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Qual è il tempo giusto da dedicare ad un’opera prima di abbandonarla?

Mai giudicare un media dai primi dieci minuti!

Abbiamo tutti una serie, un manga, un videogioco o un film che portiamo nel cuore. E tante volte entriamo su Facebook o su Reddit e vediamo commenti che definiscono quell’opera spazzatura, roba da due soldi, solo per poi scoprire che chi avanza certi pareri ha abbandonato tutto dopo appena uno o due episodi… ad andare bene. E poi eccoci lì, a difendere a spada tratta il nostro anime preferito o la nostra adorata serie tv, perché è inconcepibile mollare (e poi giudicare) un’opera dopo averci speso così poco tempo guardandola. 

Però, con un piccolo esame di coscienza, sicuramente anche noi abbiamo fatto la stessa cosa. Quanti videogiochi acquistati e abbandonati dopo qualche ora, quanti manga messi da parte dopo qualche scan, quante serie tv lasciate ai posteri dopo appena un paio di episodi. E se alcune volte droppiamo tutto perché proprio non ce la si fa, altre volte invece lasciamo stare perché il tutto è un po’ lento, o magari non lo stiamo capendo bene perché siamo distratti o chissà che altro… magari perdendoci un’opera che invece ci avrebbe appassionato e ci avrebbe tramutato in fanboy e fangirl sfegatati. 

Ed ecco qui il dilemma etico del fruitore di serie, anime e manga del 21esimo secolo: qual è il tempo giusto da dover dedicare ad un’opera prima di abbandonarla senza rimorsi? Soprattutto, bisogna cercare un lasso di tempo tra il droppare una serie ai primi dieci minuti e il trascinarsi a forza stagioni intere.

Sailor Moon

Ovviamente, questa è una domanda che non può e non avrà mai una risposta oggettiva. Ma sicuramente ci sono alcune cose da tenere a mente quando ci imbarchiamo in una nuova avventura da piccolo schermo.

Il discorso che faremo non è valido però per i videogiochi, dato che l’approccio a questi è molto più soggettivo rispetto a quello che si può avere verso un film o un anime. Per i videogames infatti entrano in gioco esperienza del singolo rispetto ad un determinato livello di difficoltà, al primo approccio ad un genere e ad una grande moltitudine di altri fattori.

Il primo estremo: abbandonare tutto dopo 1 o 2 episodi

Innanzitutto non ha senso parlare 1 o 2 episodi come regola discriminante per decidere se qualcosa è degno del nostro tempo o no. Prendendo ad esempio un anime, o peggio ancora i manga, nei primi episodi/capitoli (che ad andare bene durano 20 minuti/40 pagine) viene a malapena presentata la situazione iniziale. E situazione iniziale significa almeno quei 4 o 5 personaggi, l’ambientazione, il filo conduttore, il tono dell’opera… e come può tutto ciò esaurirsi in così poco tempo? È evidente che un episodio è troppo poco.

Ma cambiando genere, questo vale anche per le serie TV. Se prendiamo le comedy, oltre alla situazione iniziale tendono a presentare, in 20 minuti, una moltitudine di personaggi, che ovviamente non possono esprimersi tutti in così poco tempo. Pensiamo ad esempio a Scrubs che in un episodio ci butta qualcosa come una decina di personalità tutte differenti.

Per le serie più lunghe, dalla durata di 40 o 50 minuti, stesso discorso. Se pensiamo alle ultime serie di successo di questa durata (Game of Thrones, How To Get Away With Murder, Orange Is The New Black, Breaking Bad…) presentano tutte dei plot quantomeno articolati, se non molto complessi, e una moltitudine di personaggi anch’essi tutti diversi, per cui quei 40 minuti servono a malapena a darci un’infarinatura generale.

Games of thrones

Ovviamente, il discorso va anche ampliato per 3 o 4 episodi, perché, soprattutto appunto per i media di breve durata, non c’è abbastanza tempo per farci immedesimare appieno in quell’universo, o a farci capire l’umorismo, o a farci anche solo inquadrare il protagonista. Insomma, la “regola dei 3 episodi” talvolta non serve davvero a nulla.

