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Parasite in Love | Recensione

Abbiamo letto Parasite in Love, l’ultima storia strappalacrime di Sugaru Miaki.

Parasite in Love è un manga tratto da una light novel, la cui storia è nata dalla mente di Sugaru Miaki, già conosciuto per I Sold My Life for Ten Thousand Yen per Year (trovate la recensione qui). I disegni sono stati realizzati da Yuki Hotake. In Italia l’opera è stata portata da J-Pop il 21 aprile 2021.

Quante volte il contesto in cui siamo ci fa sentire degli emarginati. Quante volte ci sembra che il posto dove ci troviamo non è quello giusto per noi. Quante volte vediamo negli altri le capacità che ci mancano per vivere in questo mondo.

Se non vi è mai capitato di sentirvi così, allora non vi sarà semplice empatizzare con i protagonisti di Parasite in Love. Ma se, almeno una volta, avete provato quel senso di solitudine che ci assale quando vediamo l’intero universo scorrere in direzione opposta alla nostra, allora le emozioni dei protagonisti, Kengo Kosaka e Hijiri Sanagi, vi arriveranno dritte al cuore.

Due persone disturbate

Kengo Kosaka è un 30enne disoccupato, mentre Hijiri Sanagi una 17enne che ha abbandonato gli studi. Entrambi, in preda a disturbi alquanto problematici, sentono la vita davvero difficile.

La germofobia di Kengo lo ha rinchiuso in una barriera che gli impedisce il contatto col prossimo, a causa di tutte le protezioni e le paranoie che ne conseguono. Persino toccare un oggetto passato per le mani di un’altra persona o  mangiare all’aperto costituiscono un estremo atto di coraggio per lui.

Sanagi non è da meno: la sua paura di incrociare gli sguardi altrui le impedisce di passare il tempo in luoghi molto frequentati.

Con l’attuale pandemia mondiale in corso, empatizzare con Kengo Kosaka non dovrebbe essere difficile: creare continuamente barriere nei confronti degli altri per metterci al sicuro è una cosa a cui, purtroppo, ci stiamo abituando. Ma immaginate non avere nessuno a casa con cui poter togliere la mascherina, vivere in una situazione di perenne solitudine solo per essere certi di non diventare infetti.

Se con lui la paura degli altri viene sublimata dal lettore in paura della solitudine, con Sanagi si avverte proprio l’opposto: la paura degli altrui sguardi, quel costante timore di essere visti, giudicati, magari anche disprezzati, per quello che siamo.

L’incontro tra i due è subito sintonia: due persone che di certo non possono avere pretese dagli altri, che non possono che rispettare le paure dell’altro, nella speranza di veder accettate le proprie. Nonostante la differenza d’età, nonostante i problemi, Sanagi e Kengo sembrano provare qualcosa l’uno nei confronti dell’altro.

Le espressioni meste e cupe che all’inizio erano le uniche sulle pagine dei volumi, procedendo con la lettura si alternano a sorrisi non del tutto pronunciati, ma che iniziano a sembrare tali. Nel loro universo, Sanagi e Kengo stanno bene, insieme. Possono aiutarsi a vicenda, possono abbassare la guardia, tra di loro.

La ritrovata serenità non è destinata a durare, purtroppo. Il loro amore viene messo in discussione dalla possibile presenza di parassiti nel loro cervello, parassiti che hanno il potere di condizionare le persone. L’espediente narrativo è davvero eccezionale: la sofferenza del lettore è maledettamente opprimente nel passaggio da una tenera e felice situazione a un’improvvisa tristezza.

La verità può fare male

L’autore vuol dare questa mazzata proprio a noi. Un conto è leggere le vicende di una persona che sta già male, che soffre sin dall’inizio. L’impatto della perdita di ciò che si è conquistato con fatica e impegno, invece, ha ben altro spessore. Se già si ha la sensazione di non avere proprio sotto controllo la propria vita, cosa si potrà provare  a non potersi fidare nemmeno dei propri sentimenti? E poi, la presenza dei parassiti basterebbe a rendere falso il loro sentire?

Ma, soprattutto, sarà presente nei ragazzi la voglia di liberarsi di quei parassiti?

Mentre alcuni misteri vengono svelati al lettore, il suo cuore trema al pensiero che i loro sentimenti possano essere una bugia. Il suo cuore è in una morsa terribile esattamente come quello dei protagonisti.

I dettagli dei disegni sia negli sfondi che nell’anatomia dei corpi e dei vestiti, godibili ma non eccessivamente accurati, sono adatti a narrare una storia in cui chi legge deve fare i conti con ciò che ha dentro. Le ombre dei personaggi rappresentano quel tocco finale che rende l’opera un piacere anche per gli occhi.

Conclusioni

Parasite in Love è una lettura consigliata a chiunque ami le storie strappalacrime. Anche chi sente di non aver trovato il proprio posto del mondo e ama focalizzarsi sul lato melodrammatico della vita troverà nel manga ottimi spunti di riflessione e commozione. Se avete amato I Sold My Life for Ten Thousand Yen per Year, allora non potete lasciarvelo sfuggire.

L’edizione, portata da J-Pop, di 3 volumi in un cofanetto è molto carina. Ovviamente, è possibile acquistare i volumi anche singolarmente.

Parasite-in-Love

Link all’acquisto

Se volete leggere altre recensioni di Anime&Manga le trovate qui.

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Giovanni Parisi

Giovanni Parisi

Laureato in Ingegneria Chimica, aspirante professore alla Great Teacher Onizuka, esploratore di universi di fantasia, illuso sognatore, idealista, cinico a tratti. Ma ho anche dei pregi.

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