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Sonic Frontiers, Recensione – Rinascita a partire da ora

La serie di Sonic è storia dei videogiochi. Partita fortissimo con dei primi capitoli che ancora oggi sono classici senza tempo, nel corso degli anni ha faticato a trovare la propria strada. Tra scelte sbagliate e titoli poco riusciti, con alcuni alti nel mezzo, la serie è arrivata sino a oggi spinta dall’amore che il pubblico continua ad avere verso il riccio blu di casa Sega. Nonostante ciò, l’amore non basta e dopo un risultato sottotono come quello di Sonic Forces era necessario ripartire. Reinventare Sonic 3D come lo conosciamo.

Per farlo il Sonic Team e Sega hanno lavorato alcuni anni nel silenzio e ora ci portano finalmente Sonic Frontiers. A cinque anni proprio da Forces, Sonic Frontiers non si presenta solo come il nuovo titolo tridimensionale della serie, ma come una vera e propria rivoluzione per i giochi della serie e come un titolo che vuole guardare al futuro. Un titolo per tracciare la strada da seguire da qui ai prossimi anni.

In un periodo in cui il marchio della serie è tornato forte sul mercato grazie ai successi dei due lungometraggi cinematografici, non si poteva sbagliare il progetto da cui tutto è iniziato. E spoiler su questa recensione: non si è sbagliato.
Abbiamo potuto provare a fondo Sonic Frontiers, imparando a conoscerne pregi e difetti, ma soprattutto provando a comprendere la filosofia creativa che ha guidato il team di sviluppo. Mettetevi dunque comodi e gustatevi questa nostra analisi di Sonic Frontiers. Iniziamo.

Civiltà antiche e misteri tra le rovine

Le premesse che danno il via alla narrazione di Sonic Frontiers sono quelle classiche per la serie. Sonic si mette in viaggio con i suoi amici dopo aver percepito la presenza dei Chaos Emerald sulle Starfall Island, arcipelago d’isole inedito. Come detto un incipit abbastanza canonico per la serie.
Una volta giunti in prossimità, però, un misterioso portale risucchia il gruppo, proiettando il solo Sonic all’interno di un ambiente bene noto: la Green Hill Zone. Qui avremo un primo tutorial di come si gioca e appena lo concluderemo ci ritroveremo a Kronos Island, la prima isola delle Starfall Island. Qui una voce misteriosa comunicherà a Sonic che il luogo da cui è appena fuggito è il Cyber-spazio.

Inizia così la nostra libera esplorazione di quest’isola immersa nella natura e disseminata di rovine antiche. L’obiettivo di Sonic sarà sin da subito molto chiaro: recuperare i Chaos Emerald e riportare indietro dal Cyber-spazio i suoi amici. A ostacolarlo ci penseranno, oltre all’immancabile Dr. Eggman, dei colossali Titani meccanici che popolano le isole e una misteriosa ragazzina di nome Sage.

Come abbiamo detto in apertura Sonic Frontiers è un titolo che vuole guardare al futuro per la serie. E infatti mai come in questo titolo la serie aveva offerto una struttura narrativa così complessa e con un ruolo così importante nell’esperienza di gioco. I dialoghi tra i diversi personaggi saranno diversi, alcuni anche opzionali, e ci aiuteranno ad approfondire il personaggio di Sonic, il suo rapporto con gli altri personaggi e le intenzioni dei suoi nemici. Ciò che ci ha più sorpreso è la carica emotiva che il Sonic Team ha voluto dare alla sua storia, con scene anche molto toccanti e che mostrano un lato riflessivo quasi inedito per la serie.

Il gioco è completamente doppiato in italiano, con le storiche voci ufficiali chiamate a dare vita ancora una volta ai personaggi e che non hanno assolutamente deluso nella loro interpretazione.
Complessivamente insomma la storia raccontataci da questo Sonic Frontiers ci ha assolutamente soddisfatto. C’è da segnalare che la natura open-world del gioco porta a un ritmo della narrazione non proprio perfetto, e a volte un po’ confusionario. Inoltre, l’intreccio narrativo non è originalissimo. Ma quando si racconta una storia il “come” viene raccontata è spesso più importante del “cosa“.

Un nuovo Sonic acerbo ma con tanto potenziale

Se la narrazione guarda al futuro, il gameplay di Sonic Frontiers è rivoluzione e innovazione pura. Gli storici e amati stage di velocità chiaramente rimangono e sono parte integrante e fondamentale dell’esperienza, ma non ne rappresentano più il nucleo principale. Questa volta a fare da protagonista è l’esplorazione del mondo di gioco. Nella nostra avventura avremo infatti a disposizione ampie mappe open-world, in cui correre liberi e facendo le diverse attività disponibili nell’ordine che preferiamo.

