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Call of Duty copia una skin furry, ma l’artista se ne accorge e li rimprovera

Quando si parla di arte, il confine tra plagio e inspirazione può dimostrarsi dubbio e difficile da tracciare con decisione. Tuttavia non è questo il caso per Call of Duty, che in tempi recenti sta ricevendo una montagna di accuse e proteste anche dai fan più accaniti.

Il motivo? Una serie di veri e propri furti di proprietà intellettuale, l’ultimo di questi perpetrato ai danni dell’artista cinese Sail Lin, da cui sarebbe stato copiato il design di un cane combattente. In tempi recenti, i fan dello sparatutto si erano accorti di un altro plagio, stavolta riguardante un simbolo preso a pié pari da Gundam, per la precisione dalla spalla del robottone di Amuro Ray.

Purtroppo Sail Lin, che per primo ha disegnato il cagnone militare, è anche un avido giocatore di Call of Duty. Dopo lo shock iniziale nel vedere il suo lavoro venire copiato dal gioco, l’artista cinese ha contattato Raven Software per chiarire la situazione. Da quel momento ogni menzione della skin è stata rimossa dai canali social di Call of Duty, tuttavia la skin continua ad essere acquistabile in-game.

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Call of Duty ha copiato i compiti, ecco le prove

L’opera di Sail Lin è comparsa per la prima volta su ArtStation nel 2019, e fa parte di una serie più grande intitolata The Dogman Special Army. In questi render 3D di altissima qualità, varie razze di cani vengono ripensate nelle vesti di operatori militari, un’idea che poi l’artista ha espanso ad altri animali quali orsi polari, tigri, e coccodrilli.

Nella collezione originale vediamo un dobermann cecchino, un enorme bulldog in tenuta antisommossa, e per ultimi uno shiba inu fuciliere accompagnato dal samoyed medico di campo che Call of Duty ha copia-incollato. Tutti tremendamente furry, ma dal design davvero fighissimo.

Evidentemente la pensavano così anche gli artisti di Call of Duty, che hanno preso ogni singola caratteristica del modello e l’hanno copiata tale e quale, vendendolo come proprio. Dalla silhouette generale a minuti dettagli come la posizione dei tasconi tattici, lo shemag attorno al collo, le protezioni sui gomiti, i pantaloni larghi e la fondina sulle spalle, niente è stato risparmiato. Perfino la palette dei colori è identica.

Volendo proprio trovare una differenza, la skin “Floof Fury” di Call of Duty imbraccia la mitragliatrice con la mano (zampa?) sinistra, che, tra l’altro, non valorizza assolutamente il design spiovente della skin, interrompendo le linee che guidavano l’occhio nell’opera originale di Sail Lin.

L’artista stesso ha diffuso sui social l’identikit che dimostra come il modello sia stato ricreato in tutto e per tutto su Call of Duty. Assieme ad un breve resoconto di quanto successo, l’artista ha fatto sapere che ci tiene a risolvere in fretta la questione, sperando che la vicenda non debba complicarsi troppo.

La causa di questi incidenti sarebbe il quality control della sezione artistica, che è stato affidato a un’azienda esterna. La conclusione dello “scandalo” potrà difficilmente vedere la rimozione della skin, non dopo che il modello è stato inserito nel gioco e acquistato dai giocatori. Più probabilmente il nome dell’artista verrà creditato nello shop: chissà, magari assieme alla “exposure”, Call of Duty pagherà anche in denaro.

E mi raccomando, quando copiate i compiti ricordate sempre di cambiare qualche risposta.

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Enrico Tonon

Enrico Tonon

Sono un tonno romanticissimo che nuota nella rete. Nonostante le pinne, mi ostino ad impugnare tastiere e controller. Ben ferrato in shitposting. Aerodinamico. Giallo.

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