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Indaco: il fumetto su un bestemmiatore che non può più bestemmiare e allora va di persona da Dio

Purtroppo non parliamo abbastanza spesso di fumettistica italiana, non tanto quanto dovremmo, ma per l’opera di Quasirosso, denominata “Indaco”, non possiamo evitare di scrivere alcune parole. Sebbene il panorama del fumetto italiano si ritrovi praticamente schiacciato dalle opere americane, nipponiche o coreane, questa graphic novel ci mostra come ci siano dei tesori che possiamo scoprire solo andando a rovistare con forza nella sezione fumetti e compagnia, scrutando con attenzione tra le enormi scaffalature delle librerie.

Giovanni Esposito, conosciuto con il nome d’arte di Quasirosso, ha pubblicato negli scorsi mesi una nuovissima graphic novel tanto bizzarra quanto capace di attrarre la curiosità del lettore attraverso la sua premessa. Il libro è stato realizzato seguendo il concetto di creare una “storia di storie”, d’intrecci che conducono verso le direzioni più impensabili per poi tornare in modo totalmente disinvolto verso uno status il più normale possibile.

In esso, si presenta un mondo in cui un gruppo di sei persone (composto da un anziano bestemmiatore che ha perso questa sua abilità, una bambina ignorata dagli adulti, una coppia insonne, un giovane “disegnatore” e una donna nuda con profonde problematiche) si riunisce per andare ad incontrare Dio, verso un luogo segreto dove i testimoni di Geova non possono trovarlo.

indaco quasirosso

Indaco di Quasirosso e il bestemmiatore che perse la sua vocazione

La prima volta che abbiamo sentito parlare di questo fumetto, esso ci è stato presentato in questo modo: la storia riguarda un vecchietto, forse veneto, che durante una partita a carte con i suoi amici si è accorto di aver perso la facoltà di bestemmiare.

Si tratta di un bel problema per lui, tanto da inondarlo di vergogna e da condurlo a mantenere la cosa segretissima per non rovinare la sua reputazione.

Per rimediare a ciò, decide di rivolgersi direttamente a Dio, e di chiedere proprio al Creatore una spiegazioni dietro questo improvviso impedimento. Dopo essersi riunito in una sala d’attesa con altri individui improbabili, il gruppo viene fatto salire su un piccolo bus, il quale li trasporterà lungo un viaggio ben più lungo di quanto ognuno di loro potesse pensare.

E mentre il vecchietto (di nome Umberto) è forse uno degli elementi che più dovrebbe suscitare ilarità nel lettore, man mano che si vanno a leggere le pagine emerge il vero senso dietro la storia di Indaco, ovvero quello di rappresentare le fragilità di ogni individuo, ognuna insita all’interno dell’essere umano, e la necessità di ricercare delle risposte dall’unica entità che sembrerebbe capace di darle.

Bisogna dire che Quasirosso con questo libro potrebbe aver posto (intenzionalmente o meno) un ottimo modo per attirare dei lettori verso la lettura di Indaco.

A seconda della premessa che si va a leggere, la novel potrebbe apparire come un’opera davvero stravagante ed esilarante, e ciò può facilitare in modo molto grande l’avvicinamento del pubblico alla graphic novel per poi fargli scoprire le reali tematiche, decisamente più profonde di una semplice storia goliardica su un povero vecchio dalla bestemmia facile; o almeno, questo è proprio ciò che è successo con noi.

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Marina Flocco

Marina Flocco

Fruitrice seriale di videogiochi, anime, manga, tutto ciò che è traducibile dal giapponese.

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