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Bonus deputati aumentato a 5500€ per comprare smartphone e PC: “2500€ non bastavano”

Negli ultimi mesi con l’inflazione c’è stato un generale aumento dei prezzi che ha coinvolto anche il mercato tecnologico. Da una parte, diverse aziende si sono adattate, alzando il listino prezzi dei loro prodotti. Basti vedere il ritocco verso l’alto che ha fatto Apple con molti suoi device venduti in Italia (iPhone 14 in primis, aumentati in media di 120€ rispetto ai precedenti modelli). O anche l’Oculus Quest 2 aumentato di 100 dollari, Italia compresa.

E anche gli operatori hanno deciso di aumentare annualmente il canone nei contratti di alcuni clienti, adeguandolo all’indice dell’inflazione. Così è stato annunciato da WindTRE e, più di recente, anche da TIM.

Una situazione che ovviamente pesa sulle tasche dei consumatori. Il Governo dovrebbe prendere diversi provvedimenti in merito nella prossima manovra di bilancio. Intanto, però le cose sembrano andare in una direzione diversa. Infatti, la Camera ha appena approvato un aumento del rimborso per le spese “tecnologiche” dei deputati a 5500€.

Bonus deputati interno Montecitorio

Il Bonus deputati per le “esigenze inidividuali di aggiornamento tecnologico”

Nel 2018 la Camera dei Deputati aveva approvato un “rimborso spese” per l’aggiornamento tecnologico dei suoi componenti. Il provvedimento aveva stabilito un tetto massimo di 2500€ con annesse delle penali. Infatti, non sarebbe stato concesso tale “bonus deputati” se il parlamentare non si fosse presentato ad almeno il 50% delle sedute e non avesse presentato almeno l’80% delle proposte di legge.

Come riporta La Repubblica, questo “bonus deputati” però ha subito diverse modifiche lo scorso 24 novembre. Una determina dei questori infatti ha infatti aumentato il tetto spese a 5500€. Come accennato, nel provvedimento sono inclusi alcuni beni tecnologici come PC, tablet, smartphone, cuffie e monitor “fino a 34 pollici”. E non solo: sembra che siano state pure rimosse le penali che abbiamo riportato sopra.

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Come ha spiegato un ex-questore della Camera a La Repubblica, prima di questo provvedimento “dicevano che 2500€ non bastavano“. Ha poi aggiunto che questo “bonus deputati” si trattava di “un provvedimento una tantum“, stabilito all’inizio del mandato di parlamentare, e che non era stato previsto “di ritoccarlo”.

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Fonti: La Repubblica, Open

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