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We Are Football, la recensione: manageriale vecchio stile

We are football, copertina

We Are Football, un nuovo rivale per Football Manager?

Ogni videogiocatore ha senza dubbio uno o più generi videoludici preferiti. E solitamente può attingere a una “scorta” pressoché infinita di giochi dei suoi generi preferiti. Ma non sempre.

Basti pensare al genere dei “monster collector” un genere interamente oscurato dall’ingombrante presenza di Pokémon, che rende quasi impossibile l’emergere di titoli simili.
O ancora il genere dei manageriali calcistici. In questo campo la serie di Football Manager domina incontrastate e (quasi) in solitaria da anni. Ma il gioco di cui parliamo oggi cerca di inserirsi proprio in questo genere.

We Are Football è un manageriale calcistico, sviluppato dallo studio tedesco Winning Streak Games e pubblicato da THQ Nordic, che vuole porsi più come un’alternativa al colosso Football Manager che come un rivale. Come lo fa? Ci è riuscito? Scopriamolo insieme nella nostra recensione.

Tante possibilità in modo semplice

Sin dal suo avvio We Are Football rende chiaro l’obiettivo dichiarato degli sviluppatori: essere un manageriale di calcio semplice e accessibile ai novizi, senza mancare di profondità. E l’obiettivo possiamo dire è stato raggiunto. Ma parliamone più approfonditamente.

Riguardo alla volontà di essere accessibile sin dal menù principale troveremo l’opzione per seguire un tutorial che ci guiderà in 3 settimane alla guida di un club. Grazie a questo tutorial verremo introdotti alle nostre possibilità d’azione e verremo guidati nella scoperta dei diversi menù e sezioni presenti. 

E ci si rende subito conto di quanto sia particolare il sistema di questo titolo. Infatti, i nostri giocatori (e anche il nostro allenatore) saranno caratterizzati da livelli e abilità da sbloccare e allenare. In quello che si avvicina più a un sistema da gioco di ruolo che alle statistiche numeriche di un gestionale.

I nostri calciatori avranno infatti un solo valore generale numerico, che ci darà l’idea di quale può essere la loro prestazione nel loro ruolo principale (schierarli fuori ruolo ridurrà quel valore). Per capire le qualità del nostro giocatore dovremo affidarci a tre diversi elementi.

Il primo è il livello, variabile da 1 a 15. Questo livello sarà indicato da cinque stelle, che variano dal bronzo all’oro passando per l’argento. Il secondo elemento da considerare è la personalità. Ogni giocatore avrà infatti una determinata personalità, indicata da un simbolo colorato e che potrà essere di tre livelli diversi. Risulterà fondamentale avere in squadra un equilibrio tra le personalità dei giocatori. Una squadra senza giocatori di tipo “Leader” potrebbe faticare sul campo.

Infine, l’ultimo ma fondamentale elemento sono le abilità. Ogni giocatore avrà un vero e proprio albero delle abilità e, tramite gli allenamenti nel corso della stagione, dovremo decidere in quali investire per arrivare a sbloccarle. Esse saranno fondamentali per far crescere il giocatore in vari fondamentali, come ad esempio il calciare i piazzati.

Infine parliamo del cuore del gioco: il nostro allenatore. Anche noi come i giocatori avremo un livello e delle abilità da sbloccare. Nel caso specifico le abilità riguarderanno elementi come la capacità di motivare i giocatori o di gestire le trattative con sponsor e società.

Avremo la possibilità di gestire veramente tutto della nostra società. Le tattiche e la formazioni saranno solo una minima parte. Potremo gestire i rapporti con gli sponsor, osservare la seconda squadra e le giovanili, persino gestire le infrastrutture del club. E avremo anche elementi particolari come le tasse da considerare. A fine anno sarà consigliabile investire i nostri guadagni piuttosto che tenerli fermi nel nostro conto in banca.

E durante le partite avremo funzioni dedicate, come la possibilità di fare discorsi motivazionali prima della partita o durante l’intervallo (sorvoliamo sul doppiaggio di questi momenti che per quanto ilare risulta veramente figlio del doppiaggio videoludico anni novanta). O persino sfruttare metodi non proprio consoni per aiutarci nella partita, come causare un’invasione di campo.

Nel complesso quindi, We Are Football riesce nell’intento di essere un manageriale calcistico accessibile, senza in alcuno modo risultare privo di cosa da fare. Un ottimo risultato che garantisce al gioco un certo livello qualitativo.

Un feeling troppo passato

Arriviamo ora a come si presenta We Are Football. La presentazione generale dell’intero pacchetto.
In generale su questo piano il lavoro svolto è stato discreto. We Are Football offre dei menù ben studiati e soddisfacenti. Il giocatore riesce a navigarli abbastanza facilmente dopo pochi minuti di gioco e le informazioni utili sono ben evidenziate.

In generale anche i modelli degli stadi e delle strutture del club sono soddisfacenti. Giochi di questo genere non ci hanno mai abituato a modelli 3D degni di un FIFA o un PES del resto. We Are Football sotto questi aspetti estetici si afferma tranquillamente sui livelli del genere.

Il gioco cala invece su altri elementi. A partire dalla “messa in scena” delle partite. Non avremo modelli dei giocatori sul campo da gioco, ma bensì solo le loro icone e il pallone che si muove lungo il campo visto dalla linea di fondo. Per quanto risulti comunque più godibile di vedere dei pallini colorati muoversi sul campo, il feeling che restituisce è veramente molto old school.

E questa cosa è comune anche ai menù di gioco. Per quanto prima ne abbiamo elogiato la funzionalità, non possiamo fare altrettanto per l’aspetto visivo. I menù di gioco risultano veramente datati e figli di un altro tempo. Seppur gli sviluppatori abbiano dichiarato che l’intento di We Are Football è quello di restituire il feeling dei manageriali dei primi anni duemila, dal lato estetico avremmo preferito qualcosa di più aggiornato.

Infine, bisogna segnalare che il gioco è assolutamente privo di licenze. Le squadre non avranno divise, stemmi e nomi corrispondenti alla controparte reale. Una problematica effettiva però comune anche al “cugino” più noto e risolvibile con un po’ di pazienza. Il gioco porta con sé, infatti, un editor dal quale è possibile modificare tutti i parametri di squadre e campionati presenti, oltre a crearne di nuovi. Certo non parliamo di un vantaggio del gioco, ma quantomeno il modo di aggirare il problema lo avremo.

Conclusioni

We Are Football è un buon titolo senza alcuno picco e con bassi molto perdonabili. Il gioco di Winning Streak Games nasce con l’idea di offrire un’esperienza accessibile nel mondo dei manageriali calcistici senza rinunciare alla varietà di opzioni, cosa in cui riesce benissimo. Non brilla certo, però, per innovazione e bellezza estetica, limitandosi a essere un buon gioco.
Ne consigliamo l’acquisto? Considerata la presenza dell’italiano e il costo contenuto intorno ai venti euro, è un buon acquisto se siete interessati al genere ma allo stesso tempo spaventati dai mille dati di Football Manager. Se invece siete esperti navigati del genere o, addirittura, già possedete uno dei titoli di casa Sports Interactive, non è il titolo che fa per voi.

VOTO: 7

L'autore

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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