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Rabbit R1: il dispositivo di assistenza AI non è uno smartphone, ma tutti lo vogliono

Cos’è questo particolare dispositivo che ha convinto un gran numero di utenti, portando all’esaurimento immediato delle prime scorte? Il Rabbit R1 è un assistente intelligente tascabile basato su intelligenza artificiale, presentato ufficialmente durante la fiera sulla tecnologia CES 2024 tenutasi nel mese di gennaio a Las Vegas e introdotto al pubblico con un video dove la startup statunitense Rabbit ha voluto mostrare il suo design e le sue funzionalità, unendo l’innovazione con la tecnologia più recente e accompagnandoli con un design semplice e intuitivo.

Il CEO Jesse Lyu ha definito il Rabbit R1 un dispositivo AI autonomo, in grado anche di sostituire gli smartphone in certe situazioni in futuro. D’altronde la sua funzione non è quella di essere un telefono, nonostante il suo design, progettato assieme alla società Teenage Engineering, richiami i vecchi modelli pieghevoli o le classiche da gioco portatili di un tempo, bensì quella di essere un “semplice compagno tecnologico”, in grado di rispondere a tutte le domande dell’utente, alla pressione di un tasto, rendendolo molto simile a un assistente vocale come Siri, Google Assistant o Alexa.

Per quanto si tratti di un concept semplice, Rabbit R1 ha subito guadagnato una certa popolarità, portando le prime 10.000 unità in vendita all’esaurimento scorte immediato, così come un secondo lotto previsto per marzo esaurito allo stesso modo, grazie alle prenotazioni. La ragione più probabile è da individuare nel suo voler semplificare il modo in cui l’umanità interagisce con la tecnologia, dimostrando come non c’è bisogno di essere una grossa compagnia informatica per proporre innovazione e guidarci in questa nuova era, dove pian piano l’AI diventerà sempre più essenziale.

Design Rabbit R1

Le specifiche del Rabbit R1

Questo semplice dispositivo ha un costo di appena 199$, il che potrebbe spiegare i grossi ordini fatti, i quali impediranno al Rabbit R1 di essere ulteriormente venduto per un po’ di mesi. La società aveva previsto la vendita di appena 500 modelli, dunque questo risultato è stato probabilmente sorprendente, nonché gradito. Il modello è costituito da un semplice schermo touch da 2.88 pollici, con una rotellina di controllo, una camera e un pulsante di attivazione sulla destra.

Lato hardware e specifiche, possiede delle casse audio interne e un microfono con cui comunicare, 4GB di memoria RAM, 128GB di spazio di archiviazione e un processore MediaTek da 2.3GHz. La fotocamera, o meglio il Rabbit Eye, può ruotare di 360 gradi e permette all’assistente AI di vedere il mondo, ma più banalmente permetterà di scattare foto e registrare video. Il Rabbit R1 non è sempre in ascolto, ma appunto necessita della pressione del tasto laterale per ricevere le domande e le richieste, ma può anche svolgere diverse attività di routine, come gestione degli appuntamenti e impostazione dei percorsi.

Possiederà anche un compartimento per lo slot delle SIM, utili per attivare un piano con un operatore per una connessione dati 4G, ma in generale avrà anche il Wi-Fi. Il Rabbit R1 girerà su un sistema operativo proprietario chiamato Rabbit OS, ma non avrà a disposizione delle applicazioni, bensì potrà connettersi a quelle del vostro smartphone. Grazie al Large Action Model (LAM), l’AI potrà facilmente adattarsi a varie interfacce e funzionalità per svolgere compiti semplicemente tramite la voce, per un’esperienza digitale meno difficoltosa e intrusiva. Infine potrà essere istruito per registrare dei comandi e compiere un certo numero di azioni, una funzionalità abbastanza comune al giorno d’oggi, ma ampliata dalle possibilità offerte dell’AI.

Possibilità del Rabbit R1

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Andrea Moffa

Andrea Moffa

Eroe numero 50 di Overwatch 2. Appassionato di notizie videoludiche. Esploro e condivido le avventure e le ultime info di questo mondo in continua espansione.

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