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Subnautica Below Zero, recensione PS5 – Un ritorno tra i ghiacci

Subnautica Below Zero, copertina

Subnautica Below Zero giunge finalmente su console ed ecco cosa ne pensiamo

Per tutti gli amanti del genere survival una delle sorprese più grandi degli ultimi anni è stato senza dubbio Subnautica. Il titolo lanciato nel 2018 da Unknown Worlds ci ha gettati in un’avventura su un pianeta alieno, sviluppando il gameplay totalmente nelle profondità dell’oceano. 

E dopo il successo di quel primo capitolo così amato per le sue atmosfere e la sua direzione artistica, il team di sviluppo americano ha deciso di regalarci un nuovo capitolo di questa serie, Subnautica Below Zero. Un sequel che evolve la formula e la migliora.

Dopo essere stato in accesso anticipato su PC negli ultimi due anni, Subnautica Below Zero è pronto ad arrivare completo sia su PC che su console il 14 maggio 2021. Noi abbiamo avuto la possibilità di provare la versione PS5 del titolo e questa è la nostra recensione. Cominciamo!

Alla ricerca della verità tra i ghiacci

L’inizio della nostra avventura regalerà un forte déjà vu a coloro i quali hanno giocato il primo capitolo. Anche in questo caso, infatti, all’inizio della nostra partita ci schianteremo su un pianeta alieno. Ma con una grande differenza: sul pianeta 4546B ci siamo giunti di nostra spontanea volontà. E, rispetto al passato, questo pianeta ci offrirà molto più tempo sulla terra ferma.

In Subnautica Below Zero prenderemo il ruolo di Robin Ayou, una xenologa arrivata sul pianeta con l’intento di fare luce sulla scomparsa di sua sorella, impiegata della Alterra (compagnia nota ai vecchi giocatori). Una scomparsa avvenuta in modo misterioso, con l’Alterra che ha cercato di archiviare il tutto con troppa fretta.

Subnautica Below Zero

Da questa premessa parte il viaggio di ricerca e sopravvivenza della nostra protagonista, un viaggio molto più emotivo e “umano” rispetto a quanto vissuto nel primo capitolo. Grazie all’incontro con determinati personaggi, messaggi audio ritrovati e la scoperta di nuovi indizi in questo capitolo tendiamo a sentirci meno soli in alcune fasi della narrazione. Ma tranquilli, solo in alcune.

La durata della trama si attesta intorno alle 14 ore di gioco, ma la longevità totale della vostra partita potrà variare decisamente a seconda di quanto deciderete di esplorare e approfondire il titolo. Perché seppur la narrazione sia ottima e supportata anche da un doppiaggio inglese eccellente (i testi sono interamente in italiano), rappresenta più un binario per guidare lungo il focus di Subnautica Below Zero: l’esperienza di sopravvivenza.

Squadra che vince non si cambia, ma si migliora

L’esperienza di sopravvivenza offerta dal primo capitolo era estremamente soddisfacente. E grazie a un gameplay ancora più vario e alcune revisioni Subnautica Below Zero risulta un miglioramento senza dubbio. Ma se avete intenzione di dedicarvi solamente all’esplorazione di ambienti e trama il titolo vi offre diverse modalità: oltre alla classica e quella con una sola vita disponibile, abbiamo anche una sopravvivenza “addolcita” dove non preoccuparsi di cibo e liquidi, o persino una modalità creativa.

Ora, partiamo dall’aggiunta maggiore di questo titolo, capace di ampliare le nostre possibilità: il gameplay sulla terraferma.
Per quanto anche nel primo capitolo vi fossero fasi dove si potevano mettere i piedi a terra, erano tutte per lo più ristrette a porzioni della trama principale, senza offrire un vero e proprio gameplay terrestre.

Subnautica Below Zero

In Subnautica Below Zero invece il team di sviluppo ha elaborato un vero e proprio impianto ludico dedicato alla superficie. A partire dall’inserimento di un nuovo parametro di sopravvivenza: la temperatura. Come nelle fasi acquatiche dovremo tenere conto dell’ossigeno, così nelle nostre esplorazioni tra i ghiacci del pianeta dovremo fare attenzione alla nostra temperatura corporea. Un’esposizione troppo prolungata al gelo ci porterà all’ipotermia e alla morte.

Per evitarlo (o meglio prolungare la nostra resistenza) avremo accesso a diverse risorse tra cui pezzi di equipaggiamento dedicati, flora endemica capace di riscaldarci o grotte e geyser di vapore. O ancora, salendo in sella alla nostra moto.

