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Le nostre prime impressioni (senza spoiler) su Alice In Borderland

Questo mese J-POP porta Alice in Borderland, manga di Haro Aso del 2011 che ha ispirato la celebre serie Netflix del 2020 in una splendida edizione composta da 9 volumi (due volumi in uno rispetto all’edizione giapponese).

«Quando ero piccolo, pensavo che… essendo figlio di mio padre… sicuramente non sarei stato uno in gamba. Non importava quanto alto sarei diventato… avrei vissuto chinando la testa. China la testa ancora e ancora e ancora. Chinare la testa finché non si muore. A quale scopo?»

Ryohei Arisu è un liceale senza prospettive e per questo incapace di fare progetti sul proprio futuro. La sua condizione lo angoscia: vive — o meglio sopravvive — con la pressante convinzione di aver preso tutte le scelte sbagliate e che sia troppo tardi per poter provare a cambiare la propria vita. La situazione personale del protagonista, per quanto complicata, ci viene restituita in maniera chiara e diretta attraverso dei flashback che si inseriscono rapidamente all’interno della narrazione, senza però mai interromperne il ritmo. Quest’ultimo è infatti abbastanza sostenuto, e ci trasporta con sapienza nel vivo della storia dopo poche ma sufficienti pagine.

Un padre presente e assente nella vita del liceale, dapprima pressante poi rassegnato, il quale ha deciso di incanalare tutte le proprie energie e aspettative sul figlio più piccolo, brillante e talentuoso e pertanto meritevole di attenzioni e affetto; Arisu da parte sua accetta la condizione di estraneo in casa propria, e fugge dal dolore rendendo invisibile la propria presenza agli occhi dei suoi “coinquilini”.

Lungo il delicato percorso che è l’adolescenza sarà certamente più semplice incontrare o scontrarci con persone che seguono sentieri simili al nostro; è il caso di Chota, compagno di classe di Arisu non particolarmente brillante che spera in futuro di entrare all’università con il solo fine di poter avere una storia con qualche sua coetanea, e di Korube, che ha lasciato gli studi e gestisce il bar nel quale i ragazzi sono soliti ritrovarsi.

Alice in Borderland | volume 1

In questo primo volume Arisu e i suoi amici parlano spesso di fato e destino come di un qualcosa che non può essere cambiato, diventando di fatto una condanna. Ma se il fato li incatena alla loro condizione, una volta “trasportati” nella nuova terra di confine “Borderland” sarà proprio il fato, o forse meglio il caso, a diventare forza motrice nel loro processo di crescita. Destino e fortuna hanno confini confusi e noi non possiamo che camminare in bilico tra i due, pregando di non cadere, proprio come nella vita.
Ci muoviamo sul fio come dei funamboli, chi è più allenato o dotato avrà più possibilità di non cadere, ma questo potrebbe non bastare; la sfortuna di una folata di vento può colpire tutti indistintamente. Tutti possono cadere.

I protagonisti, dopo aver assistito a un inaspettato ed inusuale spettacolo di fuochi d’artificio, si ritroveranno in un mondo apparentemente simile al nostro, il quale però presenta delle sostanziali differenze, a partire dalla (quasi) totale assenza di altre persone.
Muovendosi in maniera maldestra scopriranno quindi di non essere soli e, loro malgrado, di essere stati coinvolti in un imprevedibile gioco di sopravvivenza al quale non possono sottrarsi.

Alice in Borderland | Volume 1

Partecipi? Probabilmente muori.
Non partecipi? Sicuramente muori.

La regola base è la stessa di ogni Survival Game, ma in questo caso viene declinata in diverse sfide, dette Game che si differenziano principalmente per categorie e difficoltà. Impossibile prevedere le regole o la tipologia di gioco al quale dovranno partecipare di volta in volta.

A ogni Game corrisponde quindi una carta da gioco, la quale numero indica la difficoltà e il seme alla tipologia.

Quadri ♦ – giochi di intelligenza
Picche ♠ – giochi che richiedono capacità fisiche
Fiori ♣ – intelligenza/fisicità
Cuori ♥ – giochi che si distinguono per essere particolarmente sadici

Attraverso le prime sfide presenti in questo volume iniziamo a raccogliere informazioni frammentarie che ci serviranno per rispondere ad alcuni quesiti, come capire il perché sono stati trasportati in questo mondo di confine e quali sono le regole per riuscire a uscirne vivi.

Alcune note sulla storia

Alice in Borderland ha il merito di aver fatto in un certo senso da apripista, commercialmente parlando, per tutto un filone di generi che trova diverso riscontro in manga e anime ma che ha anche una loro controparte in live-action, spesso ignorata dal grande pubblico occidentale. Successo poi consacrato sempre su Netflix grazie a Squid Game, nato invece come serie, e che ha di fatti riportato Alice in Borderland nella classifica delle serie TV più viste sulla piattaforma al momento dell’uscita.

Adattamenti Alice in Borderland

La fortuna di Squid Game, forse, sta anche nel fatto di essere una serie, per quanto ambiziosa, pensata per essere tale, mentre Alice in Borderland condivide con altri live-action il problema di essere per alcuni aspetti difficile da adattare, anche se proprio in questo caso, l’operazione sembra essere decisamente riuscita.

Specifiche tecniche

Scrittore: Haro Aso
Disegnatore: Haro Aso
Editore: J-POP | Edizioni BD
Data di pubblicazione: 02/03/2022
Formato e rilegatura: 12,4 x18 cm – Brossurato con sovraccoperta
Disponibilità
: J-Pop | Amazon
Volumi previsti: 9

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Chiara Porru

Chiara Porru

Eterna nostalgica degli anni ‘90, cresciuta immaginando un futuro lontano forse 1000 anni e che probabilmente non vedrò mai se non grazie ad anime, film e videogiochi. Qui su DrCommodore scrivo di anime e manga, dando finalmente voce a quella parte di me cresciuta leggendo Kappa Magazine e guardando anime su MTV.

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