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Cinque personaggi sottovalutati de L’Attacco dei Giganti

L’Attacco dei Giganti può vantare di un gran numero di personaggi. Fino dalla prima stagione ne vengono presentati decine e decine dei quali i fan, col passare del tempo, si sono perdutamente innamorati. Tuttavia ce ne sono altri che, seppur molto belli, vengono ignorati e fin troppo spesso sottovalutati.

Questa serie ha sicuramente fatto dei personaggi uno dei suoi più grandi pregi: i protagonisti sono quasi tutti molto ben caratterizzati e persino i personaggi che inizialmente avevano poco spazio sono riusciti ad entrare nel cuore degli appassionati, rivelandosi molto più completi e umani rispetto a quanto si potesse inizialmente pensare. Personaggi come Hange che col tempo sono diventati sempre più presenti e importanti, o ancora come Marco che, pur avendo poco spazio all’interno delle vicende perché escono di scena molto velocemente ancora oggi sono tra i più amati, oggetti di numerose fanart e lavori dei fan.

Non tutti i personaggi sono però così fortunati. Ci sono infatti alcuni personaggi che in pochi considerano. Ottimi, per carità, ma che sono finiti nel dimenticatoio per chissà quale ragione, al punto da ricevere giusto una manciata di voci nei sondaggi di gradimento giapponesi. Facendo un giro online, poi, ci accorgiamo come effettivamente questi siano quasi del tutto ignorati non solo dalla fanbase giapponese, ma anche da quella internazionale de L’Attacco dei Giganti.

Nanaba

L'Attacco dei Giganti

Nanaba è forse il personaggio in questa lista che soffre di più per caratterizzazione. Ha poco spazio all’interno delle vicende, muore durante l’assalto a Castello Utgard nella seconda stagione e, salvo proprio quella battaglia, non ha mai occasione di brillare veramente all’interno della trama.

Ci viene detto che Nanaba è uno dei pochi sopravvissuti nei cinque anni che sono seguiti al crollo delle mura dell’anno 845, che è uno dei pochi ufficiali affidabili nel Corpo di Ricerca e che potrebbe partecipare anche alle operazioni più segrete di Erwin… però sembra essere tenuta allo scuro di ogni cosa. Nanaba non ha mai incarichi particolarmente importanti durante le operazioni. Basti pensare all’arco narrativo dei Gigante Femmina in cui tutti i veterani sono al centro della foresta con Erwin per catturare Annie… E lei viene invece lasciata all’ingresso della foresta assieme alle nuove reclute per impedire ai giganti piccoli di entrare. Viene quasi da pensare che, oltre ad essere sottovalutata dai fan, Nanaba sia stata messa in disparte anche dallo stesso Isayama.

Nella seconda stagione, per fortuna, vediamo il vero potenziale di questo personaggio che partecipa, assieme a Gelgar, alla battaglia per difendere i cadetti a Castello Utgard. La battaglia è tra le più spettacolari della stagione e WIT aggiunge anche qualche battuta di caratterizzazione per Nanaba.

Si tratta di un personaggio potenzialmente molto interessante in quanto veterano del corpo di ricerca e che ha più o meno lo stesso screentime di Mike, se ci pensiamo. Tuttavia, a differenza di Mike, non è stata quasi mai considerata come merita dai fan. La sua morte fin troppo presto nelle vicende non aiuta sicuramente a valutarla meglio. 

Moblit Berner

Se andiamo a vedere il secondo sondaggio di popolarità dei personaggi de L’Attacco dei Giganti il nome di Moblit non è in basso come quelli degli altri personaggi presenti in questa lista. Si piazza abbastanza bene, in realtà. Non rientra nella top 10 ma riceve comunque circa 700 voti.

Allora perché inserirlo in questa lista di personaggi ingiustamente sottovalutati? Perché effettivamente, nonostante la classifica, Moblit è davvero uno dei personaggi meno discussi e più sottovalutati dal fandom internazionale.

Moblit è un po’ la spalla comica della altrettanto comica (almeno in un primo momento) Hange, quello che la segue in ogni sua folle iniziativa e sta attento che non esageri troppo. In ogni circostanza, non importa quanto assurda e rischiosa, Moblit è sempre lì accanto al suo Caposquadra per assicurarsi non si metta in situazioni troppo pericolose.

Moblit Berner, però, fa molto più di questo ed è davvero un peccato che i fan lo considerino solo come la spalla comica di un altro personaggio. Si preoccupa davvero per Hange e per i cadetti e, sebbene sia poco presente, è un veterano che tutti rispettano e tengono in grande considerazione non tanto per la sua forza, ma piuttosto per la pazienza, per l’atteggiamento sempre gentile e accondiscendente con tutti che lo rendono una delle presenze più rassicuranti nel Corpo di Ricerca.

