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Ghost of Tsushima Director's Cut Recensione copertina

Ghost of Tsushima Director’s Cut – Recensione PS5

Lo scorso anno ci preparavamo ad accogliere una nuova IP PlayStation targata Sucker Punch, che ci portava nella lontana isola di Tsushima nei panni di Jin Sakai, durante il periodo della prima invasione mongola del Giappone, intento a liberare la sua terra e la sua gente, diventando lo Spettro di Tsushima dopo aver ereditato in giovane età il peso del clan Sakai. L’ottima accoglienza da parte del pubblico ha permesso agli sviluppatori di approfondire ulteriormente la storia del protagonista, già ampiamente sviscerata in Ghost of Tsushima (di cui potete trovare la recensione completa), permettendo la creazione di Ghost of Tsushima Director’s Cut, un’edizione completa del viaggio di Jin che include un nuovo capitolo dedicato alla storia del samurai e migliorie di adattamento dedicate alla next-gen con funzionalità aggiuntive richieste dalla community.

Insomma, parliamo di un pacchetto definitivo per chi vuole tornare a Tsushima o per chi non ha ancora avuto modo di imbracciare la katana. Grazie a Sony, abbiamo potuto provare anticipatamente la nuova edizione di Ghost of Tsushima, toccando con mano il titolo su PS5 e tuffandoci nella nuova espansione dell’Isola di Iki, pronti per parlarvene nella nostra recensione dedicata.

Ghost of Tsushima si espande con l’Isola di Iki

Sebbene l’arduo viaggio di Jin abbia trovato una più che degna conclusione, alcuni particolari sulla sua figura, in particolar modo sul suo passato, hanno meritato un approfondimento, da ricercarsi nell’Isola di Iki, un luogo non troppo distante da Tsushima che Jin sarà chiamato ad esplorare a seguito di alcuni indizi sulle coste dell’isola maggiore, che porteranno il protagonista a spingersi verso la nuova meta a caccia di risposte, mentre dovrà affrontare un trascorso amaro.

Sarà possibile accedere all’Isola di Iki una volta raggiunto l’Atto 2 della storia principale, dalla regione di Toyotama, anche importando il salvataggio dalla versione PS4 di Ghost of Tsushima dal menù principale di gioco, che permetterà di continuare la partita su PS5 senza rinunce di progressi. Una volta recatici sul posto della missione di espansione e sconfitto un piccolo esercito di Mongoli dopo aver indagato, potremo imbarcarci alla volta di Iki, una più piccola isola variopinta che riserverà a Jin una nefasta accoglienza.

Senza entrare nel dettaglio della narrazione principale dell’espansione, che si attesta a circa 7 ore per il completamento con moderata esplorazione, possiamo confermare che ci è parsa in linea con quanto visto durante l’avventura principale, con scelte registiche d’impatto e una nuova storia che approfondisce ulteriormente il passato del protagonista, che lo porterà a scontrarsi con i suoi demoni interiori per eventi che lo hanno segnato profondamente, incontrando infine un nuovo nemico: L’Aquila. Se si vuole tornare in quel di Tsushima, sarà possibile farlo solo dopo un certo punto della narrazione di Iki, per poi effettuare il viaggio quando si vuole tra le due isole.

Pur mantenendo una scrittura abbastanza asciutta, il racconto riesce a trasportare il giocatore verso il culmine del breve narrato, consapevole che la nuova isola ha anche altro da offrire. Come Tsushima ci ha abituato, anche Iki ha la sua dose di attività secondarie in un buon numero, da svolgere per guadagnare oggetti inediti, e ambientazioni suggestive da esplorare a cavallo. Quest’ultimo ha ottenuto una rilevanza ancora maggiore grazie ad una nuova abilità dedicata alla carica del destriero, che, al costo della determinazione che Jin utilizza per scopi curativi e offensivi, permette di sbaragliare i mongoli dinnanzi a lui con tutta la forza del fedele quadrupede corazzato di tutto punto, soprattutto ora che una nuova tipologia di nemico fa la sua apparizione.

Gli sciamani avranno il compito di rinforzare le schiere di mongoli ostili e risulta buona norma occuparsi di loro prima di ogni altro nemico se non si vuole combattere in netto svantaggio. Ma non finisce qui, poiché l’introduzione della bisaccia permette a Jin di raccogliere più risorse da conservare sul cavallo e recuperarle ogni qual volta si sale in groppa, per una gestione dell’inventario più ampia.

Queste aggiunte di gameplay sono state particolarmente apprezzate durante la nostra prova, unite ai feedback della community che hanno portato all’introduzione anche del tanto chiacchierato lock-on sui bersagli, attivabile dal menù a piacimento e che permetterà anche nelle mischie con i mongoli di bloccare la camera su un singolo bersaglio e cambiarlo all’occorrenza. Una funzionalità opzionale ricercata e gradita, disponibile anche nella versione base del titolo, che si aggiunge alle migliorie dedicate alla versione next-gen di Ghost of Tsushima che vedremo a breve.

