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Due Fantagenitori Ferragni influencer

1 giovane su 4 vuole fare l’influencer: “da grande sarò come Chiara Ferragni”

Il 2009: apparentemente, un anno come tanti altri. Certo, c’è la crisi economia scoppiata poco più di un anno prima; due franchise entravano ancora di più nel cuore del pubblico, con titoli del calibro di Call of Duty: Modern Warfare 2 e Assassins’ Creed II; e al cinema faceva il suo debutto il film di maggiore in casso di tutti i tempi, Avatar.
Ma non stiamo parlando di videogiochi, film o di crisi economiche: oggi parleremo di influencer.

Dagli astronauti agli influncer: il lavoro del futuro secondo i giovani

Il 2009 è stato anche l’anno dei blog: una piattaforma oggi in disuso, ma che allora era utilizzata da molte persone per parlare di sé stesse e dei propri interessi. Tra tutti i blog che allora popolavano il web, uno in particolare è l’oggetto della nostra attenzione: TheBlondeSalad.com, nato dall’idea di Riccardo Pozzoli e Chiara Ferragni. Per lei, il successo è stato immediato, anche se c’è voluto del tempo prima che venisse riconosciuta come un’imprenditrice “vera e propria” e non di “serie B” solo perché lavorava sul web:

Ci sono ancora persone che non mi reputano una professionista e non capiscono il ruolo dei blogger, che comunque è un ruolo nuovo, innovativo e che serve ormai al giorno d’oggi.

Chiara Ferragni nel febbraio 2011 a Fashion Times Magazine (link al video)

Questa citazione la si può trasportare al giorno d’oggi, cambiando la parola “blogger” con influencer e riferendoci ai tanti giovani della Generazione Z che aspirano a diventare come Chiara Ferragni (o come tanti altri suoi colleghi). Perché sì, fare l’astronauta non va più di moda: 1 giovane su 4 vorrebbe diventare un influencer.

Due Fantagenitori Ferragni influencer

“1 membro su 4 della Generazione Z vorrebbe essere un influencer”

Per capire meglio quanto il fenomeno degli influncer sia diventato parte della cultura pop di tutto il mondo, prendiamo come esempio lo studio recentemente condotto da Highervisibility proprio sul tema giovani e influencer. Il sito nel luglio 2022 ha intervistato negli Stati Uniti 1000 individui, di ambo i sessi, con un’età compresa tra i 16 e i 25 anni.

Il risultato finale lo abbiamo già citato: 1 intervistato su 4 ha dichiarato di voler diventare in futuro un influencer. Mentre, i dati più specifici sono ancora più sorprendenti: per esempio, alla domanda “essere un influencer sui social media è l’unica scelta di carriera per me”, han risposto affermativamente più i maschi che le femmine (20% vs 13%). Questo, ovviamente, per smontare uno dei tanti stereotipi che relega questo lavoro solo al genere femminile.
Un buon 25%, poi, ha dichiarato che lascerebbe il lavoro per intraprendere una carriera sui social media.

Per quanto riguarda il rapporto con le generazioni “più vecchie”, qui ritorna in parte la citazione di Chiara Ferragni: solo un 27% degli intervistati crede che i propri genitori supporterebbero la loro carriera di influencer, e il 50% preferirebbe che i loro figli proseguissero con il college piuttosto che diventare un personaggio popolare sui social. In generale, più del 20% dei giovani crede che le generazioni “più vecchie” non capiscono il fenomeno degli influencer.

Kylie Jenner
Kylie Jenner: con 368 milioni di followers su Instagram è l’influncer più seguita al mondo

TikTok, Instagram, Twitch: i social più “in” per i giovani

Come abbiamo evidenziato più volte, la Generazione Z si è spostata in gran parte dai social tradizionali, abbracciando nuove piattaforme. I primi due influencer preferiti dai giovani americani, non a caso, provengono entrambi da TikTok: parliamo parliamo di Charli D’Amelio (146.3 milioni di followers) e James Charles (36.9 milioni), entrambi preferiti a una figura come Kim Kardashian, la quale ha una rilevanza sui media sicuramente maggiore dei due tiktoker. Un altro segno dei tempi che cambiano.

Non è un caso che TikTok sia il social preferito dalla Generazione Z per intraprendere la professione di influencer, con un 37.1% delle preferenze nello studio di Highvisibility. Un po’ a sorpresa, al secondo posto troviamo YouTube (21.6%), praticamente a pari merito con Instagram (21.3%); al terzo posto, molto al di sotto degli altri si è piazzato Twitch (3.3%).

Chiudendo il suo articolo, Highvisibility pone una giusta osservazione:

Con una cultura degli infleuncer che permea le generazioni più giovani e che sta diventando sempre più prominente mano a mano che passa il tempo, [questo] è un movimento che difficilmente si dissolverà in poco tempo.

Charli D'Amelio e James Charles
A destra, Charli D’Amelio; a sinistra James Charles

Influencer e giovani: il cambiamento nel mondo del lavoro, tra “facilità” e “tempo libero”

I dati dello studio di Highvisibility si riferiscono ovviamente al mondo americano: ma è evidente che molte delle riflessioni valgono anche per il nostro Paese. Per tornare al discorso introduttivo, basta vedere il successo di Chiara Ferragni: su Instagram ha 27.5 milioni di followers, solo Khaby Lame ha numeri più alti di lei (79.1 milioni).

Detto questo: perché i giovani vogliono diventare influncer? Non si tratta solo dei guadagni possibili con tale professioni, o di certi vantaggi come “prodotti gratis”, maggiori contatti con le celebrità o la possibilità di fare molti viaggi e vacanze (come evidenza lo studio di Highvisibility). Si tratta anche di altro: è l’apparente facilità con cui si può aver accesso a una posizione da influencer a spingere così tanto molti giovani.

Chiara Ferragni The Blonde Salad
Chiara Ferragni

I social network sono una piattaforma famigliare, che usiamo quotidianamente: sono un realtà sì intangibile, virtuale; ma allo stesso tempo, si può interagire praticamente con chiunque su TikTok, Facebook o su Instagram, che sia Chiara Ferragni, Khaby Lame, Kylie Jenner o Charlie D’Amelio. Una volta i divi del cinema erano quasi delle divinità, lontane; oggi c’è questa “illusione” per cui gli influencer sono persone di casa, a portata di click.

Per cui “diventare come loro” non è più un sogno proibito, ma viene percepito più reale che mai. Ovviamente, abbiamo usato la parola “illusione”, perché in fondo non è facile diventare un personaggio da centinaia di migliaia o milioni di follower su Instagram o TikTok, capace di influenzare le scelte dei consumatori.

Il già citato Riccardo Pozzoli, dava già nel 2018 dei validi consigli per i giovani che desiderano intraprendere questo tipo d carriera:

Oggi è meglio cercare di conoscere qualcosa di nuovo che conoscere più a fondo qualcosa di già noto. […] Se vuoi lanciare una startup, scegli un ambito che ti piace: per un anno almeno questa sarà la totalità della tua vita. La differenza è tutta lì: se fasi qualcosa che ti appassiona davvero. Le opportunità non mancano, manca a volte i scoraggio di buttarsi […] Stiamo vivendo in una nuova rivoluzione industriale: se ami qualcosa e lo sai fare particolarmente bene, è questo il momento di buttarsi, ricordandosi però sempre che bisogna fare anche delle rinunce

Fonti: 1, 2, 3

TikTok

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