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Biomutant, la recensione: l’open world peculiare di Experiment 101

Biomutant: tra arti marziali e mutazioni genetiche

“Come può un qualcosa di così bello… morire? Una piaga sta devastando queste terre, ma l’Albero della Vita è ancora in piedi, anche se… per quanto?”

Con questo inciso si apre Biomutant, un titolo misterioso, a cura del piccolo studio di sviluppo svedese Experiment 101, sotto l’egida di THQ Nordic. Fin dal suo annuncio, avvenuto quasi 4 anni fa, il titolo ha suscitato curiosità e timori, fino a lunghi periodi di silenzio che hanno generato sospetti sulla qualità dell’ambizioso RPG open world.

L’attesa è finalmente finita. Possiamo confermare che Biomutant esiste davvero ed è finito sul banco di prova per una quantità abbondante di ore di gioco, e siamo pronti a parlarvene di seguito nella nostra recensione.

Guerrieri mutanti

L’alone di mistero che Biomutant si è trascinato per tutto il tempo ha destato in noi una certa curiosità che non provavamo da tempo, facendoci bramare l’avvio del gioco come poche altre cose. Una volta all’interno del titolo, veniamo accolti da una piccola premessa sul mondo di gioco e su ciò che potremo aspettarci dal punto di vista della storia.

La prima azione da intraprendere sarà creare la nostra creatura antropomorfa grazie ad un editor insolito volto ad esaltare le caratteristiche fisiche e le statistiche da gioco di ruolo. Per prima cosa, è necessario scegliere la razza tra un massimo di 6, che definirà l’aspetto e i primi valori tra vitalità, forza, intelletto, carisma, agilità e fortuna. Queste statistiche possiedono ulteriori sottovalori più dettagliati sulle possibilità del personaggio nel mondo di gioco, spaziando dalla possibilità di colpi critici fino all’efficacia della rigenerazione.

Nella fase successiva dovremo scegliere l’inclinazione del personaggio verso una delle caratteristiche sopracitate, con la possibilità di ibridare la tendenza, che inciderà sull’aspetto e sulle statistiche finali di partenza. Successivamente, con il medesimo metodo, dovremo definire la resistenza elementale percentuale del nostro alter ego peloso tra radioattività, contaminazione, freddo e calore. Si passa poi alla scelta dello stile del pelo, tra una serie di striature personalizzabili nel colore primario e secondario con il solo fine estetico.

Biomutant protagonista

Infine, dovremo scegliere una delle 5 classi a disposizione che, oltre a rifinire ulteriormente le caratteristiche iniziali del personaggio, conferiranno abilità peculiari e bonus aggiuntivi in base alla classe scelta. Sarà possibile scegliere tra tiratore, commando, psicofolle, sabotatore e sentinella. Nonostante possiedano dei nomi peculiari per il genere, possono essere ricondotte ognuna ad uno specifico ruolo di un party, come nel più classico dei giochi di ruolo.

Ad ogni modo, la crescita intrinseca all’interno del mondo distopico sarà scandita dalle nostre scelte, che possono tranquillamente valicare quelle iniziali, con la possibilità di creare delle ibridazioni interessanti per una versatilità più marcata, che nel mondo di Biomutant non guasta, essendo spronati il più delle volte ad ammaestrare tutte le arti possibili per un’esperienza più scorrevole e completa. La scelta della classe quindi, non preclude delle possibilità all’interno del mondo, ma delinea solo la partenza del viaggio.

Dopo una sequenza introduttiva dove saremo chiamati ad apprendere le basi del movimento e del combattimento, dovremo scegliere un allineamento karmico tra luce e oscurità, attraverso la manifestazione di due spiriti in eterna discussione tra il bene e il male e in cui noi saremo al centro, interpellati da essi ogni qual volta interagiremo all’interno di dialoghi a scelta multipla o azioni morali.

Biomutant combattimento

Il sistema di karma ideato da Experiment 101 si presenta più intrigante del previsto, con un impatto interessante sul mondo di gioco e i suoi abitanti, che guarderanno con attenzione alle gesta del protagonista. Grazie al sistema di Aura si otterranno dei punti in base alla natura delle azioni compiute e porteranno allo sblocco di relativi poteri Psionici di vario tipo che utilizzeranno il Ki della creatura. Questo indicatore è a tutti gli effetti stamina e mana al tempo stesso, che sarà possibile sfruttare per le azioni di combattimento, tra parate, rotolate e gli stessi poteri dagli effetti più disparati.

Il mondo di Biomutant

La fuga dal Bunker 101 aprirà al nostro protagonista l’intero mondo di Biomutant, diviso in biomi con al centro l’Albero della Vita, fulcro dell’esistenza terrena dopo un disastro biologico a carico dell’industria Toxanol del Mondo che Fu, ovvero il passato popolato da umani, certificato dai reperti di uso comune scovabili tra le macerie urbane presenti tra la natura che ha preso il sopravvento.

