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Cerbero Podcast e il Botgate di Twitch

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Una delle ultime live del Cerbero ha fatto luce sul fenomeno dei bot che consentono di gonfiare le visualizzazioni dei propri canali

Il botting dei canali Twitch consente di farsi notare sulla piattaforma. Un creator con pochi spettatori non sarà mai trovato e non finirà mai in home page.

Un canale che ha 100 o più spettatori ha invece più probabilità di finire in evidenza e che sia trovato da un utente che sta navigando sulla piattaforma. Si tratta quindi di una forma di concorrenza sleale tra canali a scapito di chi non botta.

Il Cerbero quindi ha passato in rassegna tutti i network italiani che raccolgono la totalità dei creator nostrani in un periodo di 30 giorni, nello stesso lasso di tempo in cui Twitch stava prendendo determinate misure per buttare giù i bot che infestavano la piattaforma.

Questo si è tradotto in una comparazione tra i follower posseduti da un determinato canale prima e dopo gli interventi di pulizia fatti da Twitch.

Si è notato come determinati canali hanno perso oltre 20.000 follower nel periodo incriminato.

In seguito è stata spiegata la differenza tra bot viewer, bot follower e bot follower-viewer, oltre che svelare ai più la presenza dei bot madre: si tratta di canali che non vengono considerati come bot perché hanno al loro interno false clip e false live, ma che nascondono tra i propri follower solo bot. Si tratta quindi di “contenitori” per bot da utilizzare al momento opportuno senza contaminare il profilo stesso con bot. 

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La griglia che hanno fatto vedere durante la live evidenzia che sono molte perdite in determinati giorni, in concomitanza con gli interventi di pulizia effettuati da Twitch. Ciò permette di vedere alcune incongruenze ed è stato il punto di partenza che ha portato poi a trarre alcune conclusioni.

Infatti il solo fatto che un canale abbia visto i suoi follower ridotti non significa che usava in prima persona dei bot per accrescere le sue visualizzazioni. Si poteva trattare anche di bot utilizzati da altri ai danni del creator ignaro.

Successivamente si è parlato dell’iniziativa IO NON MI BOTTO, gestita dai vari network e indirizzata ai proprio creator per disincentivare questa pratica.

A questo punto si è trattato un argomento spinoso: l’embedding.

Ovvero quella pratica che consente di creare una finestrella con lo streaming in play su un sito web esterno. Chi accede a quel sito non vedrà mai la live ma risulterà ugualmente come spettatore.

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Twitch consente l’embedding e il motivo è presto detto: per aumentare il proprio valore di mercato e vendersi meglio agli investitori. Avere più traffico (anche se si tratta di numeri gonfiati) consente di avere più appeal nei confronti dei mercati e degli investitori.

Ci sono state poi delle considerazioni particolari in merito alla home di Twitch (che è praticamente un embedding di Twitch stesso in favore e a scapito di determinati canali) e si è parlato di alcune dinamiche che riguardavano i canali di Ninja e Shroud

Per recuperare le queste informazioni e tutte le statistiche relative ai vari bot e defollow dei diversi creator vi invitiamo a recuperare la live completa cliccando qui (solo per gli abbonati) o aspettando che venga caricata su YouTube.

Cosa ne pensate di questa live del Cerbero sul fenomeno del botting su Twitch? L’averte seguita? Ditecelo nei commenti!

 

 

 

 

 

L'autore

Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo.

Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.

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