Per rendere più rapida e interessante l’esplorazione dei ghiacci è stata inserita la Snowfox, una moto fluttuante con cui spostarci. Mentre saremo in sella, infatti, non dovremo preoccuparci della temperatura dato che non scenderà. Dovremo però fare attenzione al rumore provocato dal motore della nostra moto, dato che attirerà le creature della zona, pronte ad attaccarci. Ma come tutti i veicoli del gioco, anche la Snowfox può contare su diversi potenziamenti, tra cui quello per il motore.

Subnautica Below Zero

Per quanto riguarda il gameplay marino, i cambiamenti sono stati pochi e più di rifinitura. Il lato di crafting e di costruzione delle basi marine è rimasto invariato, con giusto l’aggiunta di nuovi oggetti e strumenti (tra cui l’utilissimo Rilevatore di minerali).

A subire il cambiamento maggiore sono stati i veicoli, ora “ridotti” in un unico veicolo modulare, il Seatruck.
Questa nuovo mezzo è appunto modulare ed è quindi componibile con diverse parti. Abbiamo la parte principale, che è la nostra cabina di guida e altri moduli di vario tipo. Passiamo dal modulo per l’inventario a quello per dormire, fino a quello per agganciare la Muta Prawn (che fa il suo ritorno).

Una scelta che abbiamo gradito, dato che semplifica la gestione dei veicoli riducendo il tutto a un singolo veicolo che ci permette di scegliere quali moduli portarci dietro a seconda delle esigenze o della velocità necessaria. Fuggire da una creatura con 3-4 moduli attaccati non è esattamente cosa semplice.

Direzione artistica da applausi, anche su console

Arriviamo ora alla direzione artistica del titolo, che, come per il primo capitolo, è ciò che permette a Subnautica Below Zero di non limitarsi all’essere un buon gioco ma lo innalza a gioiello del genere survival.

Se gli ambienti glaciali della superficie risultano ben realizzati ma privi di particolare ispirazione, gli ambienti marini sono invece variegati, sia per conformazione che per colori e ampiezza, nonostante l’ampiezza generale della mappa sia decisamente più ridotta rispetto al primo capitolo. Passeremo dagli ambienti più vicini alla superficie colorati e pieni di vita agli abissi più profondi scuri, angusti e pieni di minacce. Il tutto coadiuvato da un comparto audio da applausi

Le musiche di gioco accompagnano perfettamente l’esplorazione dei fondali per poi sparire al momento giusto e lasciare spazio ai soli suoni ambientali. I suoni dell’acqua e dei suoi abitanti, capaci di regalare atmosfere anche inquietanti. Quelle stesse atmosfere che hanno portato il primo capitolo a essere considerato da molti come un horror mancato.

Subnautica Below Zero

Una direzione artistica che fortunatamente riceve giustizia anche nella versione console da noi provata. Il gioco offre due modalità, una dedicata alle performance e una alla qualità. La prima offre un 4K con 60 FPS (a dire il vero non sempre granitici), mentre la seconda si ferma a 30 FPS in virtù di una definizione ancora migliore nei dettagli. Onestamente, il miglioramento grafico in modalità qualità non giustifica la rinuncia ai 60 FPS.

Molto interessante l’utilizzo che è stato fatto del DualSense PS5 invece. Oltre a una configurazione dei comandi migliorata rispetto al primo capitolo, vengono sfruttate le funzioni del console di casa Sony. Il feedback aptico ci permette di avere un’indicazione più precisa degli urti, molto utile quando ci si muove con il Seatruck in spazi angusti. I grilletti adattivi invece sono stati usati per dare maggiore spessore a diverse azioni, come ad esempio l’utilizzo dello strumento di riparazione. 
Per quanto gradite comunque, non parliamo di funzioni così impattanti da rendere la versione PS5 un gradino sopra le altre.

Conclusioni

Subnautica Below Zero è un seguito eccellente del già ottimo primo capitolo. Nonostante la grandezza della mappa ridotta e la durata della trama potrebbero non farlo percepire pienamente come un sequel (similmente a quanto accaduto a Spider-Man: Miles Morales), Below Zero è un capitolo ottimo, che prende la formula del primo capitolo e la migliora sotto alcuni aspetti, senza dimenticarsi di innovare, offrendo per la prima volta un vero gameplay terrestre.

Il porting su PS5 ci ha invece soddisfatti a metà. Se da un lato il DualSense è stato integrato soddisfacentemente per un titolo multipiattaforma, l’instabilità del framerate in modalità performance ci ha un po’ fatto storcere il naso. Speriamo possa essere risolto con patch post lancio.

Ma se siete appassionati di sopravvivenza e avete voglia di immergervi in un’avventura capace di offrirvi un’ambientazione memorabile, Subnautica Below Zero è un gioco da vivere assolutamente.

VOTO: 8

L'autore

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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