Il pianeta è cambiato, e le forme di vita hanno subito dei cambiamenti, adattandosi al nuovo e frammentato ambiente. La creatura stessa che controlleremo dovrà adattarsi al nuovo tempo, partendo da un passato raccontato attraverso dei flashback che è andato perduto. Quelle immagini servono a ricordare ciò che eravamo, ma il corso del destino risiede nel presente che decideremo di plasmare attraverso le nostre azioni.

Biomutant mondo

In tale frangente, il nostro obiettivo sarà quello di allearci con una delle tribù del luogo proposte da Biomutant, ognuna con degli obiettivi specifici da assecondare, e sconfiggere i 4 Mangiamondo che attentano all’Albero della Vita, in vere e proprie battaglie boss dalle forme imponenti. Ogni azione nei confronti di questi organi che governano la nuova terra può portare a risvolti diversificati e impattanti sul mondo di gioco, convergenti infine sui diversi finali disponibili.

Il destino, quindi, è nelle mani del giocatore dall’inizio alla fine, anche se qualche contraddizione e forzatura nello svolgimento della narrativa, in base anche al path scelto, sono presenti. Nonostante ciò, i dialoghi mutabili in base all’Aura sono davvero interessanti, anche a fronte di personaggi ben diversificati e strambi che non esiteranno a raccontare la loro storia all’alter ego del giocatore, ma che potrebbero non assecondare alcune richieste se colui che hanno davanti non li convince, cercando di strappare qualche informazione in più sulle scelte fatte fino a quel momento, valutandone del possibile pentimento.

Come abbiamo detto, l’adattamento in Biomutant è fondamentale per la sopravvivenza, motivo per cui sarà possibile mutare, grazie a punti accumulabili dedicati che è possibile ottenere sconfiggendo nemici specifici o attraverso dei bio-contenitori disseminati per la mappa. Le mutazioni conferiranno particolari poteri biologici e resistenze agli elementi, adatte per esplorare le zone più impervie della mappa, che nascondono bottino di alta qualità, recuperabile grazie anche ad alcuni veicoli che permetteranno di muoverci dove a piedi sarebbe impossibile, come acquitrini e zone morte.

Biomutant mutazione

In tal senso, nel vasto mondo di Biomutant, saranno presenti, oltre alle strutture del tempo passato in cui apprendere facoltativamente la storia prima del disastro contaminante, diverse zone peculiari e dungeon, con talvolta dei semplici rompicapi di varia natura, in cui recuperare un numero variabile di oggetti, utili per molti scopi, tra cui il crafting. Quest’ultimo è una componente preponderante dell’esperienza post apocalittica, in cui sbizzarrirsi nel mettere insieme componenti e rottami per dare vita ad armi e armature uniche per rarità e bonus peculiari, personalizzabili e potenziabili, con la possibilità di aggiungere accessori, che aggiungano magari effetti elementali o incrementino ulteriormente i valori tipici.

In questo frangente, Biomutant mette a disposizione del protagonista mutante diversi stili di combattimento che andranno alternati per ottenere la massima efficacia negli scontri con le altre creature ostili, talvolta grottesche, che popolano il mondo. Sarà possibile effettuare attacchi ravvicinati, con armi a una mano, due, o doppie armi a una mano, in salto o via terra, o dopo uno scatto, oppure ancora optare per le armi da fuoco di diverso tipo, anch’esse a una mano o due, o singole per ambedue le zampe. Combinare ogni movimento con l’arsenale, e unirlo eventualmente anche a qualche potere Psionico, darà il via a una spirale d’azione alquanto spettacolare, non senza un po’ di legnosità nel corpo a corpo e qualche imprecisione nei colpi.

Biomutant mostro

Le variabili che è possibile sfruttare nell’assemblaggio delle armi di Biomutant, soprattutto quelle da fuoco, sono così tante che è raro trovare dei pezzi uguali tra loro, incentivando la ricerca di componenti per creare l’arsenale dei sogni. Sconfiggendo le minacce e non solo, sarà possibile accumulare esperienza e salire di livello, sbloccando punti da investire sulle statistiche del personaggio e altri da utilizzare nella crescita combattiva, divisa in sezioni in cui poter apprendere combo bonus e speciali, migliorando l’efficacia di profili specifici di combattimento.

