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Twitter: “Elon Musk ha usato un’app per cercare i bot, e anche il suo profilo era tra questi”

Come ben sappiamo, la diatriba tra Elon Musk e Twitter si prospetta ancora piuttosto lunga: il social blu non ha intenzione di darla vinta a Musk in tribunale, e sta dunque raccogliendo tutte le eventuali prove da portare davanti alla corte. 

Proprio in questi giorni Elon Musk potrebbe aver dato a Twitter un’altra possibile carta da giocare: l’azienda ha fatto notare come, nella risposta che il CEO di Tesla ha dato alla causa intentata dall’azienda, egli si sia reso responsabile di una contraddizione non da poco.

Secondo Twitter, infatti, l’analisi effettuata da Musk sugli account bot presenti sulla piattaforma (che Musk ha detto essere una delle ragioni del suo ripensamento sull’acquisto di Twitter) era falsata. A dimostrarlo ci sarebbe un dettaglio importante: Elon Musk ha ritenuto anche il suo stesso profilo un account spam.

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Il “Botometro” di Elon Musk che ha compiuto l’errore

Twitter ha spiegato la sua versione della vicenda con una dichiarazione: Elon Musk starebbe cercando di dimostrare di essere stato ingannato da Twitter e convinto a firmare l’acquisto dell’azienda per 44 miliardi di dollari. Secondo il social, Musk starebbe tentando in ogni modo di sfuggire da un accordo che non trova più così invitante da quando le azioni di Twitter in borsa (così come il patrimonio personale di Musk) sono calate di valore.

Non si è fatta dunque attendere la risposta di Twitter alla difesa che il CEO ha rilasciato la scorsa settimana e che secondo il social sarebbe basata su storture, rappresentazioni sbagliate e veri e propri depistaggi. 

Secondo Musk, invece, la stima fatta da Twitter in merito alla percentuale di account bot sul sito sarebbe troppo bassa. Twitter stima un 5% di account bot, mentre la controparte afferma che essi ne costituiscano almeno il 10%

Pare che il miliardario abbia utilizzato per la sua analisi una applicazione chiamata “Botometro”, che utilizza criteri e dati diversi rispetto a quelli usati dal social per la medesima analisi e che avrebbe incluso tra gli account con alta probabilità di essere bot anche lo stesso profilo di Musk. Il suo profilo, infatti, ha ottenuto nell’applicazione un punteggio di 4 su 5 sulla scala di probabilità.

Tra l’altro, il risultato del Botometro sul profilo di Musk è cambiato spesso da un giorno all’altro, passando anche da un punteggio di 4 su 5 ad un punteggio di 1.2 su 5. Rilevare quali account siano bot o meno è un compito piuttosto arduo, e se fosse veramente possibile rilevarli solamente con una applicazione, dice Twitter, non ne esisterebbero affatto.

La difesa di Musk in merito all’utilizzo del Botometro vuole sottolinearne invece la sua affidabilità, basata sul fatto che lo strumento sia frutto di anni di lavoro da parte di importanti sviluppatori che sono anche stati citati più di 1.000 volte nella letteratura accademica. Musk ha anche detto di avere intenzione di effettuare un’analisi ancora più approfondita.

Mancano ancora diversi mesi al processo, programmato per ottobre, e sicuramente ci saranno altri sviluppi e informazioni sulla vicenda.

Fonte: ArsTechnica

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