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Roma, un malware ha paralizzato l’ospedale San Giovanni

Negli ultimi anni gli attacchi hacker sono sempre più frequenti e pericolosi. Ricordiamo ad esempio il ransomware che ha colpito TIM, o ancora il virus che ha attaccato Gigabyte. A essere sotto il mirino dei cybercriminali però non ci sono soltanto le aziende private: lo scorso agosto infatti i sistemi informatici della regione Lazio sono rimasti bloccati da un ransomware, che ha inoltre messo a rischio i dati di oltre il 70% dei residenti a Roma.

E adesso, un’altra istituzione pubblica è stata presa di mira dagli hacker, subendo un pericoloso attacco informatico di tipo ransomware. Stiamo parlando dell’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata, una delle più grandi della Capitale.

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I dettagli dell’attacco ransomware all’ospedale San Giovanni

Stando alle ricostruzioni dei tecnici informatici della Postale, gli hacker hanno colpito a partire dalla mattinata di lunedì, mandando in tilt i sistemi informatici dell’ospedale. Nello specifico, i criminali hanno colpito quei computer necessari alla comunicazione interna del San Giovanni, rendendo fuori uso dei servizi essenziali, come la registrazione digitale dei pazienti al Pronto soccorso.

Di conseguenza, gli attuali sistemi di accesso al Pronto soccorso sono in crisi, e i medici sono costretti a rimandare a casa gli ammalati non gravi, registrando manualmente – con carta e penna –  gli ingressi dei pazienti più gravi.

Roma Ospedale San Giovanni

Nonostante ciò, il San Giovanni ha rassicurato i propri pazienti, dichiarando che i servizi di vitale importanza come i ricoveri saranno svolti regolarmente:

I tecnici della sicurezza informatica sono a lavoro, è subito intervenuta la polizia postale e sono state fatte le dovute segnalazioni a tutte le autorità nazionali competenti. Sono proseguite le attività di ricovero, ambulatoriali, assistenza e emergenza del pronto soccorso. Le prestazioni di emodinamica, radiologia interventistica e l’attività operatoria si sono svolte regolarmente. Stiamo lavorando alacremente per ripristinare tutte le funzioni nel più breve tempo possibile, garantendo la continuità dell’assistenza ospedaliera.”

Le critiche alla regione Lazio

Malgrado a luglio sia stato approvato alla Camera il nuovo DL Cybersecurity, che prevede la creazione di una nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale, la strada per rendere sicuri e protetti i sistemi informatici nazionali è ancora lunga.

Dopo l’attacco hacker al San Giovanni, anche alcuni politici hanno dichiarato le proprie opinioni, o meglio critiche, agli attuali sistemi tecnologici nazionali. Come Giancarlo Righini e Federico Rocca, che hanno dichiarato infatti:

L’attacco hacker sta causando gravi disservizi per i cittadini che ancora una volta devono pagare il prezzo di un sistema sanitario lacunoso e carente. Suonano quindi come una vera e propria beffa le parole del capo gabinetto della Regione che anche oggi ha cercato goffamente di rassicurare i cittadini sul ripristino dei servizi regionali […]”.

Attacco Ransomware

Fonti: Corriere della Sera, RomaToday.

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Simone Campisi

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