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Crisis Core Final Fantasy VII Reunion

Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion, la recensione: un graditissimo ritorno

Alla fine dei primi anni 2000, Square Enix si imbarcò in un progetto volto a ri-portare in auge uno dei capitoli di Final Fantasy universalmente più amati ed apprezzati della storia; stiamo ovviamente parlando di Final Fantasy VII, che di recente ha fatto capolino su console old e current gen con un remake dalla qualità estremamente elevata.

Il titolo con protagonista l’ex SOLDIER Cloud Strife, che segnò il passaggio della saga alle tre dimensioni, riuscì a conquistare chiunque grazie ai suoi innumerevoli ed indubbi meriti, ed ancora oggi risulta essere uno dei capitoli più apprezzati dall’utenza tutta; per questo motivo, la major nipponica decise a partire dal lontano 2005 di ampliare la già ottima narrativa che stava alla base del titolo, esplorando il passato ed il futuro di alcuni dei personaggi principali del gioco, e lo fece pubblicando tre videogiochi ed un lungometraggio.

Stiamo parlando in particolare di Before Crisis, pubblicato solo su piattaforme mobile, Advent Children, un film che faceva da sequel a FF7, il passabilissimo Dirge of Cerberus e soprattutto Crisis Core; quest’ultimo, pubblicato in esclusiva PSP, era sicuramente il prodotto più riuscito del lotto, oltre che il più importante dal punto di vista narrativo. Crisis Core infatti esplorava il passato di Zack Fair, uno dei personaggi chiave di Final Fantasy VII dato il ruolo da lui ricoperto; ruolo che, per ovvi motivi legati agli spoiler, non sveleremo.

Ecco la nostra recensione di Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion

Con l’avvento ed il successo di Final Fantasy VII Remake, titolo in cui Zack è altresì presente, Square Enix ha ben pensato di riportare in auge Crisis Core, in modo da poter dare all’utenza che non aveva mai messo le mani sul titolo il background necessario per comprendere appieno le vicende narrate all’interno del remake, oltre alle misteriose e dibattute sequenze finali; dopo l’annuncio arrivato solo qualche mese fa, è finalmente arrivato sul mercato Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion, riproposizione dell’indimenticabile titolo PSP che, collocandosi tra le definizioni di remake e remastered, punta a conquistare tutti gli orfani di un titolo di altissimo livello.

Abbiamo avuto la fortuna di mettere le mani su Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion, e siamo finalmente pronti a dire la nostra, anticipandovi che il lavoro compiuto da Square Enix risulta essere sorprendentemente egregio; vi ricordiamo, ovviamente, che il titolo è disponibile su PS4, PS5, Xbox, Nintendo Switch e PC. Prima di cominciare, ci teniamo inoltre a consigliarvi, qualora siate intenzionati a recuperare tutta la storia di FFVII, di partire dal gioco originale o dal remake e poi di avventurarvi in Crisis Core, nonostante la sua natura da prequel.

Crisis Core Final Fantasy VII Reunion

Prima di Cloud c’era Zack

In questa recensione non racconteremo nulla di ciò che concerne la trama di Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion, in quanto, secondo chi vi scrive, il magnifico racconto imbastito da Tabata va vissuto senza alcun tipo di anticipazione o spoiler. Vi basti sapere che durante il corso dell’avventura verranno chiariti, in maniera più o meno coerente, molti dei cardini della trama di Final Fantasy VII. In Crisis Core infatti, il protagonista Zack Fair è indissolubilmente legato a Cloud, a Sephirot, al progetto SOLDIER ed alla Shinra; le sue azioni, i suoi incontri ed il suo destino sono infatti parte integrante di ciò che verrà poi narrato in Final Fantasy VII, e molti degli avvenimenti presenti nel gioco daranno un senso e contestualizzeranno molte delle azioni dei protagonisti del “sequel”.

