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PS5, il futuro del gaming secondo Sony: la recensione

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Abbiamo trascorso ormai quasi un mese in compagnia di PS5, nuova ammiraglia targata Sony. Ecco il nostro giudizio definitivo!

Si dice spesso che l’attesa sia l’essenza stessa del piacere: ebbene, si sbagliavano di grosso! Per quanto il sottoscritto abbia amato quell’atmosfera tipica del lancio di una nuova console, di un nuovo smartphone, di un nuovo titolo e quant’altro, non è possibile mentire: l’attesa per PS5 ci ha letteralmente stravolti.

La paura di non trovare un’unità disponibile al lancio, il terrore di eventuali difetti tecnici, i modi poco gentili del corriere, il citofono guasto, il vecchietto al primo piano che butta tutto quello che non è suo: no, l’attesa di PS5 non è stato il suo piacere, almeno non per chi vi scrive. Però bisogna ammetterlo: dopo aver rincorso il corriere e aver portato a casa il tanto ambito oggetto del desiderio, tutti quei dubbi si sono sgretolati in un istante, come una zolla di zucchero appoggiata dentro ad una tazzina di caffè bollente, lasciando spazio soltanto ad una sola, indescrivibile sensazione di felicità ed euforia.

No, non è più un sogno, almeno per noi fortunati ad avere già la macchina nelle nostre case, cosa che purtroppo però per molti altri non è stata ancora possibile: PS5 è finalmente realtà, ed è più bella di quanto sembrasse, nel senso anche strettissimo della parola. La stiamo amando, ci ha accompagnato nelle tristi giornate di lockdown, ma abbiamo anche messo da parte le questioni di cuore, per analizzarne al meglio il suo effettivo funzionamento pratico, così come abbiamo fatto con Xbox Series X qualche settimana fa, provando a lasciar trasparire tutte le nostre sensazioni in merito a quella che è e che sarà la next-gen, stavolta però targata Sony.

Come per l’ammiraglia di Microsoft, ovviamente, non è certamente tutto perfetto, sia chiaro, ma lasciatevi spoilerare una piccola chicca: trovare dei difetti veramente evidenti al funzionamento, all’ecosistema e alla concezione del discorso di gaming stesso di Sony con PS5 è veramente difficile. Volete sapere il perché? Leggete la nostra recensione, proveremo ad essere più chiari possibile!

Il vero protagonista della next-gen: eccovi DualSense!

Nella nostra sfera “privata” ormai lo abbiamo ribadito più volte, a menadito, rischiando quasi, in più di un’occasione, di cadere nel banale o nel ripetitivo: la vera next-gen la stiamo toccando con mano. Letteralmente.

Per quanto ci riguarda, al netto chiaramente della potenza di calcolo maggiore e di tutte le potenzialità smisurate del nuovo hardware, ciò che veramente sta facendo la differenza in questi primi scampoli di next-gen è senza dubbio il DualSense, il pad che Sony ha sapientemente assemblato per accompagnare l’esperienza utente di PS5, un pad che in realtà si sta rivelando molto di più di un semplice “strumento”, bensì il vero protagonista di questa bella storia soltanto agli inizi. Giocare, sapendo di dover impugnare un DualSense, è diventato già di per sé più divertente, ed era forse proprio questo lo scopo di Sony, ossia dare al giocatore quella sensazione di appagamento e di assuefazione, portata proprio dall’impugnare uno strumento capace di portare il fattore immersività su livelli mai raggiunti finora.

Ciò è chiaramente più evidente in alcuni giochi più che in altri ma, banalmente, anche con un “semplice” FIFA 21, in versione next-gen, quel feedback tra le mani ogni qualvolta si tocca la palla o si esegue un contrasto (fateli con Vidic se volete godere di più) rende tutto più magico, è inutile girarci intorno. Proprio la gestione del nuovo feedback aptico e dei grilletti adattivi si è rivelata una delle mosse più vincenti relative alla nuova ammiraglia di Sony, in grado per l’appunto di dare ai giocatori un’esperienza di gioco nettamente diversa, sin dal primissime battute, nonostante i titoli che ne sfruttano le piene potenzialità sono ancora pochi. È meraviglioso vedere come questi sembrano adattarsi ad ogni situazione, per quanto “banale” possa sembrare, cosa che si unisce però anche ad un’ottima gestione dal punto di vista della fattura e della funzionalità del pad stesso, due fattori per nulla trascurati.

