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Demon Slayer The Movie - Il Treno Mugen

Demon Slayer The Movie – Il Treno Mugen | La recensione del celebre sequel a cura di Ufotable

L’attesa è finita: Demon Slayer The Movie – Il Treno Mugen è finalmente arrivato in Italia. Ecco cosa ne pensiamo!

Dopo mesi e mesi passati ad osservare il suo incredibile successo da lontano, è arrivato anche il nostro turno di guardare Demon Slayer The Movie – Il Treno Mugen, l’attesissimo lungometraggio sequel di uno degli anime — se non addirittura dell’anime — più di successo degli ultimi anni. Ma, nel concreto, com’è questo film, e come valutare il lavoro svolto da Ufotable?

Occhio agli spoiler!

La prima stagione dell’adattamento animato si è conclusa con un generale approfondimento dell’organizzazione interna delle due fazioni principali presenti nel mondo ideato da Koyoharu Gotouge, ovvero quella della Squadra Ammazzademoni e dei Demoni. Scopriamo dunque l’esistenza di una squadra élite di cacciatori, gli Hashira (柱), e di demoni, le Dodici Lune Demoniache (十じゅう二に鬼き月), a loro volta divise in Lune Crescenti e Calanti. A causa della natura delle sue abilità, il nostro protagonista Tanjiro viene indirizzato verso Rengoku Kyojuro, il Pilastro delle Fiamme, e sarà proprio al suo fianco che il personaggio dovrà affrontare la minaccia che fa da titolo dell’opera: Il Treno Mugen.

La quasi totalità della pellicola, infatti, gira intorno alle svariate peripezie che i nostri protagonisti dovranno affrontare per riuscire a sconfiggere la prima vera minaccia di questo specifico arco narrativo, ovvero la Prima Luna Calante, Enmu. Il personaggio si è fuso con il Treno Mugen, ma ancor prima che Tanjiro, Inosuke e Zenitsu possano arrivare a sconfiggerlo, i personaggi dovranno innanzitutto affrontare le loro più grandi debolezze.

Demon Slayer The Movie - Il Treno Mugen

La sfida rappresentata da questo mondo fittizio e irreale, ma allo stesso tempo così palpabile e veritiero, nel quale vengono imprigionati i personaggi costituisce un connubio ben ragionato con quello che poi sarà l’atto conclusivo di questa fetta della storia. In questo contesto la scelta di unificare gli avvenimenti del manga in un lungometraggio non appare assolutamente priva di senso. Seppur a conti fatti la pellicola, per la natura stessa del materiale originale adattato, trasmetta la sensazione di essere un vero e proprio collage di diversi episodi televisivi, nel suo complesso rappresenta un unicum capace di rafforzare il collegamento tematico che lega i due grandi nemici della pellicola.

L’illusione di poter tornare nella propria bolla di felicità è infatti un elemento spaventosamente rilevante nelle fasi successive di questo film di Demon Slayer, in quanto esplora con dirompente chiarezza proprio quell’umanità la cui natura sarà tanto dibattuta durante lo scontro tra Rengoku e la Terza Luna Crescente, Akaza. È proprio nell’incrociarsi del calore delle fiamme di Rengoku e dell’incontrastabile potenza dei pugni del Demone al servizio di Muzan che sorge la dilaniante realizzazione che quello che stiamo osservando non è uno scontro tra due entità allo stesso livello, bensì tra un semplice uomo e un essere immortale.

Le emozioni e sensazioni, il costante deterioramente del proprio corpo e la sua fragilità, la necessità di proteggere gli altri, il peso della fiducia altrui: tutti elementi su cui questo film di Demon Slayer ci porrà delle importanti domande, fornendo poi una risposta non sorprendente proprio perché in linea con quello che la storia ha voluto dirci finora. Ma pur nel suo alone di positività e di celebrazione dell’imperfezione umana, Demon Slayer ha effettivamente introdotto lo spettatore all’interno di un quadro ben più negativo che positivo, nel quale per la Squadra Ammazzademoni la guerra sempre essere persa in partenza.

Demon Slayer The Movie - Il Treno Mugen

Innegabilmente, l’aggiunta più affascinante di questa pellicola è quella del personaggio di Rengoku Kyojuro, ed è impossibile terminare una visione genuina di questa pellicola senza provare ammirazione non tanto per le gesta da lui compiute nelle fasi conclusive del film, quanto piuttosto per l’incrollabile risolutezza che mette in moto l’animo del personaggio, riflessa innanzitutto nella fermezza del suo sguardo. In questo contesto è da lodare il coraggio dimostrato dall’autrice Gotouge nel farlo fuori nell’arco di poco tempo, ma soltanto dopo avergli concesso abbastanza spazio per entrare nelle grazie dello spettatore.

