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Ecco le prime immagini di Euclid, il nuovo telescopio spaziale dell’ESA!

Nello scorso Luglio, l’Agenzia Spaziale Europea aveva lanciato il suo nuovo telescopio spaziale, denominato Euclid (un nome che deriva dal famoso filosofo e matematico greco Euclide, autore del più importante trattato di matematica e geometria, gli Elementi), con lo scopo preciso di analizzare e scoprire di più su ciò che ancora oggi è in larga parte un mistero per gli astronomi e i fisici di tutto il mondo: l’energia oscura e la materia oscura, due componenti dell’universo al momento solo ipotizzate e (al momento) ancora non rilevabili.

L’energia oscura e la materia oscura, così chiamate perché le nostre conoscenze e quelle degli scienziati delle agenzie spaziali in merito sono molto lacunose e farraginose, nonostante si sappia praticamente nulla sul loro conto, dovrebbero in teoria occupare quasi il 95% dell’intero universo. Una cifra estremamente grande, che mostra ancora una volta quanto noi siamo piccoli e insignificanti rispetto all’infinita vastità del cosmo e quanto ancora pochissimo ne sappiamo a riguardo.

Ma con Euclid, un nuovo telescopio spaziale, gli scienziati e gli astronomi dell’ESA sperano di riuscire a studiare meglio la materia e l’energia oscura, cercando nuovi dati e nuove informazioni che potrebbero dire di più su questi elementi così sconosciuti del nostro universo. Negli scorsi giorni, Euclid ha mostrato le prime immagini dalla messa in funzione: per molti, potrebbero dire assolutamente nulla. Ma per tutti gli appassionati di fisica e astronomia queste immagini possono simboleggiare una sorta di piccola rivoluzione.

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Le prime immagini di Euclid

Va specificato che queste immagini non sono ancora così rilevanti per lo studio dell’energia e della materia oscura, perché queste prime fotografie (che ritraggono fra le altre cose l’Ammasso di Perseo e la Galassia IC 342) servivano principalmente a dare una dimostrazione delle capacità ottiche del telescopio, che si sono rilevate subito di alto profilo, poiché mai prima d’ora gli scienziati avevano potuto osservare queste lontane galassie così nitidamente.

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Bisogna notare che l’Ammasso di Perseo dista 10 miliardi di anni luce, e al momento l’età stimata dell’universo è di circa 14 miliardi di anni: uno studio più approfondito su questo ammasso di galassie potrebbe fornire nuove risposte agli scienziati, che cercheranno di capire come l’universo si sia formato e quale sia stato il ruolo dell’energia oscura in questo processo.

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Leggi anche: PRIMA MULTA SPAZIALE: $150.000 PER INQUINAMENTO DELL’ORBITA

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Riccardo Coda

Riccardo Coda

22 Giugno 1999. Amo l'ignoto, ciò che è poco convenzionale, le storie d'amore smielate e Neon Genesis Evangelion.

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