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Facebook vuole convincere gli utenti a farsi tracciare: “Serve per le piccole imprese”

Facebook logo con persone e utenti
Facebook ha cercato di convincere gli utenti possessori di iPhone che il tracciamento dei dati per personalizzare gli annunci è “fondamentale”, ma sta avendo successo?

Moltissime aziende si affidano ai dati ottenuti dal tracciamento di navigazione, utilizzo applicazioni e geolocalizzazione per personalizzare gli annunci e crescere come brand, specialmente se si tratta di grossi nomi del mondo tech. Gli utenti, però, alla richiesta di consenso dei cookies su browser o di alcuni permessi su applicazioni di vario genere continuano a dire di no per timori riguardanti la propria privacy.

Per rimediare poi anche alla furbizia di alcuni sviluppatori, Apple ha deciso di introdurre nuove politiche che hanno costretto tutti gli sviluppatori di app a chiedere esplicitamente agli utenti il ​​permesso di raccogliere questi dati, ma Facebook su tutte non c’è stata.

Facebook Logo

Facebook vs Apple: la battaglia per la privacy (o per i soldi?)

Il colosso dei social network ha innanzitutto deciso di agire preparando una causa per comportamento anticoncorrenziale, ma l’ultima idea riguarda una nuova campagna pubblicitaria incentrata sull’aiutare le piccole imprese nei momenti difficili, secondo lo slogan “Le buone idee meritano di essere trovate” come potete vedere qui sotto. L’obiettivo è semplice: invitare gli utenti a lasciare che Facebook continui a seguirle per annunci mirati.

“Il mondo è pieno di buone idee. Ora, grazie agli annunci personalizzati, le piccole imprese possono far trovare la loro. Le buone idee meritano di essere trovate.”

La reazione è stata ovviamente negativa, tanto che ora i Non mi piace dominano e i commenti sotto al video sono disattivati. Tuttavia, la campagna non risulta essere tutta in malafede: per esempio, Facebook rinuncerà alle commissioni per le aziende che vendono prodotti con la possibilità di effettuare il checkout nei negozi fino a giugno 2021, inoltre non riscuoterà commissioni per eventi online a pagamento fino ad agosto.

Ciò, però, non sembra essere abbastanza: i dilemmi sulla privacy rimangono molti e alcune applicazioni raccolgono sorprendentemente molti più dati di quanto si creda. Una soluzione definitiva, dunque, risulta ancora distante.

FONTE

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L'autore

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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