L’ineguagliabile valore della vita umana e la forza di volontà sono tematiche cardine di questo primo film di Demon Slayer, e di fatto è possibile ritrovarle anche nella sua prima parte. Resistere alle avance dell’escapismo e del tepore di quel meraviglioso passato che ci è stato brutalmente portato via vuol dire trovare il coraggio di accettare e vivere la realtà — la vita — per com’è, indipendentemente da quanto dolorosa e insopportabile questa possa rivelarsi. È qui che entrano in gioco i legami: la necessità di salvare gli altri è la ragione principale che spinge Tanjiro ad evadere dalla confortevole prigione dei suoi più reconditi desideri. Perché, d’altronde, Tanjiro ha ancora qualcuno per cui vale la pena lottare.

Anche se il nostro corpo è un fragile ammasso di carne che finirà per decomporsi; anche se la vita è un continuo altalenarsi di felicità e sofferenza; anche se abbiamo inevitabilmente dei limiti che non riusciremo mai a superare, vivere vuol dire accettare queste imperfezioni. Anzi, sono proprio queste che spalancano la porta verso il progresso e la maturazione. Gli ostacoli e le difficoltà sono ciò che permettono all’essere umano di evolversi, e rinunciare ad essi vorrebbe dire adagiarsi in una condizione di inerzia, di immobilità. Dinanzi a questa realizzazione, il ruolo del sole — simbolo di vita — come punto debole dei Demoni acquista ancor più significato.

Demon Slayer The Movie - Il Treno Mugen

Demon Slayer The Movie – Il Treno Mugen rimane perfettamente in linea con ciò che la serie è stata finora e non sarà assolutamente in grado di far cambiare opinione ad eventuali detrattori. Specialmente nella sua prima metà, la pellicola punta sulla formula sicura del battle preoccupandosi del messaggio che gli avvenimenti trasmettono piuttosto che sulla coerenza logica che li sostiene, in favore di una narrazione che punta all’emotività dello spettatore. Questa è chiaramente l’arma a doppio taglio che rende Demon Slayer un’opera polarizzante: mirare alle emozioni di chi guarda implica riuscire a creare una connessione, e qualora queste fondamenta venissero a mancare crollerebbe anche tutto il resto.

La delicata linea che separa i detrattori dagli estimatori di Demon Slayer risiede esattamente nel tipo di scommessa posta da Rengoku: è chiaro che l’esistenza stessa di un personaggio così risoluto, per quanto ammirevole, rappresenta l’incarnazione di un ideale irraggiungibile che spazza via quelle importanti sfumature e sfaccettature alla base della complessità umana. È qui, dunque, che entra in gioco il personale giudizio dello spettatore, che dovrà scegliere se lasciarsi ispirare dall’impossibile o aggrapparsi alla razionalità.

Dal punto di vista tecnico, la pellicola preserva tutte le qualità che hanno reso la prima serie affascinante, dagli effetti stilizzati alla sapiente implementazione delle tre dimensioni. Se da un lato lo stratosferico Nozomu Abe torna, dopo il suo celebre contributo nell’episodio 19, per animare anche questa volta il vero momento clou dello scontro tra Rengoku e Akaza, dall’altro Kazuhiro Miwa (Fire Force) e Hironori Tanaka (Jujutsu Kaisen) rappresentano delle nuove ed importanti aggiunte che hanno impreziosito la qualità generale del film. Non sarebbe stato irragionevole pretendere un distacco qualitativo maggiore rispetto alla serie TV che si estendesse anche oltre alle scene clou, specialmente considerando i tempi di produzione dei lungometraggi, ma non per questo ci si può dichiarare delusi.

Valutare singolarmente Demon Slayer The Movie – Il Treno Mugen sarebbe probabilmente la scelta sbagliata, perché in fondo ci troviamo davanti alla vera e propria continuazione di un percorso che però non è ancora giunto al termine. Nel complesso, però, l’esperienza fornita dalla pellicola risulta essere complessivamente positiva, nonostante i comprimari Zenitsu e Inosuke abbiano trovato meno spazio al suo interno. Tra momenti frenetici e scene strappalacrime, l’arco narrativo coperto nel film porta a compimento scelte coraggiose e sorprendenti che rendono più solido l’universo dei cacciatori di demoni, portandoci al contempo all’amara conclusione che il percorso di Tanjiro sarà ben più arduo di quello che potevamo pensare.

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Matteo Mellino

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon. Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese. Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Goku.

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