Dio disse Wung, e Wung-Fu

Il protagonista è stato un adepto del Wung-Fu, una disciplina che non ha dimenticato affatto e che è possibile sfruttare nelle combo tradizionali per effettuare attacchi particolari e più potenti. Effettuare tre combo di Wung-Fu, alternandole, innescherà la possibilità di accedere al super Wung-Fu, uno stile di combattimento potente dalla breve durata che metterà a disposizione del giocatore alcune mosse uniche, capaci di sgominare gli avversari in pochi secondi. Le opzioni di combattimento sono dunque molteplici, e si amalgamano in un turbine di azione frenetica generata dalla combinazione di ogni singola meccanica del combat system.

I bersagli vengono acquisiti automaticamente davanti al protagonista, e spesso la precisione di alcune mosse viene meno, risultando assente la possibilità di bloccare la telecamera sui bersagli singoli, ma questo non ferma un buon sistema di combattimento, che sarà messo alla prova in diversi contesti, e contro diversi bersagli, tra creature antropomorfe piccole e grandi, e animali selvatici più massicci, peccando in una certa varietà nel lungo termine, che si rifletterà anche sulle attività a cui potremo prendere parte.

Biomutant combat

Ad esempio, se si sceglierà di intraprendere un preciso path, saremo chiamati a conquistare gli avamposti delle tribù nemiche, grazie a una serie di combattimenti e sfide per penetrare le difese del relativo forte, culminando la conquista con l’eventuale scontro o trattativa con il rispettivo Sifu (capo). Un iter che tende a ripetersi nonostante talvolta varino le modalità. Questo non vale per i Mangiamondo, contro i quali dovremo servirci di strumenti speciali che dovremo costruire e utilizzare allo scopo, in vere e proprie boss fight con più fasi dedicate che sanno mettere il giocatore alla prova, proponendo degli scenari diversi.

Insomma, la mole contenutistica dell’open world messo a disposizione da Biomutant è davvero imponente, il tutto regolato dai dialoghi a scelta multipla in cui il sistema del karma lo fa da padrone, con molte occasioni durante le esplorazioni per intervenire in tal senso, il tutto all’insegna del ruolismo puro che permette al giocatore di avvertire la crescita sequenziale del proprio alter ego peloso. Una certa filosofia sulla vita, poi, viene filtrata a più riprese dai dialoghi degli NPC, lanciando spesso messaggi importanti sull’esistenza e sulla semplicità delle cose, interpretati da un narratore esterno che occupa l’audio parlato del gioco, che accompagnerà le gesta del protagonista nel bene e nel male, rimanendo imparziale sulle decisioni prese e instradandolo in ogni momento come uno spirito guida.

All’interno del coloratissimo mondo saremo dunque chiamati a completare missioni principali relative alle tribù e all’Albero della Vita, condite da un vasto numero di missioni secondarie di vario tipo che spesso ci verranno incaricate dagli NPC, alcuni dei quali potranno essere interpellati circa dei luoghi segreti sulla mappa. Tuttavia, vale la pena notare che la maggior parte degli incarichi possiedono la medesima struttura, con poche variabili degne di nota, mancando di una certa profondità e scadendo spesso nella ripetitività. Indubbiamente il protagonista indiscusso rimane l’overworld di gioco, colmo attività, punti di interesse, eventi inaspettati, mercanti, villaggi, creature e zone abbandonate da esplorare con tantissimo loot da reperire, rendendo la navigazione tra le lande piuttosto piacevole, alla scoperta costante di elementi nuovi e scorci interessanti.

Biomutant villaggio

Il numero di contenuti di Biomutant tende a compensare la mancanza di profondità generale dell’esperienza, e l’impatto ruolistico concreto sul mondo di gioco, insieme alla crescita personale, riesce ad intrattenere egregiamente, a fronte di una narrativa semplice che sa incuriosire, senza osare troppo e lasciando al giocatore pieno controllo sulle scelte e sul comportamento del proprio alter ego, che ci farà sentire davvero all’interno del contesto e che potrà sfruttare diversi mezzi per raggiungere degli scopi, trovandosi in situazioni davvero interessanti nei momenti clou dell’avventura, definendo l’epilogo del gioco.

Tecnica e grafica di Biomutant

Biomutant non è esattamente un mostro della tecnica, sebbene riesca più volte a lasciare buone impressioni. Realizzato in Unreal Engine 4, il titolo si presenta come un prodotto grezzo il più delle volte, e anche un po’ sporco graficamente, capace però di scorci magnetici per quanto in balia di una certa staticità ambientale, ma funzionale in tutti i suoi aspetti, concretizzando la visione dei suoi sviluppatori, dei quali è possibile scorgere la passione all’interno del progetto post apocalittico durante le sessioni di gioco.

Il riciclo degli asset per quanto riguarda gli interni delle strutture è piuttosto evidente a più riprese, togliendo un po’ di stupore estetico alla progressione e dando il meglio di sé negli spazi più aperti, con una modesta quantità di biomi vari e ben realizzati in cui potremmo muoverci come preferiamo, all’insegna di una direzione artistica volutamente multiforme, tra il cartoon e il caricaturale.