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Parlando dei materiali di costruzione, ad esempio, non possiamo non apprezzare il grande sforzo fatto da Sony nel confezionare un prodotto di ottimo livello, che già al tatto riesce a trasmettere una sensazione di solidità e di affidabilità che, onestamente, con i precedenti modelli targati PlayStation sembrava mancare. E non è soltanto un discorso di materiali: anche il posizionamento dei tasti sembra più funzionale, accompagnato da un’impugnatura decisamente più ergonomica che riesce a fare il suo senza troppi affanni, completando in tal modo un quadro complessivo decisamente invidiabile.

Non ci sono difetti, dunque? In verità sì, il solito: la batteria! Ci è capitato di doverlo caricare anche due volte in un giorno, ma va be’, ormai si sa: la perfezione non esiste, per quanto, obiettivamente, si poteva fare qualcosina in più sotto questo aspetto.

Fattura, rumorosità ed ergonomia

E rimanendo in termini di fattura e qualità costruttiva, per fare una disamina approfondita della nuova “bimba” di Sony, è impossibile non passare per la questione estetica, una di quelle che, sin dal primissimo reveal di PS5, ha fatto tanto discutere tutti gli appassionati (e non) della nuova macchina.

Con un design intrigante e sorprendentemente ardito, che definiremmo quasi futuristico, Sony ha confezionato una console che sembra voler mettere in chiaro, anche soltanto esteticamente, il fatto di essere fortemente proiettata nel futuro. PS5 è un dispositivo che sembra voler trasmettere potenza da ogni poro, anche da un punto di vista meramente estetico, essendo caratterizzata, oltre che da un design eccentrico e che ha tanto fatto discutere, da dimensioni veramente generose. D’accordo, potremmo partire giustamente con la solita diatriba tra le dimensioni e il saper usare bene quel che si ha, ma in questa sede ci limiteremo a dire che sì, PS5 è veramente enorme, tanto e forse anche di più di quanto si potesse immaginare all’inizio.

Chi vi scrive ha faticato a trovarle spazio, ed è anche stato costretto ad metterla in posizione orizzontale, proprio perché sarebbe stato impossibile piazzarla in verticale, chiaramente per una mancanza di spazio, cosa che dà la sensazione che le dimensioni della nuova ammiraglia di casa Sony siano ancor più generose di quanto sono effettivamente. È enorme PS5, lo ripetiamo, e alla vigilia non ci piaceva per niente, ma una volta aperta la confezione e presa tra le mani abbiamo rapidamente cambiato idea. Lo vogliamo dire senza senza essere di parte: dal vivo PS5 è molto più affascinante e bella da vedere di quanto sembri nelle foto, e ci sono bastati pochi istanti per rendercene conto. Una volta tirata fuori dallo scatolone ci siamo infatti ritrovati per le mani un prodotto tecnologico complesso nella sua fattura (anche interna, ovviamente) ma che in realtà restituisce un design inspiegabilmente familiare.

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Ci è parso come se l’avessimo sempre avuta, per farla breve, ci ha subito dato quella sensazione di “familiarità” che ha spazzato via tutti quei dubbi sul design che, per carità, rimane comunque molto soggetto al gusto personale, soprattutto per quel che concerne le dimensioni che, lo ribadiamo, sono veramente molto generose. A giocare un ruolo fondamentale nell’apprezzamento “dal vivo” di PS5 è sicuramente stata la qualità costruttiva della macchina che, ancora una volta, nelle foto non trovava il giusto merito. Diciamoci la verità: ci sembrava un po’ plasticosa, ma in realtà è ben più solida di quanto sembri e in particolare la parte frontale che, grazie anche ad una sensazione al tatto di ruvido, ci ha restituito un feedback molto piacevole, anche soltanto sensoriale.

Poi, ovviamente, spiccano molto i led che illuminano la console quando è accesa, che fa molto effetto cyberpunk, il che, considerando il periodo, non gusta mai. Tralasciando il discorso estetico, PS5 risulta molto solida anche sul piano pratico. La console, anche dopo lunghissime sessioni, non scalda veramente mai, rimanendo praticamente fredda sulla parte frontale, lasciando spazio soltanto a qualche piccola zona di calore soltanto dopo ore e ore di utilizzo. Peccato però per il fattore rumorosità, non esattamente idilliaco come ci saremmo aspettati.

Almeno nelle ultime settimane, magari dopo un utilizzo più intenso, PS5 ha smesso di essere totalmente silenziosa, lasciando spazio ad una sorta di ronzio metallico ogni qualvolta si esegue un titolo, specialmente quelli più “complessi” tecnicamente, cosa che, essendoci capitata anche con PS4 pro, non nascondiamo che un po’ inizia a spaventarci. Certo, i tempi dello shuttle in casa sembrano lontani, ma anche PS4 Pro ha iniziato con questa trafila, e speriamo di non ritrovarci nella medesima situazione nei mesi a venire.