Il secondo estremo: trascinarsi a forza per stagioni intere

Se non è giusto giudicare e mollare qualcosa dopo appena una mezz’oretta passata a guardarla, è altrettanto sbagliato insistere troppo con qualcosa che non ci piace e non ci invoglia a continuare la visione.

Misato Katsuragi

Tante volte ormai si intraprende un inesorabile cammino fatto di noia e sbadigli solo perché quella serie e quell’anime sono la moda del momento e tutti ne parlano… non sia mai che noi non prendiamo parte alla discussione! Ed eccoci lì di fronte allo schermo a guardare e leggere di roba di cui non ci frega nulla, solo per poter dire poi la nostra con gli amici.

Ormai viviamo in un mondo in cui l’intrattenimento fa da padrone e ogni giorno vengono sfornati prodotti nuovi e potenzialmente interessanti: rimanere ancorati per intere stagioni a qualcosa che non ci ispira non ha senso, potremo dedicare benissimo il nostro tempo per scoprire qualcosa di nuovo e appassionante.

Consiglio 1: quantificare col “tempo” più che con “episodi”

Un primo consiglio potrebbe essere quello di non procedere a pensare “devo vedere x episodi” ma “devo spendere tot tempo a guardare questo prodotto”. E questo tempo potrebbe indicativamente essere di due ore e mezza, e non è affatto un tempo buttato a caso. Se pensiamo ad un film infatti, in dure ore e mezza -ad andare male- ci viene presentata e conclusa una storia con tanto di personaggi, trama, ambientazione, lore e così via. E in così poco tempo, fare tutte queste cose è veramente difficile.

Tennant

Se parliamo dunque di serie tv, manga e anime, due ore e mezzo corrisponderebbero ad una decina di episodi dalla durata di 20 minuti e a 5 episodi della durata di 40 minuti. Ovviamente, salvo rari casi, non troveremo mai un’opera che si conclude in un un arco temporale così breve. Ma diciamo che due ore e mezza dovrebbero bastare quantomeno a presentarci e a farci incuriosire per bene della storia e della trama che stiamo guardando, dovrebbero quindi invogliarci a continuare la visione e darci quell’input dell’ “oddio, è una figata, devo assolutamente andare avanti”.

Ovviamente è un lasso di tempo puramente indicativo: potrebbe esserci qualcosa che ci prende già dal primo episodio o altro che ci avrebbe fatto innamorare proprio prima di abbandonarlo. Diciamo però che, dopo due ore e mezza, potremo avere abbastanza elementi per giudicare un’opera nel suo complesso.

Consiglio 2: ricordiamoci quando le nostre opere preferite hanno iniziato a piacerci

Questo è un consiglio tanto banale quanto utile. C’è sicuramente qualcosa che abbiamo visto in passato che era a metà tra il “ah, niente di che” e il “ma che diamine sto vedendo, è stupendo”, salvo poi arrivare a quella puntata o a quella pagina che ci ha finalmente fatto avere un’epifania e ci ha appassionato maledettamente.

Ecco, quando siamo di fronte a qualcosa che “ci piace ma non ci piace”, ricordiamoci di tutte quelle altre opere per cui abbiamo provato lo stesso ma che, andando avanti, si son rivelate delle vere e proprie figate.

Un esempio soggettivo, per me son stati l’episodio 5 di Shingeki No Kyojin e l’episodio 6 di Game of Thrones, per cui per me il minimo sindacale è almeno 5 episodi di un anime e 6 di una serie tv.

Eren

E voi cosa ne pensate di questo argomento? Avete qualche “regola” o precedete “a sentimento”?

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Lorenzo De Padova

Lorenzo De Padova

Laureato in economia aziendale, appassionato di manga, anime, videogames e pop music e in generale di ciò che non è mai scontato e banale.

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