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Gears Tactics, la recensione dello strategico che non sapevate di volere

Gears Tactics

Gears Tactics: hanno cambiato genere, ma non lo spirito.

The Coalition, ha deciso di collaborare con Splash Damage per portarci un esperienza Gears of War in chiave Strategica. Non è la prima volta che vediamo una iterazione della serie diversa nel gameplay dai capitoli principali. Gears Tactics, è un gioco di strategia in singleplayer con visuale dall’alto, che si distingue dai vari concorrenti con elementi originali e divertenti. Proprio queste due parole riassumono la nostra esperienza che, grazie a Microsoft che ci ha fornito un codice di accesso, siamo riusciti a provare in anteprima per potervene parlare.

Siamo Gears, prima di tutto

Il gioco è ambientato dodici anni prima del primo Gears of War. La storia segue Gabriel “Gabe” Diaz (il padre di Kait Diaz, il protagonista di Gears 5), che è costretto contro la sua volontà a partire per una missione segreta per conto del presidente Prescott. Affiancato dal veterano Sid Redburn dovranno trovare e assassinare Ukkon, uno scienziato delle locuste che dopo aver studiato l’imulsion è riuscito a creare mostri iconici e mastodontici come i Corpser e i Brumak.

Dopo aver recuperato dei documenti importanti Sid e Gabe si ritrovano in una spiacevole odissea senza supporto ufficiale da parte del presidente. I due saranno quindi costretti a collaborare con tutti i CoG sparsi dappertutto dopo l’E-Day e gli alleati di fortuna incontrati durante il loro arduo cammino. I giocatori avranno il compito di salvare e costruire una squadra in un viaggio all’insegna del comando, della sopravvivenza e del sacrificio in oltre 20 missioni in singolo giocatore. Completata la campagna il gioco proseguirà con la modalità Veterano, che permetterà di giocare le missioni secondarie che ci siamo lasciati (per forza di cose) durante la campagna. Inoltre è possibile salvare fino a 4 partite in contemporanea e quindi rigiocare il titolo in tutte le difficoltà.

gabe e sid di gears

La questione si fa personale, anzi, personalizzabile

Durante la nostra missione incontreremo diversi alleati che potremo reclutare e utilizzare per sconfiggere i vari nemici che intralceranno il nostro cammino. Gli alleati da reclutare potranno avere una casuale fra 5 classi (Supporto, Avanguardia, Scout, Cecchino e Mitragliere) con vari alberi di abilità da poter scegliere e combinare (ogni classe ha un massimo di 4 specializzazioni segnate agli angoli della schermata). Oltre a potenziare i nostri alleati, nella caserma avremo la possibilità di donargli varie attrezzature con modificatori tra cui pezzi di armatura e parti di armi potenziate.

gabe in gears tactics

Dopo aver bardato di tutto punto i nostri soldati preferiti potremmo personalizzarli nell’aspetto con colori, nomi, barba (stranamente disponibile anche per le donne) e altri elementi cosmetici. Veramente apprezzabile la cura posta nella gestione della caserma che è intuitiva e facile da usare. L’unica pecca di questa parte gestionale è l’impossibilità di ordinare qualsiasi menù, infatti ci ritroveremo alleati di livello basso insieme a quelli di livello avanzato o varie classi mischiate fra di loro. Assente inoltre la possibilità di effettuare confronti fra i vari oggetti o personaggi.

Nella caserma inoltre è possibile riscattare le casse raccolte durante le missioni, che per qualche oscuro motivo non vengono riscattate in automatico, tant’è che all’inizio eravamo convinti che ci fosse un sistema di lootbox, che fortunatamente non c’è. Non capiamo il motivo di questa scelta, dato che a differenza degli slot alleati, gli slot per gli oggetti sono illimitati. Sarebbe stato meglio se le casse si fossero sbloccate da sole alla fine delle missioni.

casse in Gears Tactics

Tattiche di guerra all’ennesima potenza

Gears Tactics a differenza della maggior parte degli strategici non presenta una mappa divisa in riquadri, bensì uno spazio libero completamente esplorabile (alla Divinity). Per sopperire alla mancanza di una griglia da seguire vengono dati ai personaggi dei punti azione da consumare sparando, ricaricando o muovendosi. Proprio sul movimento c’è da spendere una parola in più, infatti per evitare situazioni frustranti in cui il personaggio non riesce a mettersi in copertura per qualche centimetro, la linea di movimento si allunga di qualche metro se necessario.

gears tactics

 

Ogni abilità, movimento o arma consuma un dato numero di punti azione, che possono essere guadagnati con le esecuzioni e le uccisioni epiche. Questa possibilità fa si che le tattiche vadano davvero pensate a fondo, e non è possibile essere poco attenti. La difficoltà è ben bilanciata e non manca la classica modalità IronMan, in cui ogni morte corrisponde al ricominciare l’intero gioco.

