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Black Panther: Wakanda Forever è il Marvel Cinematic Universe che diventa politica?

Con l’arrivo nelle sale di Wakanda Forever nel mondo MCU torna, di prepotenza, anche il tema politico. Fin dal suo primo capitolo, Black Panther si è rivelato essere il film più “attivista” di tutti, capace di spiegare anche alla mente meno abituata a questi temi il sottile e pericoloso equilibrio della geopolitica.

Oltre al tema razziale, Black Panther è sempre stato capace di raccontare al meglio le motivazioni che spingevano il Wakanda a “nascondersi” dalle altre super potenze: il vibranio.

Nonostante sia stato introdotto nell’MCU con il primo Captain America, il metallo più resistente e più pregiato al mondo, solo negli ultimi anni ha acquisito un valore sempre maggiore all’ interno delle trame dell’MCU.

Con Wakanda Forever questa tendenza viene portata al massimo attraverso il continuo tentativo degli Stati di tutto il mondo di ricercare il vibranio al di fuori delle terre del Wakanda.

In questo secondo film vengono ripresi più o meno gli stessi temi (attraverso una nuova prospettiva) rendendo la politica una nuova ingombrante e pericolosa protagonista nelle trame future dell’MCU.

***AVVERTIMENTO SPOILER***

black panther

I Marvel Studios e il loro pensiero sempre più anti-americano

I Marvel Studios, nonostante siano una realtà tutta statunitense, negli ultimi anni hanno cominciato ad improntare una logica fortemente antiamericana all’interno dei propri prodotti, in particolare nella fase 4.

Già con The Falcon and The Winter Soldier il governo americano viene visto come il “vero nemico da sconfiggere”, colui che non riconosce Sam nel suo ruolo da Captain America afroamericano (cancellando la memoria di Isaiah Bradley) e che sembra non preoccuparsi della riassegnazione dei profughi post-Blip.

Una logica che, ovviamente, si basa sul mettere in discussione le scelte di una nazione che, soprattutto dall’era Trump, sembra non dare ascolto ai propri cittadini.

Questa costante critica verso il pugno duro degli Stati Uniti raggiunge la sua massima rappresentazione in Black Panther: Wakanda Forever dove gli USA diventano la vera minaccia non solo del Wakanda, ma anche del regno sommerso di Talokan.

E’ la costruzione del rilevatore, la costante ricerca del vibranio da parte degli americani a mettere in moto l’intera trama. Una costante brama di ricchezza che ha sempre fatto parte degli Stati Uniti e che, il Marvel Cinematic Universe, sta traslando nel suo universo.

USA vs Wakanda: da dove proviene questa rivalità?

Oltre ai vari temi riguardanti l’ isolazionismo politico rappresentati da Talokan e dal Wakanda, sembra che Black Panther: Wakanda Forever voglia buttare le fondamenta di quella potenziale trama politica di cui da molto tempo si parla in casa MCU.

Nonostante da molti sia stato definito un “poco incisivo nella trama del film”, Everett K. Ross interpretato da Martin Freeman è il personaggio che, nella pellicola, ha fatto maggiormente da ponte tra le vicende del film e quello che succederà nel prossimo futuro del Marvel Cinematic Universe.

Nel film viene più volte spiegato quanto gli USA siano interessati ad entrare in possesso di un materiale come il vibranio, all’apparenza indistruttibile. Nonostante sia un agente CIA, Ross in Black Panther 2 veste un ruolo da spia fornendo ai wakandiani tutte le informazioni utili compresa l’idea degli USA di “combattere contro il Wakanda”.

Una dichiarazione di forza e apparentemente senza senso visti i rapporti diplomatici collaborativi costruiti da T’Challa. L’idea che ha toccato la mente di moltissimi fan in vista di Secret Invasion è che i vertici del governo americano possano essere in mano agli Skrull.

Un ipotesi più che sensata anche solo vedendo i primi bocconi che ci sono stati dati nel trailer della nuova serie Disney+. Sarebbe una delle prime volte in cui un film risulta così legato ad un prodotto seriale in arrivo.

black panther ross

Il vibranio sarà al centro dei prossimi prodotti?

Alla base di tutto sembra porsi questo bisogno spasmodico degli USA di entrare in possesso del vibranio. Una necessità che in Black Panther: Wakanda Forever spinge persino Nàmor e il suo popolo sommerso a difendersi dal “colonizzatore”.

E’ il racconto di pensiero politico che ha sempre attraversato la storia partendo dalle colonizzazioni del nord Africa fino a quella delle Americhe tra il 1500 e il 1600.

Al centro delle storie dell’MCU del prossimo futuro, quindi, dovrebbe esserci il vibranio. Perché gli americani hanno così tanto bisogno di questo materiale? Sono veramente gli americani?

La prospettiva sembra essere quella di creare un racconto politico parallelo alle vicende inerenti al mondo dell’ occulto e al multiverso, realizzando storie improntate ad un genere che viri sempre di più sul thriller e sullo spionaggio. Insomma riprendere un po’ quel modello di prodotti che i Fratelli Russo avevano sperimentato nel 2014 con Captain America – The Winter Soldier.

Da Secret Invasion passando per Captain America 4 fino ai Thunderbolts: cosa aspettarci?

Ciò che abbiamo visto cominciare in Black Panther: Wakanda Forever potrebbe essere l’inizio di una grande macrotrama che avrà, sicuramente, come passaggi obbligati Secret Invasion, Captain America 4, Armor Wars e Thunderbolts.

Ma in che modo potrebbero farlo? Guardando al prossimo futuro, sarà la serie su Nick Fury a darci le prime necessarie risposte.

Insomma, i Marvel Studios confermano di essere molto più politici di quello che sembrano. L’utilizzo di determinati personaggi si trasforma solo in un modo per poter denunciare al meglio delle dinamiche che fanno parte del mondo odierno, quasi nel tentativo di portare avanti una propria personale crociata. E chi può farlo se non la più grande potenza cinematografica del momento?

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