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L’Attacco dei Giganti 4×19 | Il miglior episodio di MAPPA finora?

Se la scorsa settimana ci aveva lasciato nel ben mezzo dell’azione ma con ancora delle domande riguardo cosa sarebbe successo e come la Battaglia a Shinganshina sarebbe terminata, questo episodio è totalmente diverso e segna la fine e l’inizio di tutto. Nel corso della sua seconda parte, soprattutto, realizziamo che niente sarà più come prima — che il dado ormai è tratto e bisognerà affrontare le conseguenze delle scelte che tutti i personaggi, nessuno escluso, hanno compiuto dall’inizio della storia fino a questo momento. Ma procediamo con ordine.

L’episodio 19 della Final Season de L’Attacco dei Giganti si intitola Fratelli Maggiori e Fratelli Minori e adatta interamente il capitolo 119 del manga e parte del 120 con la solita struttura a cui siamo abituati dallo studio MAPPA. Il titolo dell’episodio è già di per sé estremamente significativo: i due fratelli protagonisti di questa parte della storia sono sicuramente Eren e Zeke, rispettivamente colui che possiede il Fondatore e colui che invece racchiude dentro di sé il sangue reale necessario per sprigionarne pienamente i poteri. I due fratelli che hanno dato inizio ad una guerra col solo scopo di attuare il piano per l’eutanasia degli Eldiani (o almeno, così sembra).

Tuttavia Eren e Zeke non sono gli unici fratelli protagonisti della puntata. Fondamentale è anche il rapporto fraterno fra Colt e Falco e quello fra Marcel e Porco. Tre coppie di fratelli maggiori e minori accomunate da un elemento: l’essere disposti a sacrificare tutto per proteggersi a vicenda. Ed è proprio così che inizia l’episodio.

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Zeke è stato colpito da Pieck e Magath ma è ancora vivo, e sebbene sia momentaneamente impossibilitato a muoversi conserva ancora la sua arma più forte: l’Urlo. Centinaia di Eldiani hanno bevuto il liquido contenente il suo liquido spinale e basterà un suo urlo a far scoppiare questa gigantesca bomba ad orologeria che potrebbe, in pochi secondi, capovolgere le sorti del conflitto che al momento vede i fratelli Yeager in svantaggio. Ma Colt accorre sul campo di battaglia assieme a Falco, che sappiamo aver bevuto involontariamente il vino nel tentativo di salvare Gabi.

Colt prega Zeke di non urlare, di aspettare che lui e Falco siano fuori dal raggio d’azione del suo urlo così che almeno il fratellino possa salvarsi. Vediamo un Colt disperato all’idea di poter perdere la sua famiglia, ciò per cui è diventato un Guerriero e l’Erede del Bestia. Ma le preghiere di Colt servono a ben poco, e Zeke, con un’espressione addolorata in volto, dice che sa bene come ci si sente a voler proteggere il proprio fratello. Dopo l’inevitabile accade e il maggiore dei fratelli Yeager urla.

In una scena straziante vediamo trasformarsi decine e decine di persone: Nile, Pixis e naturalmente anche Falco, che allunga una mano verso Gabi mentre viene abbracciato da Colt un’ultima volta: il tuo fratellone, gli dice, rimarrà sempre con te. Anche nella morte, se necessario.

Falco si trasforma, Zeke viene nuovamente colpito da Pieck e Reiner ed Eren continuano a darsele di santa ragione in quello che sembra essere l’episodio più frenetico fino ad ora: non c’è tempo per parlare né per riflettere, tutto ciò che conta ora è fermare Eren. Tuttavia Zeke sembra morto e Reiner pensa che sia tutto finito. Con Zeke morto, Eren non potrà più usare il potere del Fondatore, quindi che male ci sarebbe se si facesse divorare da Falco, almeno per “restituirlo” a Gabi?