Un elemento portante del gioco, ma anche della saga sono le Esecuzioni a terra. Come al solito in ogni Gears sarà possibile finire i nemici atterrati in modi spettacolari, ma questo oltre ad essere bello da guardare è anche utile, perchè ricaricherà i punti azione della nostra squadra, aiutandoci a mettere in atto piani d’azione più complessi ed elaborati, oppure ci toglierà da situazioni spiacevoli in cui non siamo riusciti a ricaricare in tempo la nostra arma principale.

sid redburn

Un’utile abilità che i nostri Gears possiedono è la cosiddetta modalità “vedetta”. Essa aprirà un cono davanti a noi in cui il personaggio potrà sparare automaticamente ai nemici al suo interno, consumando punti azione. Questa abilità verrà anche utilizzata dai nemici, specialmente i Droni Cecchino, che con i loro puntatori laser bloccheranno i soldati, one-shottandoli all’occorrenza.

Il gioco è comunque molto bilanciato, ogni classe (sia alleata che nemica) ha i suoi punti di forza e di debolezza, che vanno a completarsi l’un l’altro. Grazie alle specializzazioni poi, anche due classi uguali, possono avere scopi e utilizzi diversi (ad esempio il supporto può ricaricare l’energia, i punti azione o entrambe le cose).

La parola Tactics nel titolo non per abbellimento.

I vari tipi di nemico che possiamo incontrare nel gioco variano fra tutte le categorie che abbiamo imparato ad amare (ndr. odiare) nei precedenti Gears. Sia i minion che i Boss sono classici della saga, riportati fedelmente in tutta la loro cattiveria e distruttività. Proprio nelle bossfight la difficoltà aumenta, dato che oltre ad un potentissimo nemico principale ci troveremo a fare i conti con una serie di minion che spunteranno dal terreno, costringendoci a pensare ogni singola mossa.

drone cecchino gears

Prima di ogni attacco sferrato o ricevuto, appare una percentuale che ci fa capire se il colpo andrà a segno o meno. Un piccolo difetto di questa scelta è che, anche se i nemici sono completamente scoperti, non saremo quasi mai sicuri di centrare il bersaglio, finendo nei guai nei momenti più sbagliati. È molto frustrante combattere contro dei ticker, mancarli ad un metro di distanza e vederli esplodere atterrando i nostri soldati.

Piccola postilla per dire che il gioco è completamente giocabile con il controller, ma non ve lo consigliamo, data la poca precisione degli stick (a meno che non abbiate uno steam controller con GloSC)

È davvero un gioco in visuale isometrica? il gameplay dice si, ma la grafica dice no

La grafica di Gears Tactics è molto buona, guardando gli screenshot qui presenti è quasi impossibile capire che si tratta di uno strategico. Il gioco è ben ottimizzato e gira a 60 Frame-Per-Secondo anche su una configurazione piuttosto datata come quella utilizzata per la prova (i5-4670k e AMD R9 390 8G). I requisiti minimi richiedono una CPU con almeno 4 Thread a 3.3 GHZ , Una scheda video con almeno 2 GB di VRAM e 45 GB liberi per l’installazione.

Gears Tactics

Il risultato, come potete vedere è sbalorditivo, il livello di dettaglio è degno di un qualsiasi Gears of War, senza se e senza ma. È presente inoltre il VRS (Variable Rate Shading) cioè la capacità di allocare la potenza della GPU su aree specifiche dell’immagine di gioco, permettendo così delle prestazioni migliori. Il lavoro svolto dagli sviluppatori è davvero encomiabile e, specialmente durante le animazioni ravvicinate, sembra di giocare ad un TPS piuttosto che ad un RTS.

Gears Tactics

Tiriamo le somme

Gears Tactics è uno strategico divertente e originale, ma anche con un giusto grado di sfida per tutti i palati, anche i meno avvezzi al genere. È secondo noi capace di lasciare il segno, e sicuramente vedremo altri capitoli RTS della saga di The Coalition. La campagna è longeva e piena di missioni secondarie, i personaggi principali sono ben caratterizzati e la trama riesce a sorprendere con qualche colpo di scena.

Le classi di soldati a nostra disposizione sono tutte utili, e il gioco ci spinge a migliorarle sempre di più, specializzandoli come più si preferisce. I nemici e i boss sono classici della serie ma dato il fatto che si tratta di un prequel, non avrebbe avuto senso inserire locuste mai viste prima. Il gioco fila ed è un piacere giocarlo, forse la rigiocabilità non è il suo forte, ma siamo certi che gli appassionati degli strategici non potranno farne a meno.

Gears Tactics è attualmente un’esclusiva PC disponibile dal 28 Aprile 2020, ma è prevista una versione Xbox One attualmente in sviluppo ma non è ancora disponibile una data d’uscita.

Pro

  • Gameplay veloce e frenetico per essere uno Strategico a turni…
  • Personalizzazione e potenziamenti con combinazioni infinite
  • Boss mastodontici e iconici
  • Grafica al pari degli altri Gears nonostante la visuale isometrica

Contro

  • …Ma senza la possibilità di velocizzare i turni nemici
  • …ma durante le battaglie ci sono troppi minion che disturbano il ritmo
  • Manca una qualsivoglia componente multiplayer, sia locale che online, sia coop che competitiva. Solo e unicamente Singolo Giocatore

Voto 8.5/10

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L'autore

Gennaro Lazzizzera

Nato (quasi) con la prima xbox in mano. il mio primo videogame è stato The Getaway per PS2 ed è stato letteralmente amore a prima vista (mai vista una alfa romeo in un videogioco prima di allora). Appassionato di videogiochi ma anche di Informatica, Tecnologia e Meccanica

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