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Spopolano gli NFT: cosa sono, come funzionano e perché sono importanti

Questo articolo vuole proporsi come una guida for Dummies riguardante gli NFT o Non-Fungible-Tokens, asset crittografici che in queste settimane stanno diventando particolarmente noti su Internet per vari motivi. Jack Dorsey, CEO di Twitter, sta vendendo il suo primo Tweet come NFT; deadmau5 ha venduto sticker animati digitali come NFT; Logan Paul ha venduto una sua carta Pokémon personalizzata a 17.000 Dollari come NFT.

La lista potrebbe continuare all’infinito, ma la domanda resterebbe la stessa: che cosa sono? O ancora, sono utili? Servono a qualcosa? Posso farli anche io? Posso vendere l’immagine di una spinacina come NFT? Rispondiamo a tutti questi quesiti con calma, in modo semplice.

NFT: una breve definizione

Innanzitutto, definiamo Non-Fungible-Token partendo dalla differenza con la criptovaluta: quest’ultima, ovvero Bitcoin, Ethereum o anche il tanto amato Dogecoin, è un asset (un bene di proprietà che può essere monetizzato e usato per pagare debiti) che esiste in una sua blockchain (struttura dati condivisa e “immutabile”, una sorta di registro digitale le cui voci sono raggruppate in “blocchi” protetti da crittografia) e può passare da una persona a un’altra, sebbene non si tratti di una moneta fisica. Insomma, la criptovaluta è come un soldino reale.

Dogecoin criptovaluta

Il token, invece, viene creato su una blockchain esistente (la più comune è Ethereum, che crea token ERC-20) come asset dal codice di identificazione univoco e dunque non utilizzabile in scambi equi come nel caso delle criptovalute.

Mentre, infatti, un Bitcoin può essere scambiato per un altro Bitcoin restando in equivalenza sebbene il codice sia diverso, un token di questo tipo funziona come una carta Pokémon collezionabile che, in base alle sue variabili, può essere definita unica. Per esempio, un Charizard prima edizione PSA 10 con la firma del disegnatore dell’illustrazione non può essere uguale a una carta “identica” perché magari il disegnatore ha fatto un disegnino sulla firma.

Insomma, un NFT è un asset del mondo della crittografia che esiste in tale blockchain e non può essere replicato in alcun modo, ergo è unico nel suo genere e non ha altri asset dallo stesso valore. Per il resto, esattamente come un Bitcoin contiene al suo interno metadati e altre informazioni per assicurarne autenticità e proprietà di un certo individuo, e viene conservato in un portafoglio digitale.

La differenza sta nelle proprietà del token, che non è interoperabile, è indivisibile, indistruttibile e verificabile.

L’origine degli NFT

I primi NFT trovano la loro origine nei “criptogatti”. Sì, avete letto bene: lanciati nel novembre 2017, questi criptogatti sono la rappresentazione digitale di gatti sotto forma di token Ethereum univoci, ognuno di essi ha un suo costo e possono riprodursi tra loro…creando altri criptogatti univoci dal valore anche di 100.000 Dollari.

Nato come un gioco, questo fenomeno ha dato origine all’intera realtà odierna dei Non-Fungible-Tokens, che hanno preso altri gatti come il Nyan Cat e li hanno resi NFT. Ma a diventare token sono stati anche video, GIF, file jpeg, mp3 e tanti altri oggetti reali e digitali. Ma onestamente, tutto questo ha un senso?

Criptogatto NFT Non-Fungible-Token

Questo gatto vale 150.000 Dollari…eh già.

L’utilità degli NFT

Un token di questo tipo può avere utilizzi diversi: per esempio, può essere associato in maniera univoca a un pezzo d’arte come quelli citati sopra, o momenti storici come la nascita di Twitter, o addirittura case in luoghi esotici. Un NFT può infatti essere usato per rappresentare un oggetto reale che, alla vendita del token, fa diventare tale oggetto di proprietà dell’acquirente.

Il vantaggio di questa tecnologia, in primis, è la riduzione della probabilità di frode, o anche l’aumento dell’efficienza del mercato in quanto converte un asset fisico in digitale e rimuove gli intermediari dalla transazione facilitandone lo svolgimento tra due individui: un artista, per esempio, può mettere all’asta un suo quadro come NFT senza la necessità di un agente che dialoghi con gli acquirenti.

Inoltre, questi token sono eccellenti anche per la gestione delle identità: per esempio, convertendo un passaporto in Non-Fungible-Token è possibile rendere molto più rapido il processo di ingresso e di uscita da una giurisdizione.

L’obiettivo rimane lo stesso: rappresentare una proprietà unica, non copiabile, che resterà per sempre originale.

NFT Token Crittografia

FAQ sugli NFT

Le domande poste inizialmente hanno una risposta, come avete potuto leggere nelle righe precedenti. Si può guadagnare qualcosa dal possesso di un token di questo tipo? Sì, basta vedere per esempio la storia dell’investitore che ha pagato 222.000 Dollari per possedere un pezzo digitale del circuito di Monaco nel gioco F1 Delta Time, e che ora riceve il 5% delle entrate di tutte le gare che vengono svolte in tale tracciato.

Potrei rendere un mio disegno un NFT e venderlo al pubblico? Certamente, ma non ci guadagnerei niente perché non sono un artista rinomato. Posso rendere una spinacina un Non-Fungible-Token? Essendo un bene consumabile, njet. Sono più sicuri delle criptovalute? Essendo asset che rappresentano, nella maggior parte dei casi, un bene reale e ne definiscono la proprietà, insomma sono dei certificati digitali, diciamo che la loro permanenza nel mercato è quasi assicurata.

Se proprio volete creare degli NFT e diventare ricchi, Kapwing Resources offre una guida “molto semplice” per farlo. Però dopo se vi sembra difficile o non ci guadagnate niente non venite a dire che è colpa di DrCommodore, eh.

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Francesco Santin

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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