Proprio quando Reiner sembra essere pronto a morire, però, Porco riappare sulla scena, ferito e distrutto come non l’abbiamo mai visto prima. Dice di aver visto i ricordi del fratello Marcel, di come lui abbia cantato le lodi di Reiner solo per proteggere Porco, e conclude che sarà lui a venire mangiato da Falco, non Reiner, perché lui è sempre stato migliore fino alla fine.

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Lo scontro fra Eren e il Corazzato riprende ma Eren usa l’indurimento per ingannare Reiner e scappare correndo verso il fratello Zeke, anche lui uscito dal suo gigante e nascosto fra il vapore.

L’azione si ferma per un attimo, tutto rallenta: Eren corre, i suoi compagni lottano, Zeke chiama il nome del fratello e Gabi… Gabi è lì pronta a tendergli una trappola con un fucile in mano. Spara, e in un secondo che sembra un minuto vediamo la testa del minore degli Yeager separarsi dal corpo.

Questa scena è forse la migliore firmata MAPPA fino ad ora ne L’Attacco dei Giganti. Se prima il tempo rallentava ora si ferma completamente per mostrarci infine l’inevitabile: Zeke ha preso la testa di Eren prima che cadesse a terra. Il Fondatore e il Sangue Reale si sono toccati: adesso niente sarà più come prima.

In un attimo vediamo tutto il tempo fluire in ordine sparso, come se passato, presente e futuro non esistessero più. Vediamo Mikasa, Reiner, i compagni di Eren, la sorellina di Grisha, la precedente ospite del Fondatore, Grisha stesso… e ci ritroviamo nei Sentieri; in quel luogo che fino ad ora avevamo visto solo nel poster di questa stagione.

Zeke dichiara che per lui è come se fossero passati anni, anche se non riesce a spiegare il perché. Indossa inoltre delle catene, simbolo del patto di non belligeranza stipulato fra il primo Re Fritz e la Progenitrice Ymir, il quale impedisce a tutti i membri della famiglia reale di far libero uso dei poteri del Fondatore. Eren è dunque l’unico in grado di potere usare liberamente quel potere.

Eren si accorge che assieme a loro nei sentieri è presente un’altra persona, una ragazzina coi capelli biondi della quale scopriamo finalmente l’identità: si tratta proprio di Ymir che nella solitudine dei Sentieri plasma i giganti con la sabbia presente nel luogo. Zeke a quel punto chiede al fratello di dare l’ordine a Ymir e di far sì che nessun Eldiano possa più procreare… ma Eren distrugge tutti i sogni del maggiore e dichiara che non potrebbe mai essere d’accordo con un piano così assurdo, che per tutto questo tempo ha solo finto di essere dalla parte di Zeke per arrivare nei Sentieri.

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Zeke gli chiede per quale motivo stia rifiutando il suo piano, ed Eren risponde in un modo che ormai conosciamo benissimo:

«Perché io sono nato in questo mondo.»

Onestamente, questa sequenza è la più debole e deludente dell’episodio. Nel manga la vignetta in questione emanava da ogni centimetro la potenza e la determinazione con cui Eren pronunciava quelle parole. Qui, invece, è piuttosto anonima e stranamente anche il doppiaggio del solitamente sempre incredibile Yuki Kaiji è sottotono.

L'Attacco dei Giganti

In ogni caso, Ymir non dà ascolto alle parole di Eren e si avvicina invece a Zeke, che dichiara che in tutti gli anni passati lì è riuscito a spezzare le catene e il patto di non belligeranza. Come? Molto semplice: le catene stesse sono un prodotto di Ymir, pertanto basta che il Sangue Reale lo desideri ed esse diventeranno nient’altro che polvere e sabbia. Zeke, però, dice che nonostante il tradimento di Eren non ha intenzione di abbandonarlo: lui vuole salvare il mondo, certo, ma solo dopo aver salvato il fratello dal lavaggio del cervello che gli ha fatto Grisha.

I due Yeager entrano di nuovo in contatto… e ci prepariamo ancora una volta ai colpi di scena che vedremo fra un’altra settimana di attesa.

