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Ecco la prima associazione sindacale per gli influencer: nasce Assoinfluencer

In Italia sono 350 mila le persone che lavorano facendo l’influencer, gli youtuber, gli streamer, gli instagrammer, i cyber atleti, i podcaster e così via, e in questi ultimi anni hanno raggiunto pure un valore sul mercato di 280 milioni di euro, che quest’anno potrebbe raggiungere una crescita del 20% rispetto al 2021 (anno che aveva visto un aumento del 15%).

Purtroppo tutti questi lavoratori non hanno mai avuto un sindacato che li rappresentasse…almeno fino ad ora. In questi giorni è stata infatti annunciata l’apertura del tesseramento di Assoinfluencer o Associazione italiana Influencer, la prima associazione italiana di categoria che rappresenterà e tutelerà gli interessi di influencer e content creator: Essa non ha ovviamente alcuno scopo di lucro, ed è stata inserita nell’elenco delle associazioni professionali dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Jacopo Ierussi, fondatore dell’associazione assieme a Valentina Salonia, spiega che la campagna è rivolta a tutti coloro che fanno parte della creator economy e non solo a chi promuove un brand. Assoinfluencer tutelerà tutti coloro che riescono ad usare i social media con finalità divulgativa e promuove anche la sua attività.

Associazione Italiana Influencer Assoinfluencer

Assoinfluencer: il periodo giusto per l’avvicinamento dei content creator

Nell’agosto 2021 è stata approvata la legge annuale per il mercato e la concorrenza, che conteneva anche un emendamento riguardante proprio i content creator. Si trattava della prima volta che il termine content creator appariva in un emendamento.

Proprio per questo Ierussi pensa che si tratti del momento storico migliore per attuare una campagna d’avvicinamento verso questa categoria di lavoratori, in quanto sono presenti tutti gli elementi per promuoverla e tutelarla. per questo hanno deciso di avviare un tesseramento solo adesso che l’associazione è già strutturata e ben inserita all’interno di Confcommercio.

In Italia purtroppo sono molti quelli che non vedono di buon occhio questo mestiere, tanto che alcuni non lo considerano neanche un lavoro “vero” o lo banalizzano. Secondo Ierussi, bisogna far capire alle aziende italiane che i professionisti che si occupano di contenuti possono anche promuovere le attività. Per lui inoltre bisogna analizzare anche altri elementi per capire come lavorano queste persone, e non fermarsi semplicemente al numero di follower, e valutarli con un engament rate.

Oltre ad un’assicurazione e ad un’assistenza di base con un commercialista (che molti già hanno), l’associazione vuole fornire anche un kit di sopravvivenza a queste persone, che spesso sono avvicinate anche da cosiddetti “venditori di fumo”, cosa che poi causa un loro allontanamento dalle figure professionali che vogliono tutelarli.

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Fonti: 1 | 2 | 3 | 4.

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Yoel Carlos Schincaglia

Yoel Carlos Schincaglia

Nato il 14 febbraio 1997 a Bentivoglio, in provincia di Bologna. Grande appassionato principalmente di anime, poi anche di videogiochi e manga. Credo nella canzone che ho nel cuore!

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