Non è forte né abile nel comando, ma è bravissimo a prendersi cura delle altre persone perché mosso da un sincero altruismo e spirito di sacrificio. Proprio questo spirito di sacrificio lo porterà a sacrificare la propria vita per salvare quella di Hange alla fine della terza stagione. Come si può non volergli bene?

Berthold Hoover

Berthold è un personaggio che generalmente è poco considerato nonostante la grandissima rilevanza che ha negli eventi della storia fin dai primi capitoli. Al di là delle azioni, poi, è sicuramente un personaggio la cui maturazione è evidente nel corso del manga: Berthold inizia come un ragazzo insicuro che agisce sempre e solo perché spronato da altri, primo tra tutti Reiner, e che molto spesso viene criticato proprio per questo aspetto del suo carattere.

Se solo avesse più spirito di iniziativa, gli viene detto, sarebbe un soldato affidabile tanto quanto Reiner.

Col passare dei volumi guadagna quella sicurezza e quella fiducia in se stesso che inizialmente gli mancavano e riesce finalmente a combattere per qualcosa non perché è costretto a farlo, ma perché ci crede effettivamente: questa è la realtà, e anche se non è colpa di nessuno si è necessariamente costretti ad andare avanti anche a costo di sporcarsi le mani del sangue dei propri compagni e amici.

Certo, la sua evoluzione sembra un po’ troppo rapida, ma questo non significa che Berthold non sia un buon personaggio, né tantomeno che meriti di essere così sottovalutato come, purtroppo, è.

Dot Pixis

Come è possibile che questo fantastico personaggio abbia ricevuto solamente 102 voti nel sondaggio di popolarità del 2015 e che praticamente nessuno parli di lui da quando è finita la prima stagione dell’anime?

Persino Oruo e Petra, che muoiono nella prima stagione, sono più in alto di lui in classifica e risultano di fatto molto più considerati dai fan. Ed è veramente inspiegabile visto che Pixis, molto più di Oruo e Petra, ha un ruolo all’interno della storia e risulta un personaggio con tante sfaccettature, carismatico ed intelligente quasi al pari di Erwin. Ha occasione di dimostrarlo non solo durante i primi volumi del manga ma anche durante tutto l’arco narrativo dedicato ai Reiss e al colpo di stato.  Degno di nota, poi, è il fatto che Pixis sia l’unico personaggio che non si fa mai ingannare né manipolare da Erwin, eppure perché nessuno ne parla mai?

Pixis non è un pedone, è uno degli elementi principali della scacchiera e riesce a muoversi autonomamente Ha una capacità di lettura della situazione pari forse a quella di Erwin e questo gli permette e di agire e reagire alle situazioni in base al proprio vantaggio.

Ottimo stratega, grande uomo politico e punto di riferimento nell’intero esercito, Pixis è un leader carismatico che nella serie spicca tantissimo ed è un peccato che non riesca a trovare spazio nel cuore degli appassionati.

Keith Shadis

Shadis è un personaggio di cui è difficile parlare. Alcuni fan lo odiano, altri neppure lo considerano. In linea di massima è famoso soprattutto per i coloriti insulti che ha rivolto, durante l’addestramento, ai cadetti del 104esimo, chiara citazione al sergente di Full Metal Jacket. Quando si parla di Shadis lo si fa soprattutto per il meme.

Ma perché è così poco considerato? Perché Shadis rappresenta la persona normale. Keith Shadis è lo specchio di tutte quelle persone che vorrebbero realizzare qualcosa di grande ma che non ci riescono e, fermandosi, dicono che non riusciranno mai perché loro non sono speciali. È un personaggio molto umano, se ci fermiamo a riflettere: un tempo pieno di ambizioni, si è lasciato scoraggiare di fronte alla consapevolezza dei propri fallimenti.

Più di tanti altri, Shadis ha paura di fallire e piuttosto che sopportare questo peso preferisce ritirarsi e nascondersi dietro qualcosa di poco importante ma che sa di sapere fare. È un soldato abituato a volare basso circondato da tanti ragazzi ambiziosi, pieni di sogni e speranze per il futuro. Loro, si dice, a differenza mia sono speciali.

Ed è proprio per la sua sofferenza interiore che dovremo sentirlo così vicino a noi, così umano, nonostante molti fan de L’Attacco dei Giganti lo sottovalutino ingiustamente.

Voi che ne pensate? Quali sono i personaggi più sottovalutati de L’Attacco dei Giganti secondo voi? Fatecelo sapere con un commento!

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Daniela Reina

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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