Director’s Cut dal sapore next-gen

Ghost of Tsushima Director’s Cut su PS5 è una gioia per gli occhi, forte di una rinnovata estetica che già aveva lasciato il segno un anno fa su PS4 e una fluidità totale dell’azione, grazie a due modalità grafiche che prediligono rispettivamente risoluzione e frame rate, con un target di 4K e 60 fps e caricamenti drasticamente ridotti grazie all’ottimizzazione del software per l’SSD proprietario della nuova macchina di Sony, la quale ha reso l’esperienza immediata, fluida e bella da vedere e giocare in ogni momento, il tutto accompagnato da una resa impressionante della scena.

Le migliorie non finiscono qui, poiché l’adattamento del titolo alla next-gen passa necessariamente per il DualSense, ben sfruttato per il feedback aptico, che migliora la precisione della vibrazione in ogni contesto e rende piacevole al tatto ogni galoppata che sentiremo distintamente, e per i grilletti adattivi, che daranno il loro apporto durante la tensione di un arco o con l’utilizzo del rampino e cerbottana.

Parliamo dunque di un comparto tecnico adattato alle esigenze della nuova macchina e ottimizzato allo scopo, per far sentire i giocatori al cospetto di un’edizione definitiva di un già ottimo titolo che un anno fa ha saputo dare prova delle sue caratteristiche, ora maggiormente in risalto sotto ogni aspetto. Tra biomi inediti dal grande fascino, nuove attività e missioni secondarie, collezionabili da trovare e nuove abilità da sbloccare, insieme a nuovi trofei da ottenere, saranno i completisti e i veri amanti del titolo a giovare maggiormente dell’upgrade, aggiungendo ben poco in termini prettamente narrativi e di gameplay, puntando quasi tutto sull’ambientazione suggestiva ottimamente costruita e le migliorie di natura tecnica del prodotto, mantenendosi sulla linea della continuità dell’esperienza offerta dal gioco base.

Proprio per la gioia degli amanti della virtual photography sono state introdotte delle novità per la modalità foto, in cui gli appassionati potranno tornare a sbizzarrirsi con le composizioni, sfruttando ora i nuovi paesaggi di Iki, che brillano sotto una gestione dell’illuminazione encomiabile.

Anche il comparto sonoro è stato rivisto in favore dell’audio 3D, che infonde all’atmosfera una sonorità più immersiva e precisa per ogni fonte dello scenario, sposandosi perfettamente con il setting del titolo. La versione PlayStation 5 di Ghost of Tsushima propone anche la sincronizzazione labiale del giapponese, per una immersività e credibilità ulteriore in caso di selezione del relativo doppiaggio, andando ad aggiungersi alle nuove opzioni di accessibilità che interessano la mappatura dei comandi, permettendo una fruizione più agevole per chiunque voglia prendere parte all’avventura di Jin Sakai.

Conclusioni

Ghost of Tsushima Director’s Cut è l’edizione completa e definitiva di un’ottima esclusiva PlayStation, non la più brillante sotto il profilo narrativo, ma importante in termini di contenuti e gameplay, con un colpo d’occhio ammaliante. L’obiettivo dell’edizione in questione può dirsi parzialmente centrato, offrendo al pubblico nuove sensazioni di gioco grazie all’ottimizzazione del software per il nuovo hardware di Sony, su tutta la linea.

I limiti sono da ricercarsi nell’offerta ludica vera e propria che, pur mantenendosi in linea con quanto visto nel gioco principale, non aggiunge elementi davvero imperdibili se non scorci molto ben realizzati, timide aggiunte di gameplay e contenuto, e qualche spunto interessante sul passato del protagonista, per alcune ore di narrazione principale e altrettante utili all’intera esplorazione dell’Isola di Iki, vero punto di forza dell’espansione, alla ricerca di attività e luoghi d’interesse.

Apprezziamo senza alcun dubbio la coerenza produttiva del lavoro di Sucker Punch, che ancora una volta fa della regia il suo cavallo di battaglia e indirizza agli appassionati, soprattutto completisti, la nuova trasferta di Jin. Consigliamo l’edizione soprattutto a coloro in possesso di una PS5 che non abbiano ancora vissuto l’epopea di Jin Sakai in prima persona, mentre suggeriamo di ponderare l’acquisto dell’upgrade a coloro già ampiamente sazi di Tsushima e le sue bellezze, soppesando il rapporto tra migliorie next-gen e contenuti inediti.

Ghost of Tsushima Director's Cut

Voto - 8

8

Ghost of Tsushima Director's Cut è l'edizione definitiva dell'omonimo titolo esclusivo Sony rilasciato nel 2020 e sviluppato da Sucker Punch, con al suo interno una serie di migliorie per PS5 e un'espansione dedicata, disponibile anche su PS4.

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Mirko Proietti

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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