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L’intelligenza artificiale “ruba” il lavoro agli artisti: dipinto creato con un’IA vince un concorso d’arte

Creare un dipinto con l’intelligenza artificiale, è considerabile arte? In Colorado, USA, lunedì si è tenuta una competizione chiamata Colorado State Fair. Numerosi artisti si sono radunati per mostrare le loro opere e tentare di ottenere il primo posto. Anche un uomo chiamato Jason Allen ha partecipato alla competizione, ma lo ha fatto in un modo particolare che gli è costato una pioggia di critiche non indifferente.

Infatti, Allen ha creato la sua opera d’arte in un modo diverso rispetto agli altri partecipanti, e che lo ha portato a dominare la competizione. L’uomo ha partecipato alla gara con un dipinto la cui immagine è stata ottenuta da un’IA, più nello specifico un’intelligenza artificiale simile a quella utilizzata da programmi quali Dall-e e Imagen.

Questi programmi permettono di creare delle immagini in base al testo digitato dall’utente. È stato questo anche il caso di Allen e pare che la sua opera sia stata così apprezzata dalla giuria da permettergli di aggiudicarsi il primo premio nella categoria arte digitale. Ciò che però non è andato giù agli altri partecipanti, è proprio il fatto che Allen non abbia dipinto un bel niente. È stato un programma chiamato Midjourney a generare l’immagine.

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Gli artisti non sono contenti della vittoria dell’intelligenza artificiale

Il lavoro è stato denominato da Allen “Theatre D’opéra Spatial”, e raffigura una scena che potrebbe effettivamente essere un’opera nello spazio. È indubbio che l’immagine sia molto bella, tanto da sembrare dipinta da un vero maestro.

Coloro che sono contro la vittoria di Allen, sostengono che anche se il programma di Midjourney ha utilizzato le tracce indicate dall’uomo, la sua vittoria è stata scorretta perché egli non ha nemmeno dovuto toccare un pennello (nemmeno in digitale): si tratta dunque di una immagine non creata in modo originale. Jason Allen, inoltre, è stato accusato da più parti di velocizzare la morte dei lavori creativi.

A nulla sono servite le giustificazioni di Allen, che ha spiegato di aver ottenuto l’incredibile risultato finale solo dopo aver creato più di 100 prototipi e aggiustato il disegno con programmi di fotoritocco. L’artista ha anche rigettato le accuse che gli sono state rivolte, rimarcando il fatto che i suoi critici stanno giudicando la sua arte solo attraverso il mezzo con cui questa viene espressa.

La capacità dell’intelligenza artificiale di creare disegni e immagini sempre più stupefacenti inizia a essere vista come una vera minaccia da alcuni artisti. Ma Allen, invece, sembra convinto che si tratti di una opportunità. Secondo lui, infatti, non manca molto affinché venga creata una categoria artistica chiamata “aritificial intelligence art”.

Dopo aver chiarito nuovamente la trasparenza delle sue azioni (Allen ha detto di aver inviato la sua proposta denominando il lavoro “Jason Allen via Midjourney”), l’artista ha chiarito che le accuse non lo fermeranno dal promuovere questa tipologia di arte.

Fonte: Vice

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