Ancora una volta, Teruyuki Omine

Matteo: L’ultima volta che abbiamo vivamente lodato il lavoro svolto dallo staff radunatosi in studio MAPPA è stato nell’episodio undici della quarta stagione, Impostori. A quel tempo, la “sezione tecnica” che avevamo deciso di integrare al normale commento settimanale non apriva da un po’, e la ragione è che avrebbe dovuto farlo per portare alla luce solo e soltanto considerazioni tendenti al negativo. A salvare la situazione fu l’intervento di un uomo, Teruyuki Omine, che con il suo contributo nell’episodio riuscì finalmente – per usare un parallelismo che vi suonerà sicuramente familiare – a liberare questo adattamento dalle catene del manga e raggiungere una sua affascinante unicità.

L’avrete già capito: il motivo per cui dopo tutto questo tempo abbiamo ripescato questo aneddoto è che quell’uomo è tornato, e anche se continuaste tutt’ora a non avere la minima idea della sua esistenza, la verità è che probabilmente ve ne siete accorti comunque. Non serve una laurea né un master per notare che Fratelli Maggiori e Fratelli Minori è veramente un bell’episodio non solo per la qualità della storia che racconta ma anche per come la racconta, e che il ritorno di uno degli episode director più talentuosi dello staff – se non addirittura il più talentuoso – coincida proprio con l’adattamento di un capitolo così importante e decisivo non è assolutamente un caso, anzi è proprio la testimonianza della fiducia riposta in Omine. Qualcuno tra lo staff si è anche fatto bene i suoi calcoli dal punto di vista delle tempistiche, dunque ecco spiegata la ragione della (neanche troppo leggera) frenata dello scorso episodio.

Nel tentativo di razionalizzare e trasferire su carta virtuale la sensazione positiva che questo episodio è stato in grado di lasciare, dovremmo iniziare a menzionare tanti minuti dettagli che riescono, in sintonia, a creare la formula giusta. Eppure, la verità è che la ragione principale dietro la piena promozione dell’episodio risiede banalmente nella presenza di un filo conduttore; di una visione e interpretazione del manga applicata ed eseguita per delle motivazioni specifiche — un qualcosa che, sfortunatamente, MAPPA ha spesso fallito nel fare.

In altre parole, si tratta di un’identità. L’esempio più lampante con cui tentare di farvi capire che cosa si intende esattamente con questo termine risiede nella gestione delle OST. In molti avranno notato come queste siano state spesso mal utilizzate, ad esempio, nello scorso episodio. Ma questa volta no. Ogni suono è al suo posto e spicca al momento giusto. La ragione? Chi detiene le redini dell’episodio sta tentando di ottenere un risultato, e utilizza con sapienza tutti gli strumenti a sua disposizione per farlo.

E qual è questo fantomatico risultato? Be’, creare tensione e suspense attorno ad uno dei momenti più folgoranti dell’intera opera di Hajime Isayama. C’è chi potrebbe far notare che forse lo sparo ad Eren sarebbe dovuto essere il cliffhanger conclusivo dell’episodio, ma alla luce di come quel momento – e tutto ciò che ha condotto ad esso – è stato gestito, forse è il caso di dire che ci troviamo di fronte ad una validissima seconda opzione.

Diavolo, persino le tanto bistrattate sequenze di manovra tridimensionale riescono a recuperare un po’ di dignità all’interno di questo episodio, e la “paralisi” del tempo nel momento dello sparo da parte della regia è sia un modo per sospendere il fiato che per evitare di doverli far svolazzare maldestramente in giro. La creatività si unisce all’efficienza. Questo, signore e signori, si chiama talento.

I nostri commenti ai precedenti episodi della Final Season de L’Attacco dei Giganti

Vi ricordiamo che gli episodi della Final Season de L’Attacco dei Giganti sono disponibili su Crunchyroll ogni Domenica alle 21:45 per gli utenti Premium.

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Daniela Reina

Daniela Reina

Nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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