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Apple Watch, il nuovo spot sulle emergenze fa discutere

La cosiddetta FOMO (Fear Of Missing Out) è una strategia di marketing incentrata sulla volontà di indurre l’utente a sentirsi “tagliato fuori” qualora non sia in possesso dei prodotti di ultima generazione di determinati brand o aziende. Si può dire che Apple, sin dai primi tempi, abbia fatto di questa strategia il perno del suo modello di promozione commerciale, ponendo talvolta fin troppo l’accento su perfezionamenti hardware e software ai propri device che, seppur indubbiamente ben fatti, si rivelano in realtà marginali. Del resto chi di noi, alla fine di un Keynote di Apple, non vorrebbe acquistare all’istante ogni prodotto presentato?

È proprio su questa linea che la casa di Cupertino ha modellato il suo ultimo spot pubblicitario per Apple Watch Series 7, che ha fatto sollevare alcune osservazioni sull’appropriatezza morale del contenuto.

I contenuti dello spot per Apple Watch

La pubblicità in questione, caricata sul canale YouTube di Apple ma destinata anche alle TV americane, riporta le registrazioni e le trascrizioni di tre reali telefonate di emergenza al 911, fatte tramite Apple Watch, grazie alle quali i chiamanti in difficoltà sono riusciti ad essere soccorsi e salvati. Le voci che sentiamo sono di un ragazzo disperso al largo della costa su una tavola, un uomo che è caduto e si è rotto una gamba ed una donna vittima di un incidente in auto che sta sprofondando in acqua.

911 Apple Watch emergenza

Tre chiamate scelte accuratamente da Apple per evidenziare delle caratteristiche chiave del prodotto: l’ampia portata del segnale, la resistenza alle condizioni più avverse, la funzione di rilevamento caduta.

Ad una prima analisi può sembrare tutto normale, semplici scelte di marketing, ma per molti è una visione troppo estrema che esaspera la Fear Of Missing Out e la fa divenire “paura di morire da soli” se non dotati di Apple Watch.

Una scelta commerciale discutibile

Un espediente che è quindi in bilico sulla sottile linea dell’ammissibilità morale, per una produzione pubblicitaria che comunque, per forma e contenuti, è sicuramente efficace e convincente. L’idea che senza un Apple Watch per queste ed altre persone forse ci sarebbe stato un epilogo diverso non è mai esplicitata, ma aleggia nell’aria.

È sicuramente vero che un dispositivo del genere (anche di altri produttori) possa fare la differenza in certe situazioni, o che possa aiutare nella scoperta precoce di aritmie o infarti in corso, ma resta il fatto che in questo caso Apple stia tentando di vendere sulla paura: un atteggiamento che risulta fortemente divisivo.

Fonte: TheVerge.

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