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Il Codacons contro Fedez e la Rai: «Presenteremo un esposto per pubblicità occulta»

Continua la querelle tra il Codacons e Fedez

Dopo le vicende che avevano in passato contrapposto il cantante e sua moglie all’associazione dei consumatori, la polemica sull’intervento di Fedez al Concertone del primo maggio hanno riacceso le diatribe con il Codacons che, questa, volta, ha annunciato di voler fare esposto per pubblicità occulta sul palco.

A onor del vero bisogna comunque dire che in questo caso specifico il Codacons non si sta scagliando direttamente contro Fedez, ma contro la Rai, contestando alla tv di Stato «due circostanze gravissime».

Nel comunicato si legge che: 

La prima è l’ingiustificabile tentativo di censura che la Rai ha opposto all’intervento del rapper, la seconda è l’immensa pubblicità occulta ad una marca sportiva fatta dal palco del concertone attraverso lo stesso Fedez, in palese violazione delle norme a tutela dei consumatori

Il Codacons poi continua affermando:

Presenteremo domani un esposto ad Antitrust e Commissione di vigilanza Rai affinché sia aperta una inchiesta volta a sanzionare chi ha permesso a Fedez di realizzare, attraverso il concerto del primo maggio e gli schermi Rai, un mega spot pubblicitario a favore della Nike, di cui il rapper indossava un cappellino con il marchio ben in vista.

L’associazione dei consumatori conclude poi criticando la Nike che «è stata più volte associata al fenomeno dello sfruttamento del lavoro in paesi sottosviluppati, e la pubblicità al marchio ad opera di Fedez è avvenuta nel corso di un evento dedicato proprio alla difesa dei diritti dei lavoratori»

Sulla vicenda era intervenuto anche Matteo Salvini che, dopo le precedenti polemiche con Fedez, aveva scritto sul proprio account Instagram:

fedez salvini

Alla faccia del divieto di pubblicità in Rai…
Comunque…
Adoro la Libertà.
Adoro la musica, l’arte, il sorriso.
Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole.
E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge.
È già così, per fortuna.

Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così.
Reinvito #Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti.

Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono.
Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo.

Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo.

#concertone #1maggio

 

 

 

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Gabriele Pati

Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo. Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.

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