Ad alimentare la qualità della sceneggiatura e dell’intreccio ci pensano inoltre dei personaggi caratterizzati in maniera bizzarra ma allo stesso tempo egregia; parliamo ovviamente degli indimenticabili Genesis ed Angeal, due SOLDIER di grado uno legati a doppio filo con Sephirot. I due rappresentano una delle colonne portanti della trama di Crisis Core, il cui ritmo non risulta mai essere blando o annacquato nonostante la natura portatile del titolo in questione. L’unico appunto che si può fare alla trama di questo Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion è quello di aprire troppe linee narrative, alcune delle quali mai realmente chiuse, che potrebbero generare una leggera confusione nei giocatori poco avvezzi alla narrazione dei JRPG dell’epoca.

Per il resto, il comparto narrativo di Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion è da promuovere a pieni voti; le emozioni provate in questo secondo playthrough sono le stesse provate nel lontano 2008, e ciò non può che essere un gran bene, data l’ottima sceneggiatura e la deliziosa caratterizzazione dei personaggi. Per fortuna Square Enix ha deciso di non rimaneggiare in alcun modo l’ottimo lavoro svolto tempo fa da Tabata, di conseguenza ciò che vi ritroverete davanti sarà null’altro che l’opera come originariamente concepita, senza alcun stravolgimento di sorta.

Crisis Core Zack Cloud

Gameplay rinnovato nella forma, non nella sostanza

Ciò che Square Enix ha modificato, e per di più in maniera assolutamente egregia, è il gameplay di Crisis Core che tuttavia, nonostante le tante modifiche apportate, soffre ancora un po’ troppo il fatto di essere un titolo originariamente ideato per la portabilità, e quindi per delle partite “mordi e fuggi” molto meno lunghe delle regolari sessioni di gioco cui siamo abituati.

La struttura ludica di Crisis Core si sostanzia essenzialmente in due diverse fasi: quella dell’esplorazione di delle piccolissime ma ispirate aree di mappa, e quella del combattimento che, secondo chi vi scrive, risulta essere il vero piatto forte dell’offerta unitamente alla narrativa. Square Enix, data la natura del titolo, ha potuto fare ben poco per migliorare l’offerta “esplorativa” dell’opera, e si è “limitata” a ricostruire tutte le ambientazioni, donando loro non un semplice upscaling ma una vera e propria nuova vita; il lavoro compiuto sotto questo punto di vista è semplicemente eccezionale, in quanto gli sviluppatori sono stati capaci di far risplendere un titolo che, se semplicemente rimasterizzato, avrebbe sentito fin troppo il peso degli anni.

crisis core zack

Tuttavia, se poco si poteva fare con riguardo all’esplorazione, lo stesso non si può dire per ciò che concerne il sistema di combattimento di Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion; questo infatti è stato interamente rivisto e migliorato rispetto all’opera del 2005. Gli scontri infatti, sempre spettacolari e ricchi di combo e particellari, anche se spesso troppo facili, sono stati rivisti per essere più vicini a quelli di Final Fantasy VII Remake; è chiaro, sotto questo punto di vista, che Square Enix abbia voluto tracciare una continuità tra questo titolo ed il suo “predecessore”.

Rispetto all’epoca PSP dunque non solo sarà possibile controllare – finalmente – la telecamera con l’ausilio dello stick analogico destro, ma vi sono anche dei tasti appositi da utilizzare per attacchi, parate e schivate. La rivisitazione del sistema di controllo è fondamentale, e rende Zack un vero e proprio piacere da giocare e controllare; riproporre l’astruso sistema utilizzato sulla portatile di casa Sony sarebbe stato un vero e proprio disastro, data l’assenza di tutte quelle limitazioni hardware che erano invece presenti su quella indimenticabile console. Vi sono inoltre delle nuove dinamiche che gli sviluppatori hanno ben pensato di introdurre; ci riferiamo in particolare all’aumento della potenza delle Materie una volta conclusa una combo e alla possibilità di poter bloccare uno dei potenti attacchi caricati dei boss presenti svuotando un’apposita barra, che se parzialmente esaurita ridurrà comunque i danni subiti dal protagonista.

