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Secondo uno studio le aree più povere della Terra sono quelle meno illuminate

Oggi come oggi nel mondo esistono delle zone economicamente più ricche e altre più povere. Nelle prime la qualità della vita è molto avanzata, nelle seconde, invece, la popolazione difficilmente riesce ad accedere a tutti quei servizi essenziali alla vita umana, come la sanità o persino le fonti di approvvigionamento.

Per cercare di distinguere queste zone le une dalle altre, l’Istituto Internazionale per l’analisi dei Sistemi Applicati di Laxenburg (Austria) ha condotto uno studio, poi pubblicato su Nature, diretto a dimostrare un collegamento tra la radianza luminosa notturna (vale a dire l’illuminazione durante la notte) emessa in un territorio e il suo grado di povertà. I risultati della ricerca hanno dimostrato che le aree geografiche meno illuminate sono, di regola, quelle più povere.

Come mappare le aree più povere

Per creare una “mappa” della povertà mondiale, gli studiosi hanno messo a confronto delle foto satellitari in notturna con l’indice di ricchezza geospaziale.

aree povere terra

Le immagini sono state catturate grazie a un sensore satellitare, il VIIRS DNB (Visibile Infrared Imaging Radiometer Suite Day-Night Band), che permette di stimare, con un ottimo livello di precisione, la radianza notturna (ossia la radiazione luminosa media in un’area) emessa sulla Terra. Ciò è possibile grazie alla risoluzione del sensore: ben 750 metri in un intervallo compreso tra i 500 e i 900 nanometri.

Per quanto riguarda l’indice di ricchezza geospaziale, questo è un numero calcolato dal programma DHS (Demographic and Health Surveys) sulla base di numerosi insediamenti umani, sparsi in 49 Stati diversi (31 africani, 10 asiatici e 8 americani). A questi si aggiungono anche i dati del WSF (World Settlement Footprint), ossia il più vasto archivio di comunità a livello globale.

La povertà resta “al buio”

Una volta che sono stati incrociati i dati, gli studiosi hanno rilevato un nesso tra l’aumento della radianza notturna e l’aumento del benessere economico e sociale. I risultati della ricerca evidenziano un fatto preoccupante: ben il 19% degli insediamenti urbani mondiali non emette alcuna radianza luminosa, questi si concentrano in Asia (40%) e in Africa (39%). Se si prendono in considerazione anche gli insediamenti rurali la percentuale, in Africa, cresce fino al 65%.

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Per quanto riguarda il continente europeo, qui è stato riscontrato che circa il 16% degli agglomerati rurali non emette alcuna radianza luminosa. Questo risultato potrebbe esser dovuto alle iniziative, statali e private, dirette a limitare il consumo energetico. Un’altra possibile spiegazione è da ricercare nel numero di cittadini che abitano le zone rurali del continente.

Da ultimo, il continente americano ha registrato il più basso numero di infrastrutture non illuminate. Ciò dipenderebbe sia dall’alto livello di urbanizzazione dell’America centro meridionale, sia dall’elevato consumo energetico pro capite dell’America settentrionale.

Il vero contributo che può dare questo studio all’umanità è quello di indirizzare l’azione dei Governi mondiali, nonché dei vari organismi internazionali come l’ONU, al fine di migliorare le condizioni di vita di tutti quegli uomini e di quelle donne che non possono godere dei servizi minimi essenziali per una vita dignitosa.

Fonti: Nature, HD World

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