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Blur si espone sul problema pubblicità: “Twitch sta fallendo”

Blur, il famoso streamer che di recente è entrato nella top 10 dei content creator con più sottoscrizioni su Twitch ha parlato della situazione pubblicità sul proprio canale. Lo streamer si è lamentato della piattaforma e delle sue contraddizioni interne. Il content creator ha lasciato intendere che Twitch abbia un sistema pubblicitario a tratti incomprensibile e afferma che la piattaforma sta fallendo.

Il discorso di Blur ci pone di fronte ad altri dettagli riguardo la gestione pubblicitaria del colosso di Amazon. Da tempo molti streamer sono convinti che sia Twitch ad inviare molte più pubblicità di quelle realmente impostate.

Blur è convinto che il problema delle pubblicità esista da mesi

Blur in una sua recente live si è espresso riguardo alle pubblicità all’interno di Twitch. Lo streamer è parecchio critico verso la piattaforma e ritiene che la questione vada avanti ormai da mesi. 

Lo streamer è infatti stupito che le persone si siano accorte adesso dei problemi:

Le persone si stanno svegliando adesso e ci stanno andando di mezzo gli streamer che mandano le pubblicità, ovviamente. Secondo la gente non dovremmo mandarle. Però è una funzione con la quale io guadagno! E per le persone sono in torto io. […] Se le persone smettessero di usare Twitch per le pubblicità sarebbe colpa dell’azienda, non nostra. Io posso permettermi di dire questa cosa perché so per certo che c’è un asset per il quale i canali grossi si beccano il 300% in più delle pubblicità che mandano.

Blur si sta probabilmente riferendo alla possibilità di accettare il programma d’incentivi per gli annunci. Questa funzionalità permette agli streamer di ricevere ricavi fissi e affidabili legati agli annunci a fronte di una trasmissione di una densità di pubblicità concordata in anticipo. Il programma è stato analizzato più nel dettaglio in questo articolo.

Le critiche di Blur verso Twitch sono molto dure

Blur si chiede il motivo di far pagare un abbonamento su un sito che sta spingendo sempre più sulle pubblicità:

Io ne mando di pubblicità, eh. Ci mancherebbe. A me però mi triplicano. […] Ve la faccio molto semplice: Twitch, con i contratti che fa, guadagna dalle sub. Twitch nel tempo ci perdeva con questo tipo di contratti. Questo perché erano 70/30 e non 50/50 come li metteranno a giugno. Allora Twitch dov’è che effettivamente guadagna? Dagli advertisement. A te sembra normale che una piattaforma guadagni dagli annunci ma ti fa fare un abbonamento che non te li fa guardare?

È risaputo che Twitch sia in profonda crisi e stia cercando di trovare soluzioni alternative dopo l’annuncio sulla decurtazione degli introiti dei partner più grandi a partire da giugno 2023. Il colosso di Amazon sta sperimentando per rendere autosostenibile la propria piattaforma streaming. Blur, in ogni caso, è fortemente critico verso le scelte di Twitch:

Twitch è un’azienda che sta fallendo, ha sbagliato tutto quello che poteva fare. Di conseguenza poi che ci vada di mezzo chi manda le pubblicità non ha senso. Poi è normale si creino i vari problemi dello streamer che si sente in colpa a mandarle, che fa le streaming senza pubblicità […] È giusto non mettere pubblicità, soprattutto per chi non ha tante sub. Ma è un discorso che muore nel momento in cui stiamo lavorando per gente che non sa quello che sta facendo.

Gli spettatori più volte si sono lamentati di vedere troppa pubblicità nelle dirette degli streamer ma è chiaro che rimane un diritto del content creator decidere la densità delle pubblicità. 

La situazione pubblicitaria sul canale di Blur

Blur ha continuato il discorso parlando della sua situazione nello specifico

Io che ci posso fare se mando 6 pubblicità e me ne partono 18? Niente, devo piangere? […] Da noi (in Italia, N.d.R) parlarne è aria fritta.

Questo problema è stato evidenziato da molti altri streamer italiani. Secondo la loro esperienza Twitch invierebbe molte più pubblicità di quante effettivamente impostate all’interno del Gestore Annunci.

Lo streamer può effettivamente impostare dalla propria dashboard la quantità di tempo in cui uno spettatore vedrà la pubblicità mid-roll, ma non il numero di ads presenti. Il content creator può quindi decidere di inviare 1 minuto e mezzo di pubblicità ma sarà Twitch a decidere la lunghezza di ogni singolo spot: potrebbe decidere di inviare 3 spot da 30 secondi oppure 6 spot da 15 secondi.

È possibile anche che gli spettatori, potendo vedere esclusivamente il tempo restante della singola pubblicità ma non dell’intero blocco abbiano la sensazione di guardarne molta di più. Blur subito dopo si è lamentato anche della gestione di alcune funzionalità della piattaforma:

Per evitare che la fanbase si lamenti delle pubblicità Twitch ti offre dei servizi mensili di pubblicità che ti pagano il -200% di quello che fai in un mese. Stanno vivendo in un controsenso, nel loro piccolo! Non ci puoi fare un c***o. Io se avessi preso la mia quota mensile di pubblicità che era quella, quindi già ce l’avevo sicura, il mese scorso avrei fatto 25 mila euro in meno di pubblicità. Capite cosa stanno facendo? Capito quanto stanno sbagliando?

Ciò di cui sta parlando Blur è molto probabilmente il paradosso che si crea accettando la gestione degli incentivi per gli annunci pubblicitari. I test svolti da alcuni creator hanno dimostrato che il guadagno delle pubblicità inviate senza accettare l’incentivo è a volte più alto.

A quanto pare il programma incentivi aiuta esclusivamente uno streamer che ha una media spettatori altalenante. Blur, comunque, chiosa il suo discorso criticando anche la gestione delle pubblicità pre-roll:

Volete sentire un’altra cosa divertente del mio canale? Vale anche per tanti altri canali, eh. Tu puoi spuntare la possibilità di avere le pubblicità in entrata sul canale. Se tu sei appena entrato sul canale ed io ho sputato “no” non parte la pubblicità. Indovinate chi ce l’ha spuntato sul no ma la pubblicità parte lo stesso? Perché poi dove avviene il settaggio delle pubblicità lo decidono loro […] Volente o nolente ti ritrovi sempre pieno di pubblicità.

Le pubblicità pre-roll sono differenti dalle pubblicità mid-roll. Le pubblicità pre-roll si attivano ogni qualvolta uno spettatore entra in live e l’invio non può essere automatizzato ad un orario specifico. È possibile disattivare per trenta minuti i pre-roll trasmettendo contestualmente un minimo di 90 secondi di pubblicità ogni mezz’ora di live. Gli incroci sono molteplici: lo streamer può trasmettere anche 30 secondi di pubblicità disattivando la pubblicità pre-roll per 10 minuti.

Se arrivasse la conferma che Twitch invia più pubblicità del dovuto sarebbe un pericoloso precedente. La piattaforma infatti non ha mai accennato nei propri comunicati l’intenzione di inviare più spazi pubblicitari rispetto a quelli decisi dallo streamer. 

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FONTE: 1,2.

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