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Split: spunta online una petizione per far rimuovere il film dal catalogo di Netflix

La petizione comparsa su Change.org da qualche giorno chiede la rimozione di Split dal catalogo Netflix per la distorsione del disturbo dissociativo dell’identità.

Il film di M. Night Shyamalan è al centro di una bufera, accusato di distorcere il disturbo dissociativo di identità e del modo in cui vengono ritratte le persone che soffrono di questo disturbo, dipingendole come mostri, contribuendo a provocare diffidenza e l’allontanamento degli individui all’interno di una società.

Split è uscito ormai nelle sale da diversi anni, ha raggiunto un incasso di quasi 278,5 milioni nel mondo, preceduto da Unbreakable e seguito da Glass (leggi la nostra recensione), che ha incassato 246,9 milioni di dollari.

Il film che vede protagonista James McAvoy e le sue 23 personalità, però ha suscitato parecchie parole da parte di alcune persone che hanno visto del male all’interno della pellicola.

La petizione si è estesa anche a film come Psycho di Alfred Hitchcock e chi ha creato questa petizione ha esposto le sue motivazioni:

“Nel film Split, scritto e diretto da M. Night Shyamalan, un uomo con il disturbo dissociativo dell’identità è mostrato come un predatore. Questo film mostra questo disturbo in maniera incorretta e inappropriata in molti modi; esagerando sulla rarità delle persone affetta da questo disturbo, insinuando che gli affetti siano capaci di compiere metamorfosi fisiche vere e proprie e, soprattutto, facendo tornare alla ribalta il falso mito creato da Hollywood e introdotto da film come Psycho, ossia che le persone con il disturbo dissociativo dell’identità siano più inclini alla violenza o possano fare del male agli altri. Quando, al contrario, persone con questo e altri disturbi di natura mentale sono più propense ad essere le vittime che i carnefici.”

La petizione (la trovate qui), che ha raggiunto quasi 1400 firme,  chiede quindi a Netflix di rimuovere dal catalogo Split, suscitando così pareri contrastanti tra gli spettatori. 

C’è chi pensa che questa storia sulla discriminazione stia sfuggendo di mano, altri lo ritengono appropriato.

Voi che ne pensate?

FONTE

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L'autore

Cristina Nifosi

Cristina, 23 anni.
Vivo e studio in Calabria, frequento il secondo anno di Comunicazione e Dams.
Appassionata di film, serie tv e fotografia.
Ho una crash infinita per Chris Evans.

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