Biomutant ambiente

Alcune texture risultano più definite di altre e indubbiamente quelle relative agli ambienti risaltano maggiormente rispetto ai personaggi che li abitano, che non vantano di un’estetica esattamente accattivante, specialmente se parliamo delle bestie selvatiche, con un grado di definizione decisamente basilare. Qualche bug e talvolta compenetrazioni con superfici e imprecisioni della telecamera fanno la loro comparsa, ma non compromettono l’esperienza, che anzi si dimostra alquanto solida e divertente per un gran quantitativo di ore se si vuole sviscerare ogni radice dell’Albero della Vita e i territori limitrofi.

La nostra prova si è svolta su un PC di fascia medio-alta e l’ottimizzazione non è risultata proprio brillante, costretti ad intervenire sulla qualità generale per ottenere un frame-rate più stabile in tutte le occasioni. La colonna sonora unita al contesto post-apocalittico, avvalorato dall’aura contornante dell’arte marziale, è risultata azzeccata e catartica, e il doppiaggio in italiano dei testi a cura del narratore ci è parso all’altezza, sebbene la ripetizione di alcuni concetti durante l’esplorazione possa risultare ridondante, nonostante si possa intervenire in tal senso attraverso le numerose impostazioni. Anche, e soprattutto, il doppiaggio degli spiriti di luce e oscurità in contesa costante per la direzione karmica del protagonista ci è parso estremamente azzeccato, creando un dualismo teatrale degno.

Biomutant terza persona

Nel complesso, il lavoro di adattamento ci è parso all’altezza, anche a fronte di una grande quantità di testi, specialmente per quanto riguarda i tanti menù a disposizione del giocatore, tra creazione di attrezzature e crescita della creatura. Viaggiare a dorso di creature o mezzi improvvisati, in balia del ciclo giorno notte e del meteo dinamico, è un’esperienza davvero piacevole e per immortalare i momenti più interessanti dell’avventura, è disponibile la modalità foto con la quale fermare la scena e assestare la telecamera per lo scatto perfetto, che sia per un panorama o per un’azione altamente scenica di combattimento.

Sarà altresì possibile ricominciare il gioco grazie al new game plus, che permetterà di rivivere la storia mantenendo le abilità e l’equipaggiamento, resettando gli altri progressi relativi a fazioni e altri aspetti narrativi e relazionali, potenziando i nemici. Biomutant in tal senso, offre tre gradi di difficoltà, intercambiabili in ogni momento dell’avventura, ed è possibile affermare una certa semplicità a ‘normale’ una volta assimilate tutte le meccaniche di gioco. Alla morte, i caricamenti, almeno nel nostro caso, si sono presentati piuttosto lunghi, lodando tuttavia l’assenza di schermate di caricamento nel mondo di gioco durante la navigazione, che favorisce il ritmo d’esplorazione delle varie aree di Biomutant.

Conclusioni

Biomutant è un titolo particolare, ampio, genuino e una scommessa in larga parte vinta da Experiment 101, che riesce a portare la propria visione ruolistica su console e PC, tuttavia non senza qualche imprecisione di natura tecnica e concettuale. In un mondo vasto e pieno di cose da fare, è facile scadere nella ripetitività di alcune situazioni che fanno perdere di mordente la progressione, scandita d’altro canto da uno sviluppo da gioco di ruolo di tutto rispetto, che mostra una mole contenutistica importante unita alla fantasia del setting magnetico. La mancanza di profondità complessiva di Biomutant e di un comparto tecnico propriamente al passo con i tempi viene compensata dal gameplay, frenetico e colmo di opzioni nell’approccio, che, unito al sistema di karma ideato dalla software house svedese, riesce a rendere il giocatore davvero protagonista del destino di un mondo, plasmando integralmente se stesso e l’epilogo di una storia essenziale.

Se siete alla ricerca di un prodotto che punta tutto sul gameplay da gioco di ruolo action, integrando un sistema di crafting articolato e vario, pieno di possibilità d’azione in termini puramente ludici e di scelta, con tutta una serie di contenuti ben amalgamati e contestualizzati in un mondo colorato ed esteticamente forte, con una direzione artistica semplice ed eclettica abbracciata da tante attività da intraprendere non troppo varie, allora Biomutant potrebbe fare al caso vostro, rappresentando un’ambiziosa pietra grezza nel panorama, il quale riesce a proporre una ventata d’aria fresca per il genere sotto certi punti di vista. Citando la parte finale dell’inciso di apertura del titolo:

“Questa è una storia dall’inizio insolito… quindi aspettiamoci un finale altrettanto stravagante.”

VOTO: 7.5

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Mirko Proietti

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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