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Instagram, pronomi nel profilo anche in Italia

Grandi cambiamenti per Instagram: il social aveva annunciato a maggio di voler dare agli utenti la possibilità di aggiungere al proprio profilo i pronomi con cui si vuole essere chiamati. L’opzione arriva dopo che molti utenti avevano già iniziato a specificarli nella propria bio come segno di solidarietà verso le persone transgender e, più in generale, verso la comunità LGBT+.

“Sono trans, i miei pronomi sono he/they e il mio nome è Elliot”

L’anno scorso Elliot Page, la star nominata agli Oscar per Umbrella Academy e Juno, si è dichiarato transgender su Instagram. Nel post scrive: “Voglio condividere con voi che sono trans, i miei pronomi sono he/they e il mio nome è Elliot”.

Con un semplice (ma impegnativo) post, Elliot ha dato voce a tutti coloro che ogni giorno devono affrontare i pregiudizi e le discriminazioni di una società non inclusiva verso le persone transgender. Il testo porta alla luce anche una drammatica statistica dallo studio “2015 U.S. Transgender Survey” del National Center for Transgender Equality: il 40% degli adulti trans ha tentato il suicidio.

Le parole hanno un peso e il post di Elliot ha fatto il giro del web, convincendo tante altre star ad essere più aperte sulla propria identità. Eppure, alcuni utenti sono ancora confusi: perché indicare i propri pronomi? Ha senso metterli se sono cisgender (ndr: mi riconosco nel genere assegnatomi alla nascita, il contrario di transgender)?

I pronomi per le persone transgender e cisgender

Un pronome è il termine che si utilizza quando si parla di una persona. Generalmente vengono utilizzati he/him, she/her, they/them, con il primo termine che indica l’uso soggettivo (lui, lei, “loro” come termine neutro in inglese) e il secondo nella variante oggettiva (“il suo” riferito a un individuo maschile, femminile o neutro). A volte, come nel caso di Elliot Page, vengono indicati più pronomi: he/they include he/him e they/them; questo significa che la persona in questione accetta sia i pronomi maschili che quelli neutri.

Ancora confusi? È normale, soprattutto se siete persone “cis” e quindi vi ritrovate nel vostro genere di appartenenza (nasco uomo e mi identifico come uomo, o nasco donna e mi identifico come tale). Probabilmente le persone non hanno mai sbagliato i vostri pronomi e non vi è mai capitato di dover dare spiegazioni a perfetti sconosciuti, che spesso non si limitano ad accettare una risposta.

È importante riconoscere che per le persone transgender la questione si complica: pronomi non rispettati o ignorati, prese in giro, discriminazioni, bullismo, fino ad arrivare a molestie e violenze.

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Perché aggiungere i pronomi al profilo Instagram

Dichiarare apertamente i propri pronomi (su Instagram o meno) è quindi diventato uno dei modi più semplici per essere un “ally”, ovvero un sostenitore della comunità LGBT+. Le persone transgender non hanno molta scelta: per non essere chiamate con i pronomi sbagliati (“misgendering” in inglese) devono indicarli, soprattutto se esteticamente non corrispondono all’idea generale che la società ha di “maschile” e “femminile”. Lo stesso discorso vale per le persone non-binary, ovvero coloro che non si sentono rappresentate dal binarismo maschile/femminile e che spesso (ma non sempre) adottano un’estetica neutra o “ambigua” (con elementi estetici sia maschili che femminili).

Più persone inseriscono i propri pronomi nel profilo e più si evita che le persone transgender vengano isolate e prese di mira. In più, si normalizza la pratica di chiedere i pronomi e di non dare per scontato il genere delle persone.

A maggio, Instagram ha deciso di prendere una posizione e ha inserito la possibilità di specificare i propri pronomi. La funzione è finalmente arrivata in Italia, quindi vediamo come aggiungere i pronomi nel proprio profilo Instagram.

Come aggiungere i pronomi al profilo

Prima dell’introduzione ufficiale di questa opzione, tantissimi utenti avevano iniziato a inserire nella biografia i pronomi nei quali si identificavano. Il popolo chiede, il popolo riceve. Dal 3 settembre, anche in Italia è possibile inserire i pronomi direttamente nel profilo Instagram. Si tratta di un passo avanti verso una società più equa e inclusiva, anche online.

Aggiungere i pronomi è molto semplice. Bisogna accedere all’applicazione, andare nel proprio profilo e selezionare l’opzione di modifica. Qui, subito dopo il proprio username, ci sarà un campo dove è possibile inserire i pronomi utilizzati. Se ne possono selezionare fino a quattro, scegliendo sia tra quelli “classici” (he/him, she/her, they/them) che tra i cosiddetti “neopronomi” (come fae/faer). Gli utenti possono anche decidere di rendere i pronomi visibili a tutti o solo ai propri follower.

Se tra le impostazioni del vostro profilo non trovate nulla di tutto ciò, provate ad aggiornare l’applicazione o a cambiare momentaneamente la lingua dello smartphone in inglese.

Una “piccola” grande vittoria per l’inclusività

Sembra incredibile, almeno per chi attendeva l’opzione da tempo: ognuno potrà inserire su Instagram il pronome relativo al genere nel quale si identifica. Non mancheranno certo le critiche: c’è chi ritiene i pronomi (o gli asterischi, o lo schwa) una moda passeggera, un “trend da Gen Z”. A questi commenti risponde in modo molto chiaro @aroacefox, attivista non-binary:

“I pronomi rappresentano chi siamo e come ci sentiamo nei confronti di noi stess* […]. Mentre per le persone binarie i pronomi possono essere scontati, per quelle non-binarie non lo sono”.

Parla poi della sua esperienza in prima persona:

“Per me è affermazione della mia identità non-binaria proprio in contrasto con le aspettative dell’immaginario comune nei confronti delle persone non-binarie, immaginate sempre come persone con caratteristiche androgine. Per me è scelta di usare il femminile, e di essere femminile perché io ho voluto esserlo, e non perché mi viene imposto da chi non sa nulla della mia identità. I pronomi femminili mi infastidiscono quando sono obbligatori, ma se sono io a dire: “usa lei/sua”, allora assumono un nuovo valore di autodeterminazione“.

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Laura Stefan

Laura Stefan

Scrittrice di successo dall'83, responsabile sicurezza Google e sempre in movimento tra Bali e New York con il mio jet privato.

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