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Anime & Manga Approfondimento

Arte è un anime femminista?

Uno degli anime più attesi per questa stagione primaverile è Arte.

Tratto dall’omonimo manga di Kei Ohkubo, l’opera ha una trama abbastanza semplice. La protagonista è Arte, una ragazza di nobili origini, nata e cresciuta nella Firenze Rinascimentale. A differenza delle proprie coetanee, la sua ambizione non è trovare un buon partito per sposarsi e condurre una vita agiata. Vuole invece diventare una pittrice.

Dal primo episodio, l’autore dipinge il percorso di crescita della giovane: cercherà un maestro e una bottega presso la quale studiare, abbandonerà gli agi della propria condizione per vivere nella difficoltosa condizione degli allievi, affrontando per la prima volta la vita vera, fuori dal palazzo pieno di agi nel quale è cresciuta.

Non starò qui a raccontarvi gli avvenimenti dei primi episodi per filo e per segno. Per vederli vi rimando invece al canale youtube di Yamato Video. Abbiamo la fortuna di vedere questa serie in simulcast: approfittatene!

Fra invenzione e accuratezza storica

Prima di parlare più nello specifico della serie vorrei soffermarmi un attimo sulla sua accuratezza storica.

Arte dipinge perfettamente il modo in cui gli artisti si facevano strada nel rinascimento. Vediamo come lavorano le botteghe, cosa fanno gli allievi fino ad arrivare a lavori più tecnici, come preparare una tavola per dipingere.

Oltre a ciò, mi ha piacevolmente stupito un dettaglio: il nome della protagonista.

Il protagonista maschile si chiama Leo: un chiaro riferimento all’universale genio Leonardo da Vinci.

Il nome della protagonista e il personaggio alla quale l’autore si è ispirato è invece meno conosciuta. Si tratta di Artemisia Gentileschi, pittrice che ha realmente operato a Firenze a cavallo fra il 1500 e il 1600 e molto spesso identificata come femminista ante litteram. Artemisia, esattamente come la propria controparte nell’opera di Ohkubo, ha dovuto combattere per tutta la vita con le difficoltà di essere una donna.

Nel 1600, la pittura e l’arte erano considerati lavori prettamente maschili, l’autrice ha cercato per tutta la vita di rivendicare il diritto di potersi dedicare a queste attività tanto quanto gli uomini.

Naturalmente si tratta solo di una citazione: Artemisia ebbe un percorso molto più drammatico e travagliato di quello che sembra avrà Arte, ma ho apprezzato la citazione. Denota un profondo interesse dell’autore per il periodo storico che dipinge nella propria opera. Interesse che, ovviamente, non possiamo non apprezzare.

Il femminismo in primo piano?

Questo anime è tristemente noto come l’anime degli inchini. Sin dal primo episodio la lamentela che ho sentito più spesso è stata: “in Italia non ci inchiniamo”. Non mi soffermerò su questo, ma su un’altra critica che molto spesso sento in relazione alla serie: è eccessivamente femminista, punta troppo sul sessismo, forza troppo il discorso della parità di genere.

Sui vari social ho letto decine di persone lamentarsi di ciò, bollando l’anime come un prodotto che cerca solo di esaltare la forza delle donne e il “girl power”.

E, in effetti, è vero che una caratteristica che salta immediatamente all’occhio dopo avere visto anche solo il primo episodio è questa: la protagonista, per tutto il tempo, viene criticata e giudicata incapace per il solo fatto di essere una donna.

Non sarà mai capace di diventare una pittrice, non riuscirà mai a portare a termine gli incarichi che le vengono affidati. Non sono lavori da donna, non sono cose nelle quali una donna si dovrebbe immischiare.

La parola “donna” sembra quasi onnipresente nelle frasi piene d’odio degli uomini che circondano Arte e queste ricorrono molto spesso nelle puntate, tanto da poter far effettivamente sembrare l’opera una serie che innalza l’orgoglio femminista ai massimi livelli.

Tale prospettiva riduce in realtà le intenzioni di Arte, rendendo la serie banale. E ai miei occhi l’opera è tutto fuorché banale.

Arte è molto più di questo

Arte è in realtà una serie che parla della rivendicazione della propria indipendenza.

Rivendicazione intesa non come emancipazione o come tentativo di affermare che anche le donne possono fare tutto esattamente come gli uomini. Certo, questo è quello che appare, ma l’apparenza non necessariamente coincide con la verità e già dal secondo episodio è evidente che il nodo fondamentale di Arte sia un altro.

L’emancipazione femminile è solo un mezzo per trasmettere un messaggio molto più forte. E no, non c’entra l’essere uomo o l’essere donna: anche il tema della parità dei sessi è solo un pretesto.

Il reale tema di questo anime è l’indipendenza e la conquista di essa. È presente anche l’abusato topos letterario dell’uccellino in gabbia, che allude al un tentativo di conquistare una indipendenza negata, allontanata da delle opprimenti sbarre.

Arte e il suo maestro Leo sono due spiriti affini. Entrambi perseguono (o hanno perseguito) lo stesso obiettivo: la ricerca dell’indipendenza. Poter vivere facendo solo affidamento sulle proprie forze e capacità, senza dover dipendere dagli altri.

Capirete quindi che l’emancipazione femminile e l’ostentazione del tema della parità dei sessi sono interamente finalizzate a questo tema.

Il diritto di inseguire la libertà

Arte è una donna, e la necessità di conquistare la propria indipendenza si palesa soprattutto a partire dal suo sesso. Ha sentito per tutta la vita la madre ripeterle che per condurre una vita agiata avrà bisogno di sposarsi con un buon partito, perché le donne non possono fare molto altro nella vita, né tanto meno possono pensare di guadagnarsi da vivere. Proprio da questo scaturisce la volontà di Arte di provare alla madre che si sbaglia, che una ragazza può essere indipendente e andare avanti anche senza un marito. Questa presa di posizione, poi, non è solo contro la madre, ma contro l’intera Firenze Rinascimentale.

Viene criticata da tutti per il fatto di essere una donna, perciò reagisce: non per rivendicare un orgoglio femminista (che in realtà non è neppure la pretesa principale di questa serie). Reagisce per dimostrare che chiunque può essere in grado di vivere facendo affidamento solo sulle proprie forze.

Questo era lo stesso obiettivo del giovane Leo. Nato da una famiglia povera, il ragazzo decise di diventare un pittore non solamente per l’amore per la disciplina, ma soprattutto per potere vivere dignitosamente grazie al suo lavoro.

Questo disperato tentativo di fuggire dalla propria gabbia e disporre liberamente di sé non è proprio solo di Arte, quindi, ma anche del protagonista maschile. Non si tratta di femminismo, ma del lecito diritto di tutti gli umani di essere liberi.

 

La conquista dell’indipendenza è il temi principale di Arte, e questo passa proprio attraverso l’esaltazione della possibilità di ciascun essere umano di disporre di sé come preferisce. Decidere come vivere la propria vita, andare avanti con le proprie forze: questo è l’obiettivo che i due protagonisti inseguono.

E, del resto, non è proprio la definizione di libertà?

 

 

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L'autore

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo anime preferito è Neon Genesis Evangelion.

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