Come detto, il nostro obiettivo principale su ogni isola sarà quello di raccogliere i 7 Chaos Emerald per poi sconfiggere il colossale Titano dell’isola. I sette artefatti saranno però protetti in delle misteriose strutture, sbloccabili solamente ottenendo delle chiavi. Tali chiavi si otterranno tramite i Portali, strutture che trasporteranno Sonic all’interno del Cyber-spazio per affrontare i classici stage di velocità della serie. Ogni stage avrà quattro obiettivi, ognuno il quale ci darà una chiave.

A loro volta, però, i Portali per essere attivati avranno bisogno d’Ingranaggi. In questo caso per ottenerli dovremo sconfiggere i Guardiani, potenti mini-boss sparsi per la mappa di gioco.
Ne approfittiamo per parlare del combat-system proposto da Sonic Frontiers. La serie non aveva mai dato così tanto peso agli scontri con i nemici e dunque parliamo di quasi una prima volta. La sua introduzione è stata fatta a nostro modo di vedere in modo estremamente intelligente. Renderla una parte troppo importante del gameplay avrebbe potuto disturbare i fan storici, abituati a un’esperienza decisamente diversa. Per questo motivo gli scontri di Sonic Frontiers hanno il sapore di puzzle più che di un combattimento.
Se i nemici base sparsi per la mappa saranno per lo più sconfitti con pochi colpi base, i Guardiani richiederanno una vera e propria comprensione del funzionamento del nemico, dato che per poterlo colpire con le nostre mosse dovremo sempre prima risolvere qualche tipo di enigma. La cosa ci è piaciuta davvero moltissimo, soprattutto data l’eccellente varietà tra un Guardiano e l’altro. A livello quantitativo non sono moltissimi, ma vi assicuriamo che non ne troverete nessuno lontanamente simile all’altro.
Per quanto riguarda i Titani, invece, si è scelta una via un po’ più votata all’epicità scenica dello scontro che a uno scontro super complesso sotto il piano del gameplay. Onestamente visto come sono state realizzate, abbiamo apprezzato.

Per quanto riguarda le mosse utilizzabili negli scontri, avremo a disposizione un classico albero delle abilità, sbloccabili con i punti che otterremo sia combattendo che semplicemente esplorando la mappa. Una mappa davvero ricca di elementi da scoprire.
Il primo in ordine d’importanza sono le Sfide, semplici puzzle ambientali che ci permetteranno di rivelare effettivamente la mappa di gioco, aiutandoci a orientarci meglio potendo segnare i punti d’interesse.
Abbiamo poi i Gettoni memoria. Questi si troveranno letteralmente sparsi ovunque, come premio finale di percorsi troveremo ovunque, in aria e a terra. Se dai trailer queste strutture sembravano essere posizionate un po’ casualmente e senza un logica, giocando la sensazione è decisamente di un level design più ragionato e intelligente.
Grazie a questi gettoni potremo sbloccare dei dialoghi con gli amici di Sonic, giunti sulle isole sotto forma di ologramma e intrappolati nel Cyber-spazio, e con la misteriosa Sage, forse il personaggio più interessante del titolo. Parlare con loro non solo ci offrirà alcuni approfondimenti su personaggi e mondo di gioco, ma porterà anche avanti la storia principale insieme all’ottenimento dei Chaos Emerald.

Sonic Frontiers, combat

Oltre alle abilità potremo far salire di livello altre quattro caratteristiche di Sonic: vita, velocità, attacco e difesa.
La vita come sempre indicherà quanti anelli Sonic potrà “contenere”. Ogni volta che saremo colpiti infatti ne perderemo alcuni. Essere colpiti mentre si possiedono zero anelli significa sconfitta. Avere una riserva più ampia significa dunque avere più margine d’errore. Il parametro della velocità, invece, si spiega da sola.
Entrambe queste statistiche saranno livellabili portando i Koco al Koco Eremita, un NPC. I Koco sono piccoli esserini di pietra tondeggianti, strettamente legati alla trama del titolo, che troveremo casualmente in giro per la mappa. Portandone il numero necessario potremo livellare le due statistiche. Purtroppo, sarà possibile fare un solo upgrade alla volta. E dato che vi assicuriamo non è difficile trovarsi ad avere Koro per farne molti, la cosa può diventare inutilmente lenta e tediosa.

Le statistiche di attacco e difesa, invece, saranno migliorabili portando i Semi della Potenza e i Semi della difesa al Koco Venerabile. Questi semi si potranno trovare nei modi più disparati esplorando la mappa, persino usando il Cyber-loop sul terreno. Il Cyber-loop è una nuova mossa di Sonic, che gli permetterà di lasciare una scia sul terreno. Creando cerchi con essa avremo effetti diversi nell’esplorazione e nel combattimento, tra cui rivelare risorse da sotto il terreno.

Chiudiamo con la meccanica della pesca. Ogni isola avrà un Portale che condurrà a una zona di pesca. Qui incontreremo lo storico Big the Cat e potremo pescare con un semplice mini-gioco. Ogni cosa pescata ci darà dei gettoni spendibili in premi. Tra questi premi troveremo anche i sopracitati Semi o i Koco. Data la quantità di gettoni ottenuta pescando poche volte, questo risulta un eccellente modo per livellare molto velocemente nel gioco. Cosa che non vi consigliamo.

