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Squid Game: l’ideatore afferma «Non sono così ricco. Netflix non mi sta pagando i bonus»

Hwang Dong-hyuk, regista e sceneggiatore della serie coreana che sta spopolando su Netflix, ha svelato di non essersi arricchito, nonostante il successo mondiale della serie da lui ideata, che ha fruttato alla nota piattaforma streaming quasi un miliardo.

Tutti l’hanno vista: i numeri affermano 142 milioni di account ed un aumento del numero di abbonati di 4,4 milioni, per un valore di quasi un miliardo di dollari per Netflix. Partendo da questo presupposto è difficile non pensare che il creatore della serie si sia decisamente arricchito, ma la realtà è diversa.

Squid Game e i bonus non pagati all’ideatore

Stando a quanto affermato dall’ideatore dello show al The Guardian:

Sono stato pagato secondo il contratto originale, non ho avuto nessun bonus da Netflix.

Ha inoltre aggiunto che, rispetto ai 4,6 miliardi di won in palio per il vincitore di Squid Game, «non sono così ricco, ma ho abbastanza. Ho abbastanza per mettere il cibo in tavola.».

Probabilmente avrebbe dovuto negoziare con la società una clausola sui guadagni ottenuti dallo spropositato successo di questa prima stagione, dal momento che la creazione, la scrittura e la regia gli hanno causato uno stress così forte da costargli sei denti.

È stata una fatica fisica, mentale ed emotiva. Continuavo ad avere nuove idee, riguardando gli episodi mentre giravamo e così la quantità di lavoro è finita per moltiplicarsi.

Il regista ha risposto anche ad una domanda riguardante il periodo di ideazione del progetto:

Ero in grandi difficoltà finanziarie perché mia madre si è ritirata dalla società per cui lavorava. C’era un film a cui stavo lavorando ma non siamo riusciti a ottenere finanziamenti. Quindi non ho potuto lavorare per circa un anno. Abbiamo dovuto contrarre prestiti, mia madre, io e mia nonna.

Quindi è a seguito della crisi finanziaria globale risalente ai primi anni 2000, che ha colpito in particolar modo la Corea, che gli è venuta l’idea. Il messaggio che avrebbe cercato di trasmettere, a suo dire non molto profondo, riguarderebbe il capitalismo moderno.

Lo show è guidato da un’unica e semplice idea: combattiamo per la sopravvivenza partendo da una condizione di disuguaglianza.

Parlando, infine, del finale molto discusso della serie, ha aggiunto «È probabile che debba fare una seconda stagione per diventare ricco come il vincitore di Squid Game.».

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Sara Maestri

Sara Maestri

Ciao, sono Sara! Laureata in Beni culturali e specializzanda in Cinema, televisione e produzione multimediale. Sono nata in Puglia, cresciuta nelle Marche e attualmente studio a Bologna. Dall'età di 4 anni, passo la maggior parte del mio tempo nelle sale cinematografiche.

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