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Activision Blizzard e accuse di sessismo sistemico, i giocatori di WoW prendono posizione con un Sit-In virtuale

Non solo lo stato della California contro Activision Blizzard, ecco la protesta dei giocatori di World of Warcraft: si tratta di un’iniziativa di beneficenza

Lo scorso martedì, Activision Blizzard è stata citata in giudizio dal California’s Department of Fair Employment and Housing per aver favorito presunte condotte discriminatorie e sessiste da parte degli impiegati di sesso maschile, nei confronti delle colleghe.

Dopo un’indagine di due anni tramite il succitato dipartimento, lo stato della California ha infatti presentato un’istanza contro il colosso americano che si occupa di sviluppo e distribuzione di svariate serie di successo, con l’accusa di fare buon viso a cattivo gioco verso la presunta cultura “cameratesca” da parte dei propri dipendenti di sesso maschile.

Questi ultimi, infatti, sono accusati di lavorare spesso tra i fumi dell’alcool, delegando le responsabilità a colleghe sottopagate, con le quali sono spesso irrispettosi, raccontando loro dei propri incontri sessuali, giudicando i corpi femminili in loro presenza e addirittura facendo battute sullo st**ro.

Accuse gravissime, che hanno spinto lo stesso presidente di Blizzard, J. Allen Brack ad inviare una circolare interna tramite mail, additando i comportamenti come “completamente inaccetabili“, ed impegnandosi a discutere la problematica con i dipendenti per aiutare la compagnia a lasciarsi alle spalle questo tipo di pratiche.

A seguito di questo terremoto che ha scosso Activision Blizzard, centinaia di giocatori di World of Warcraft hanno deciso di prendere posizione contro la compagnia, mettendo in atto un Sit-In virtuale tenutosi sui gradini di Idyllia ad Oribos, hub centrale per i giocatori dal lancio della recente espansione Shadowlands.

La protesta è stata organizzata dalla gilda denominata Fence Macabre. Il gruppo sta utilizzando il Sit-In anche al fine di raccogliere fondi per Black Girls Code, un’associazione no-profit che offre formazione professionale in campo tecnologico a giovani ragazze di colore.

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FONTE 1FONTE 2

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Angelo Basilicata

Angelo Basilicata

Gamer dall'età di 12 anni, cultore (o meglio "cultista") di Hidetaka Miyazaki dal 2009. vive la passione per i Vg da completista ed è un ragazzo semplice: mangia, gioca, ama

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