Giochi, servizi ed esperienza utente

Portando avanti con convinzione e tradizione la volontà di abbracciare con sicurezza il futuro, sicuramente in maniera più decisa rispetto a Microsoft, rimasta più “tradizionalista” su molti aspetti, PS5 si discosta subito e in maniera super decisa dalla compagnia di Redmond, a partire già dalla semplice gestione dell’interfaccia utente e dell’esperienza generale.

PS5 si presenta infatti con un’interfaccia utente molto cambiata rispetto a PS4, un’interfaccia che strizza molto l’occhio, ancora una volta, a quella vena futuristica da cui tutta la console sembra essere pervasa, rimanendo però, nel complesso, sempre molto minimal e intrigante. Con la pressione del tasto PS, poi, è possibile richiamare rapidamente un menù a tendina in cui sono presenti praticamente tutti i comandi principali della console, cosa che riesce ad unire il piacere dell’occhio e la praticità per le mani, anche se non possiamo non ammettere che, alcuni comandi, non sono esattamente immediati. Navigare nei menù veloci è infatti non sempre semplicissimo, e anche le varie voci delle impostazioni, in alcuni casi, sono difficili da trovare perché piazzate sotto alcune voci magari inaspettate. Nel complesso, però, l’esperienza utente offerta da PS5 ha passato a pieni voti il nostro esame: veloce, minimal, elegante e funzionale, la nuova idea di gaming di Sony, sempre più al centro del concetto di nuova generazione, funziona alla grande e rende il giocare molto più semplice e veloce che in passato.

Parlando di praticità e velocità, bisogna menzionare anche la gestione della retrocompatiblità, uno degli aspetti che maggiormente preoccupavano i fan e destavano l’interesse degli addetti ai lavori. Ebbene, la questione si è rivelata molto più semplice e agevole del previsto: inserendo un disco PS4, ma anche andando a visitare la propria libreria titoli, la console scarica subito (con grandissima velocità, nettamente superiore rispetto a PS4 e PS4 Pro) il titolo in questione, e con un comodo tasto, nel caso di più versioni (tipo FIFA o Watch Dogs Legion, nel nostro caso) vi permette di scegliere quale versione avviare tra quella PS4 e PS5.

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Il catalogo PS4, poi, è stato portato con grande sapienza su PS5 grazie alla PlayStation Plus Collection, che permetterà ai giocatori di recuperare titoli come Days Gone, il nuovo God of War e tanto altro ancora, semplicemente con un abbonamento PS Plus attivo. Ci aspettiamo qualche passo avanti, per dirne una, dal PS Now, rimasto ancora lontano anni luce dal Game Pass di Microsoft, e non riesce a fare quel passo avanti decisivo nonostante i buoni progressi registrati.

L’aspetto su cui PS5 mostra i muscoli, comunque, è quello riguardante i titoli di lancio. Demon’s Souls Remake e Spider-Man: Miles Morales si sono rivelati due ottimi titoli, chiaramente non rivoluzionari, ma comunque più che in grado di motivare l’acquisto della macchina da parte degli utenti, con la possibilità di godere sin da subito di due prodotti che riescono a sfruttare in maniera più che dignitosa il nuovo hardware. Ci hanno fatto capire, entrambi, quanta potenzialità ha PS5 e in generale quanto potenziale abbia questa next-gen. E siamo soltanto all’inizio, ma abbiamo già potuto ammirare i grandi passi avanti fatti e, in tutta onestà, non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà il futuro videoludico.

In conclusione

PS5 è esattamente ciò che doveva essere: una macchina da gaming pensata per i giocatori, che trasuda voglia di lasciar “giocare” da ogni poro. Un’interfaccia utente super minimal e al passo coi tempi, una velocità di navigazione encomiabile e una discreta lineup di lancio sono gli aspetti più riusciti della next-gen targata Sony, che già da questi primi scampoli ha saputo dimostrare di avere tutte le carte in regola per regalare agli appassionati una generazione dalle grandi soddisfazioni. E ci è piaciuta anche esteticamente, proprio l’aspetto più debole del pacchetto, seppur le dimensioni rimangano generose, il peso è quello che è e, purtroppo, la questione legata alla rumorosità rimane un nodo spinoso da sciogliere. E poi, infine, c’è lui: il DualSense, quello che per quanto ci riguarda incarna alla perfezione il concetto di next-gen di Sony e che, siamo sicuri, ci regalerà tante soddisfazioni, in futuro. Però, per carità, disattivate di default la lettura automatica dei testi: durante il primo avvio il sottoscritto ha rischiato un infarto.

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