crisis core

Il sistema OMD, croce e delizia

Croce e delizia, soprattutto croce, del combat system di Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion era il sistema OMD; questo sistema consiste in una sorta di slot machine che ruota all’impazzata durante ogni combattimento e che, ad ogni allineamento di numeri o sagome, garantirà a Zack dei bonus da utilizzare in battaglia e permetterà allo stesso sia di evocare i potenti Eoni, sia di salire di livello al raggiungimento di un determinato numero di punti esperienza raccolti. Questo sistema piuttosto peculiare nel titolo PSP non faceva altro che interrompere continuamente gli scontri, disturbando non poco il giocatore ed arrivando in alcuni casi ad essere frustrante. Per fortuna, in Reunion gli sviluppatori hanno rivisto totalmente questo sistema; l’OMD infatti è stato posto in uno degli angoli dello schermo, e non interromperà più alcuno scontro se non quando mostrerà alcuni dei ricordi di Zack, che andranno ad approfondire la già ottima narrativa.

In sostanza dunque l’unico, grosso problema di Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion è rappresentato da una struttura ancora molto ancorata alla sua natura portatile, e da delle missioni secondarie davvero poco ispirate, scialbe, dalla durata infima nonché estremamente ripetitive. Le correzioni apportate dagli sviluppatori in questo riadattamento sono tante e molto apprezzate, soprattutto quelle relative all’OMD, e siamo sicuri che anche chi mal digeriva il titolo su PSP potrà finalmente apprezzare l’avventura di Zack.

crisis core zack vs sephirot

Più di una semplice remastered

Dal punto di vista tecnico Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion è praticamente ineccepibile. Square Enix non si è infatti limitata ad upscalare il titolo originale, ma ha ricostruito con grande attenzione e cura ambientazioni e modelli, rendendoli più vicini a quelli visti in Final Fantasy VII Remake. Anche i menu e l’hud sono stati ricostruiti da zero, e sono molto simili a quelli del Remake arrivato qualche anno fa. Oltre a quanto affermato fino ad ora, segnaliamo la presenza di un’effettistica totalmente rinnovata, di un sistema di illuminazione praticamente ricostruito, e di una nuova traduzione italiana più vicina al copione giapponese e dunque più fedele all’originale. Anche alcune delle tracce musicali presenti sono state prese di peso da FFVIIR, mentre le altre sono state sapientemente riarrangiate e rese più “moderne” rispetto all’epoca di uscita di Crisis Core. L’unico elemento che ci ha fatto storcere il naso, oltre a qualche animazione poco curata e fin troppo vetusta, è rappresentato dai filmati in CGI presenti, tutti poco definiti, che sembrano essere l’unico elemento su cui gli sviluppatori non hanno messo mano. Per il resto, Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion è un lavoro che dovrebbe fare da esempio per chiunque voglia sviluppare una remastered: un lavoro estremamente curato, che mira a creare continuità con il recente remake, privo di qualsivoglia dimostrazione di pigrizia.

Crisis Core Immagine di chiusura

In conclusione…

Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion è un titolo che qualunque appassionato di JRPG dovrebbe giocare; le avventure di Zack Fair rappresentano infatti uno snodo fondamentale della trama di uno dei giochi di ruolo più amati di sempre, la cui narrativa, dopo aver completato questo titolo, assumerà una luce totalmente nuova e diversa. Il lavoro compiuto da Square Enix nell’opera di rimasterizzazione è semplicemente eccellente, avendo gli sviluppatori adattato sia tecnicamente che ludicamente un titolo che avrebbe sofferto inevitabilmente sia il peso degli anni, sia la sua natura prettamente portatile. Ah, se tutte le remastered fossero così…

Crisi Core Zack Cactuar

La nostra valutazione

Voto - 8.5

8.5

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Carlo D'Alise

Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.

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