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One Piece, Oda ha davvero influito molto nel live-action, persino più di quanto avrebbe potuto

I dubbi e le ansie sul live-action di One Piece sono state finalmente portate ad una conclusione grazie al trailer mostrato nel corso dell’evento di Netflix tenutosi il 17 giugno in Brasile a San Paolo, denominato “Netflix TUDUM”. Tra le varie serie mostrate, era piuttosto ovvio che One Piece sarebbe stato quello capace di riscuotere gran parte dell’attenzione, quasi andando ad oscurare ogni altra opera presentata durante lo show prima di esso.

Negli scorsi mesi e settimane le discussioni sul live-action sono man mano aumentate anche grazie ad Eiichiro Oda, autore del manga da cui la serie prende ispirazione. Oda è stato coinvolto sin dall’inizio nelle fasi di produzione, a cominciare dal 2016 con l’inizio della contrattazione sul budget da riservare all’opera, sul cast e sulla stesura della storia.

Il ruolo svolto da Oda per il live-action di One Piece è un qualcosa che va ben oltre quello che solitamente si può vedere da parte di un creatore; una corrispondente americana e grandissima fan di One Piece riporta in un articolo il modo in cui Oda ha stravolto il rapporto che lo staff di Netflix ha solitamente con gli autori di un’opera da adattare.

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Come Oda ha influenzato il live-action

Durante le prime ore del Netflix TUDUM era stata rilasciata un’intervista ad alcuni attori principali del cast, Inaki Godoy, Emily Rudd e Mackenyu, i quali hanno affermato come Oda fosse stato presente alle loro audizioni, stupendoli in modo decisamente grande. Nell’articolo la giornalista racconta una delle lettere pubblicate da Oda, in cui descrive il divario presentatosi tra il mangaka e la “gente” di Hollywood:

“Anche se [Tomorrow Studios e Netflix] comprendono ciascuno dei personaggi, ovviamente veniamo da culture molto diverse, quindi quando si tratta di intrattenimento abbiamo codici, abilità e obiettivi molto diversi… C’era persino un momento in cui ho pensato: ‘È possibile una produzione straniera?'”

Da qui, la giornalista ha pensato quello che molti altri fan avevano in mente dopo aver letto le sue parole:

“Questa affermazione da sola è stata sbalorditiva. Questo tipo di trasparenza e onestà su un adattamento hollywoodiano è in gran parte senza precedenti. Oda sta essenzialmente dicendo ad alta voce la parte “silenziosa”. È raro sentire qualcuno nel mondo dello spettacolo riconoscere il divario nella sensibilità estetica, la quale gioca un ruolo enorme nel motivo per cui la maggior parte degli adattamenti anime live-action di Hollywood fallisce.”

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Sempre nella lettera di Oda:

“”Ora, ogni singola entità sta lavorando in sincronia… credo che questa sia l’ultima occasione per portare One Piece in tutto il mondo. Se lo faremo, voglio essere in grado di supervisionare le cose mentre sono ancora attivo. Quindi, una frase ancora più importante: “[Netflix ha] promesso che non sarà lanciata finché non sarò soddisfatto”.

Oda ha il potere di fermare l’ intero lancio della serie! Per tutto il periodo di produzione di One Piece di Netflix, continuava ad essere ripetuto come “Oda è stato profondamente coinvolto nel casting, Oda è un produttore, Oda è fortemente coinvolto”. La maggior parte dei fan ha preso la parola “pesantemente” con le pinze. Ma nel caso del live-action di One Piece , è proprio vero.

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La giornalista afferma di aver avuto l’occasione di parlare con il direttore delle Serie Originali di Netflix Ted Biaselli, il quale ha descritto Oda in modo “riverente”, sostenendo come egli tenga in grande considerazione l’artista e le sue opinioni. Sarebbe facile immaginare la rabbia di un produttore dovuta ad un creatore troppo pignolo o supponente, ma parlando di Oda non c’era alcuna traccia di ciò in Biaselli.

Biaselli ha detto alla giornalista come Oda desse regolarmente appunti per la serie sotto forma soprattutto di storyboard, e che le deviazioni dall’originale sono state tutte specificatamente portate all’attenzione di Oda in fase di sceneggiatura: “e Oda rispondeva con “Provalo, vediamo”, avrebbe successivamente ricevuto proiezioni consolatorie”.

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A quanto pare, Oda avrebbe ricevuto delle proiezioni per fargli approvare ogni cosa, e anche Emily Rudd (Nami) ha menzionato queste proiezioni alla giornalista, dicendo come Oda fosse apparso “commosso” (la parola usata è “misty”) durante almeno una delle proiezioni della fine della stagione.

Oda è stato anche coinvolto nel casting: Rudd è rimasta stupita e lusingata dopo aver incontrato Oda, il quale le ha detto di amare il suo lavoro. L’autore, dice Biaselli, avrebbe anche passato del tempo insieme a Godoy (Luffy). La giornalista ha dunque chiesto anche la fatidica domanda che ogni fan vorrebbe domandare a chi ha incontrato Oda almeno una volta nella vita, ovvero: “com’è Oda?”.

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Biaselli ha dichiarato:

“Non uso molto spesso la parola ‘geniale’, ma lui è brillante. È un maestro dello zeitgeist della cultura pop”. (Data la ricchezza di citazioni intelligenti in One Piece , probabilmente non è sorprendente.) “È esperto e articolato sulla storia della musica … Ha una playlist in mente ogni volta che scrive”.

Rudd ha aggiunto: “È così tranquillo. È il tipo più tranquillo che tu possa mai immaginare. Oh mio Dio, è così figo e rilassato.”

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Marina Flocco

Marina Flocco

Fruitrice seriale di videogiochi, anime, manga, tutto ciò che è traducibile dal giapponese.

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