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Dolmen – Anteprima: Souls-like nello spazio

Non è possibile negare il gigantesco impatto che i Souls hanno avuto sull’interna industria videoludica. Dall’avvento di Demon’s Souls a quello di Dark Souls, che ha cementato il successo della serie, sono nati tutta una serie di giochi che ne hanno ripreso le meccaniche cercando di dare la propria impronta e stile.

Il successo della serie di From Software ha generato un nuovo genere videoludico che ha preso il nome di Souls-Like. Ad oggi sono numerosi i giochi che fanno parte di questa categoria è Dolmen è uno di questi. Il titolo è sviluppato dallo studio brasiliano Massive Work Studio.

Benchè, all’uscita del gioco manchi ancora parecchio, ci è stata data la possibilità di provare una build in anteprima e portarvi le nostre impressioni. Andiamo a vedere se Dolmen ha quello che serve per ergersi dalla massa di titoli simili.

Il nostro parere su Dolmen

Risveglio

La nostra esperienza di gioco inizia con un cutscene, dove una voce femminile ci parla in modo criptico. Non ci è chiaro chi sia o quale sia il suo scopo, ma dagli indizi disseminati nelle sue parole abbiamo ipotizzato che si tratti di una sorta d’intelligenza artificiale.

I dettagli su quella che sarà la trama del gioco sono pochi e non ci hanno permesso di mettere insieme un quadro completo della situazione. L’unica cosa che sappiamo è che siamo stati risvegliati dal nostro sonno per far fronte a un qualche tipo di minaccia e il nostro obbiettivo principale, per il momento, sarà quello di sopravvivere.

Già da come viene impostata la progressione all’interno della storia si può notare come Dolmen prenda a piene mani dalla struttura dei Souls, la cui narrativa è strettamente legata alle descrizioni degli oggetti e ai vari indizi trovati nell’ambiente di gioco.

Ma, se nei nostri cari giochi di From le descrizioni sono ben dettagliate e articolate, in Dolmen saranno poche righe di testo, che in molti casi, saranno uguali per gran parte degli oggetti. Non sappiamo se, effettivamente, questa decisione verrà mantenuta nel prodotto finale.

Ascia e scudo

Dai primi momenti di gioco, è subito palese la grande influenza dei Souls. Il tutorial è strutturato con una serie di messaggi che ci illustreranno le meccaniche basilari del gioco. In alto a destra avremo la barra della saluta, l’immancabile barra della stamina e l’energia della nostra tuta.

Il sistema di combattimento è molto simile, per vari aspetti, ad altri giochi appartenenti al genere. Avremo la classica schivata, che si trasformerà in uno scatto quando attiveremo il lock-on sui nemici, un tasto per l’attacco leggero, uno per quello pesante e la parata. In più, in Dolmen sarà possibile utilizzare le armi da fuoco, che non verranno utilizzate come strumento di danno ma bensì per infliggere stati alterati ai nemici, come ad esempio bruciatura e veleno.

Il titolo introduce, anche, la presenza di un nucleo, che una volta attivato, aggiungerà effetti elementali ai nostri colpi, inoltre, per ripristinare la salute basterà consumare una parte dell’energia della tuta. L’energia potrà essere ripristinata tramite appositi oggetti o sconfiggendo i nemici.

La nostra prima impressione sul gameplay non è stata delle migliori. Il movimento appare legnoso e i comandi sono tutt’altro che responsivi. Basti pensare che per concatenare una combo di tre attacchi leggeri bisognerà premere spasmodicamente il tasto di attacco, in quanto, il minimo ritardo di input, anche di mezzo secondo, farà resettare la combo riportandoci al primo attacco.

Questi problemi nei comandi si riscontra anche nella schivata che non sempre sarà immediata, rendendola uno strumento su cui non si potrà fare troppo affidamento durante gli scontri. Su questo fronte anche la parata si è rivelata poco affidabile, in quanto se non si è perfettamente al centro dell’attacco nemico il gioco registrerà il colpo come andato a segno, facendoci prendere danno.  

Se a tutto questo mettiamo che i nemici saranno in grado di stunlockarvi a morte la situazione non è delle più confortanti. Per fortuna, l’intelligenza artificiale nemici non è delle più brillanti e sarà molto semplice costringere gli avversari a ripetere lo stesso attacco e stordirli con un parry, complice l’ampia finestra in cui è possibile compiere questa azione.

Un po’ troppo Souls-Like

Come già si evince dai paragrafi precedenti. Dolmen prende molte delle meccaniche e dello stile narrativo dai Souls, non aggiungendo nulla di significativo per cercare di dare una propria versione o tentare di d’innovarne la formula. Questo comporta che il titolo, almeno per la versione a cui abbiamo giocato, risulta derivativo e poco originale.

Quasi tutti gli aspetti del gameplay richiamano ai Souls. Dal menù dell’equipaggiamento, allo scaling delle armi, alla possibilità di salire di livello aumentando varie caratteristiche spendendo esperienza. È perfino presente un sistema di sonde che sostituisce i classici falò è che permette di teletrasportarsi nell’HUB di gioco.

Piccola differenza è che quando si muore, oltre al perdere tutta l’esperienza accumulata, verranno lasciati anche tutti gli oggetti presenti nell’inventario. Ovviamente, si potranno recuperare nel punto dove si è morti, ma la meccanica del perdere tutti i materiali per il crafting, a volte anche oggetti rari, unità ai problemi sopracitati rende l’esperienza abbastanza frustrante.

Scelte di design

Per quello che abbiamo visto, la direzioni artistica del gioco non è particolarmente brillante. Il design delle armature è blando, così come quello delle armi. I nemici hanno poca varietà, probabilmente dovuta alla prova limitata, ma il fatto che il primo boss sia uno degli avversari minori in versione extra-large non ci ha fatto una buona impressione. Le animazioni dei nemici sono molto rigide e poco rifinite e abbiamo notate qualche piccolo bug nel pathfinding.

L’ambientazione del primo livello di gioco non si distingue particolarmente complice anche un comparto tecnico carente. Su questo fronte, non abbiamo riscontrato cali di frame rate o stuttering, anche se ci sono stati diversi episodi di compenetrazioni. La qualità generale del comparto tecnico non è delle migliori, anche se il gioco è ancora in BETA, quindi, è possibile che ci siano dei miglioramenti nel prodotto finale.

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In conclusione

Per ora, Dolmen non ci ha fatto la migliore delle impressioni. Benché, abbia qualche piccola idea originale, il titolo risulta fin troppo derivativo e presenta numerose sbavature sia nel gameplay, che nel comparto tecnico. Manco ancora tempo per il rilascio del prodotto finale e speriamo che i ragazzi di Massive Work possano aggiustare il tiro e migliorare l’esperienza di gioco.

Dolmen sarà disponibile per PC, Xbox One, Xbox Series X|S, PS4 e PS5 nel 2022

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Luigi Parri

Luigi Parri

Sceneggiatore di fumetti in erba con grossi problemi di rabbia repressa. Finto portatore di Stand. Appassionato Metroidvania e drogato di Rogue-like. Non riesco a dormire senza il mio cartonato di Hideo Kojima.

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