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Kingdom Hearts: Birth By Sleep – A fragmentary passage, un viaggio dentro l’oscurità di Aqua

Kingdom Hearts è una saga enorme e piena di contenuti al suo interno, in cui anche se apparentemente non sembra ogni spin-off contiene piccole informazioni per risolvere i misteri legati alla trama orizzontale, farci conoscere meglio i personaggi ed introdurre nuovi misteri che, conoscendo l’autore Tetsuya Nomura, chissà quando riceveranno una risposta. Ciò vale per tutti i titoli, ma Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep – A fragmentary passage – rappresenta in particolare un piccolo passo avanti nella narrazione dell’universo di Square Enix.

Kingdom Hearts 0.2 è un gioco estremamente breve con protagonista Aqua nel Mondo Oscuro che, in realtà, dal punto di vista delle narrazione generale racconta ben poco. Se avete da poco finito Birth By Sleep avrete sicuramente riflettuto sul fatto che Aqua è l’unica del suo trio a non aver mai dovuto fronteggiare in maniera esplicita l’oscurità dentro il suo cuore: i due amici, anche se in maniera completamente diversa l’uno dall’altro, si trovano costretti a farlo entro la fine del gioco, mentre Aqua prova in tutti i modi a salvarli senza troppo successo.

A fragmentary passage, però, distruggerà ben presto questa vostra certezza, facendovi giocare nei panni di una Aqua costretta a fare i conti con la parte più oscura di se stessa. Le circa tre ore di gioco saranno caratterizzate da un vero e proprio viaggio interiore nella mente e nel cuore della Maestra del Keyblade, che si ritroverà spesso a parlare da sola, intraprendendo monologhi e ricordando più volte il passato con rimpianto e sofferenza.

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Aqua si trova completamente da sola, condannata all’oscurità per chissà quanto tempo (per l’eternità, per quanto ne sa) e tutto ciò a cui riesce a pensare è che farebbe qualsiasi cosa per rivedere Terra e Ventus un’ultima volta, per poter guardare ancora il cielo stellato assieme a loro. Ed è proprio questo desiderio a permettere all’oscurità di insidiarsi nel cuore di Aqua.

Nel Mondo Oscuro la Maestra del Keyblade scopre il punto in cui il suo cuore è più vulnerabile: la paura della solitudine. La solitudine di non rivedere mai più quelle persone che ha provato con così tanto impegno a proteggere e per le quali ha sacrificato così tanto, e questo risveglia dentro di lei mille altre paure che non sapeva di possedere o che aveva, più semplicemente, seppellito e ignorato in virtù dell’enorme desiderio di proteggere i suoi amici.

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Ma nel Regno dell’Oscurità non c’è nessuno da proteggere o di cui prendersi cura e Aqua è costretta a fare i conti con, letteralmente, se stessa. Combatterà con la se stessa che le dice che non è all’altezza di essere una Maestra del Keyblade, che nessuno la salverà mai, che rimarrà per sempre chiusa lì e che sarebbe più facile arrendersi e cedere all’oscurità. Se lo facesse, forse, potrebbe rivedere i suoi amici.

Ma è proprio qui che Aqua sbaglia: in suo soccorso arriva in realtà Topolino e tramite una breve ma fondamentale collaborazione tra i due, la Maestra del Keyblade ricorderà quanto bello può essere, appunto, riuscire ad aiutare qualcuno.

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Aqua non fa pace coi suoi demoni alla fine di A fragmentary passage né si conclude definitivamente come personaggio. Si limita a rimettere a dormire i suoi demoni, chiudendo il suo cuore di nuovo dietro la falsa illusione di poter essere felice limitandosi a sacrificarsi per il bene di qualcun altro e, cosa ancora più grave, dietro la bugia che questo basti per sfuggire all’oscurità. Questo, almeno, fino alla prossima volta in cui la rivedremo.

“Sei tu che mi fai forza. Che tieni l’oscurità lontana dal mio cuore.”

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Leggi anche: KINGDOM HEARTS IV: LA PRIMA TRACCIA DELL’OST CONQUISTA I TREPIDANTI FAN DELLA SERIE

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Daniela Reina

Daniela Reina

Nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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