Infatti, Sonic Frontiers risulta essere a larghi tratti troppo facile. Una volta capito come affrontare i nemici risulterà praticamente impossibile venire sconfitti, anche con una scorta di anelli esigua. Aggiungiamoci il fatto che la morte non comporta alcuna conseguenza e il gioco è fatto.
Anche gli stage classici sono veramente troppo facili, soprattutto per un giocatore veterano della serie che sa come muoversi nei livelli. Riuscire a centrare il tempo obiettivo S sarà abbastanza semplice anche al primo tentativo nello stage. In tutta l’avventura solo 3-4 stage ci hanno richiesto un po’ di lavoro aggiuntivo per ottenere il tempo.
Ciò comporta che nel corso dell’avventura viene a mancare quel rapporto di sfida-premio necessario per appagare al meglio il giocatore. Seppur un’esperienza più leggera e semplice non sia assolutamente un problema, un livello di sfida soddisfacente per il giocatore deve pur esserci.

Tecnica? Trailer bugiardi. Musiche? Perfette.

Sonic Frontiers, ambiente

Concludiamo parlando dell’aspetto che forse più di tutti ci ha sorpreso del titolo. Il comparto tecnico. Vedendo i primi trailer del titolo, ci aspettavamo di trovare un gioco a tratti disastroso dal punto di vista tecnico, ai limiti del giocabile in certi momenti. Invece, nella versione PS5 da noi provata, Sonic Frontiers presenta un comparto tecnico solido, il quale solo in un caso va a intaccare l’esperienza ludica del giocatore. Ci riferiamo al pesante pop-in delle strutture. Dato che in molti casi per capire come raggiungere una certa zona o un Gettone della memoria sarà necessario ricorrere a strutture anche apparentemente distanti dal nostro obiettivo, non riuscire a visualizzarle anche se abbastanza vicini crea problemi nell’esplorazione.

Per il resto però il titolo si presenta davvero solido. Il framerate è abbastanza solido a 60 fps, con cali di frame sporadici e mai troppo vertiginosi. Questo giocando nella modalità grafica che favorisce le prestazioni, che vi consigliamo di utilizzare, dato che la modalità qualità punta solo ai 30 fps.
Anche la qualità delle texture è soddisfacente, non raggiungendo certo i picchi generazionali, ma offrendo un colpo d’occhio davvero piacevole. Insomma, siamo davanti a uno dei rari casi in cui i trailer mostravano un titolo peggiore di quello che realmente è.

Sul piano artistico il gioco ha due facce. Da un lato abbiamo quello visivo, non eccessivamente ispirato. Le isole tra loro sono ben differenziate (almeno in gran parte), ma risultano essere comunque ambientazioni molto anonime e potenzialmente appartenenti a un qualsiasi altro titolo. Di conseguenza gli ambienti maggiormente ispirati restano quelli storici come la Green Hill Zone.

Discorso diverso per il design dei nemici. Sia quelli base che, soprattutto, i Guardiani e i Titani. Come per gameplay, anche esteticamente sono vari e belli. Un ottimo lavoro secondo solo a quello della colonna sonora.
Possiamo dire infatti che Sonic Frontiers presenta davvero una colonna sonora eccezionale. Le musiche ambientali che ci accompagnano nell’esplorazione sono delicate ed evocative, rendendo l’esplorazione ancora più piacevole. Per non parlare delle OST durante le boss-fight, che spingendo forte sul fattore epicità danno al giocatore quella scarica adrenalina giusta per affrontare gli scontri più importanti.

Conclusioni

Sonic Frontiers è una base estremamente solida da cui partire per il futuro della serie. Il Sonic Team ha creato molto probabilmente il miglior titolo 3D della serie. Al netto di alcune imperfezioni e problemi di gioventù, l’idea alla base di questo titolo è davvero ottima. Il voler dare finalmente un canovaccio narrativo più elaborato ai titoli a venire, potrà permettere ai giocatori di legarsi ancora di più ai personaggi. La strada che vede il combat system introdotto come elemento puzzle più che come mezzo offensivo è quella giusta per un titolo che nella sua natura resta pur sempre un platform e non può e deve divenire un action. L’esplorazione è forse la parte più acerba di questo pacchetto, ma anche qui abbiamo delle idee importanti da coltivare per i titoli a venire. Sonic Frontiers è il titolo che i fan della serie aspettavano. Ed è anche il titolo che può attirare nuovi fan. Non resta che attendere con ansia il futuro tridimensionale del riccio più veloce di tutti.

Sonic Frontiers, pro e contro


Sonic Frontiers

Voto - 7.8

7.8

VOTO

Sonic Frontiers è il nuovo capitolo tridimensionale della storica serie di casa Sega e rappresenta un importante passo in avanti verso il futuro della serie

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Samuel Bianchi

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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