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MLB The Show 24, la recensione: il gioco di baseball definitivo?

Nuovo anno, nuova season, nuova recensione di MLB The Show: come da tradizione, anche quest’anno vi portiamo i nostri pareri in merito al nuovo capitolo della serie sportiva di San Diego Studios, ossia MLB The Show 24. Anche se il baseball non è esattamente uno degli sport più popolari in Italia, siamo rimasti comunque molto incuriositi di fronte a questo titolo che, in occasione dell’avvio definitivo della nuova season, vi analizzeremo nel corso di questo articolo.

Se non siete a conoscenza della serie, sappiate che potete recuperare la nostra recensione del precedente capitolo della saga presso questo link: quale modo migliore per comprendere sotto quali aspetti il titolo sia andato migliorando o meno? Iniziamo subito la nostra analisi di questo nuovo emozionante simulatore sportivo che sprizza USA da tutti i pori.

MLB The Show 24

Un’offerta ludica tutt’altro che ridotta

All’interno di MLB The Show 24 sono presenti una serie di modalità varie ed interessanti: abbiamo ovviamente la modalità classica, per giocare in single player o contro un amico (online o in locale), selezionando una squadra a scelta tra i tre maggiori campionati del Nord America (oltre alle ormai tradizionali squadre “All Stars”); abbiamo poi una modalità carriera sia maschile che femminile, una modalità “Franchise” per diventare l’allenatore della tua formazione; la modalità “Diamond Dynasty”, a tutti gli effetti l’Ultimate Team del baseball e, per finire, le modalità “Storylines” e “March to October” per rivivere i più grandi momenti della storia del baseball.

Tutte le modalità ci sono sembrate piuttosto valide sul fronte della varietà: abbiamo l’opportunità di far crescere la nostra squadra, di migliorare le nostre prestazioni da giocatore singolo per scalare le gerarchie e possiamo anche divertirci a impersonare vecchie glorie o spacchettare senza nessuna pietà. Un aspetto negativo, però, accomuna tutte le modalità di MLB The Show 24: l’eccessiva confusione che regna nei menù e nelle funzioni tutorial, che rendono molto difficile, soprattutto per chi si approccia alla serie per la prima volta, capire cosa significhi ogni elemento su schermo.

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Il gameplay, “pallino” dell’esperienza

Passiamo però al sodo e vediamo come si comporta MLB The Show 24 guantone alla mano. Come ogni partita che si rispetti, abbiamo 9 inning (come tempi del calcio o basket) che si dividono tra up e down, ossia tra periodi in cui dovremo “attaccare” e quindi andare alla battuta e periodi in cui dovremo “difendere” nei panni del lanciatore.

Ogni giocatore ha ovviamente delle statistiche affiancate che ne determinano aspetti come la potenza di tiro, la precisione e la velocità in campo e, inoltre, sia i lanciatori che i battitori di MLB The Show 24 possono usare una discreta varietà di modalità di gioco: abbiamo tiri e lanci potenti, tiri e lanci standard e tecniche più particolari (come quella che ci permette di usare il nostro corpo da battitore come scudo per far rimbalzare la pallina sopra di noi e allungare i tempi disponibili per la corsa).

Queste abilità ci vengono presentate in maniera non molto chiara, ma essendo molto semplici da sfruttare ci impratichiremo sicuramente nel giro di un paio di partite. Del resto, il titolo prevede che il giocatore abbia un elemento dalla sua: il tempismo. Colpire, segnare la base e lanciare col giusto tempismo sarà più che fondamentale e, a conti fatti, possiamo dire che l’intero titolo non fa che ruotare attorno a questo elemento.

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Un appunto sul comparto tecnico di MLB The Show 24

Abbiamo giocato al titolo nella sua versione PS5 e, di conseguenza, vi riportiamo la nostra esperienza puramente tecnica per quanto riguarda la console di Sony. Abbiamo trovato la grafica del titolo non eccezionale ma, non trattandosi ovviamente di una produzione tra le prime linee dei PlayStation Studios, non possiamo che ritenerci soddisfatti “a sufficienza”.

I volti dei giocatori sono semplici ma iconici: abbiamo visto con i nostri occhi quanto sia dettagliato il processo di creazione del proprio personaggio per la modalità carriera (davvero, hanno pensato a ogni cosa) e si vede chiaramente che anche i giocatori reali sono stati riprodotti facendo uso di un database di capelli, nasi, volti eccetera piuttosto ricco.

Siamo rimasti piacevolmente soddisfatti anche per quanto riguarda le animazioni: i giocatori si muovono in maniera naturale e fluida, con delle cutscenes di intermezzo che risultano estremamente realistiche. Un elemento che invece ci ha convinti un po’ di meno è la realizzazione degli ambienti di gioco: gli stadi sono assai generici e anche la folla ci è sembrata poco all’altezza per quanto riguarda la sua animazione nel complesso.

Abbiamo giocato al titolo per diverse ore osservando, nostro malgrado, una serie non proprio cortissima di incertezze grafiche: giocatori che si compenetrano durante le cutscenes sono, insomma, all’ordine del giorno, ma non causano danno per quanto riguarda le fasi di gioco vere e proprie.

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MLB The Show 24 in conclusione…

Partendo dal presupposto che il pubblico italiano non segue né tanto meno conosce, almeno nella maggior parte dei casi, il funzionamento dell’MLB, riteniamo che questo prodotto non sia pensato tanto per noi europei, quanto più per quelle nazioni ove il baseball è molto più noto e popolare nelle sue franchigie e nei suoi regolamenti. Molti sono infatti gli elementi di gameplay e di regolamento “dati per scontato” che solo un serio conoscitore del baseball può approcciar senza una spiegazione.

A conti fatti, però, MLB The Show 24 rappresenta una buona alternativa ai classici FC 24 e NBA 2K per quanto riguarda, più in generale, il mondo dei simulatori arcade sportivi. Ci troviamo di fronte ad un gioco con un gameplay immediato, una serie di modalità stimolanti e un comparto tecnico non particolarmente brillante ma nemmeno sotto la sufficienza.

Sara

MLB The Show 24

Voto - 7.7

7.7

/10

MLB The Show è un titolo sviluppato da San Diego Studios e pubblicato da Sony, disponibile su PC, PS5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch.

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Sara Pandolfi

Sara Pandolfi

Classe 2004, ma il mio gioco preferito è più vecchio di me. Mi trovate in giro per le strade con uno scudo Hylia sulle spalle e questo dovrebbe già spiegarvi molte cose

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