15 aprile, in occasione del panel Il nucleare italiano nella sfida al cambiamento climatico tenutosi presso l’Università di Pavia, il ministro ha definito il nucleare di nuova generazione come una risorsa essenziale per combattere i cambiamenti climatici senza enormi sacrifici sociali e ambientali.

In un’intervista a La Stampa, il ministro ha poi spiegato che le energie rinnovabili non sono sufficienti a perseguire gli obiettivi che si sono imposti, e che il prossimo Piano energia e clima italiano (Pniec) da presentare ai vertici dell’Unione Europea illustrerà tutti gli scenari che includeranno l’energia nucleare nel mix 2030-2050.

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Questo ritorno del nucleare non prevederà delle grandi centrali ma degli SMR (Small Modular Reactor), ossia dei piccoli reattori da massimo 300MWe che possono produrre quotidianamente 7.200.000kWh al giorno, con basse emissioni di CO₂. Queste piccole centrali saranno situate in punti strategici vicino alle città, e saranno operate da piccoli consorzi locali e non dal governo, che avrà semplicemente il ruolo di incentivare le energie pulite e la decarbonizzazione.

Il popolo sembra ben disposta a riavvicinarsi a questa fonte d’energia: stando ad un sondaggio di Intelligence Week, il 51% della popolazione voterebbe a favore alla costruzione di nuove centrali se dovesse venire fatto un nuovo referendum, mentre il 65% rimpiange di aver rinunciato allo sviluppo di queste tecnologie. Un cittadino su dieci è poi favorevole all’introduzione di nuove tecnologie nucleari.

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Yoel Carlos Schincaglia

Yoel Carlos Schincaglia

Nato il 14 febbraio 1997 a Bentivoglio, in provincia di Bologna. Grande appassionato principalmente di anime, poi anche di videogiochi e manga. Credo nella canzone che ho nel cuore!

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