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Dreams, la recensione: La visione onirica definitiva di Media Molecule

La sostanza dei sogni in Dreams

Quasi un anno fa ci siamo immersi nel mondo dei sogni con Dreams, l’ultima creatura di Media Molecule – talentuoso studio di Guildford che in passato ha dato alla luce una delle icone videoludiche che meglio hanno rappresentato l’era PlayStation 3: Little Big Planet – e che oggi finalmente ha rilasciato in via del tutto ufficiale il suo nuovo progetto, dopo un anno di incubazione in accesso anticipato e altrettanti anni di sviluppo esteso. Grazie anche al costante supporto da parte di un gran publisher quale Sony, la nuova IP è riuscita a vedere la luce su PlayStation 4, portando la giusta creatività che probabilmente mancava in questa generazione. Vi abbiamo già anticipato il concetto che sta alla base di Dreams, sottolineando virtù e paure che un gioco-editor come il suddetto possa portare nel mercato videoludico odierno, e finalmente è giunto il momento del verdetto finale sulla nuova esclusiva Sony. Cosa sarà cambiato dallo scorso anno? Cosa ci attende nel mondo dei sogni da qui in futuro?

In principio

In principio il nulla, poi un’idea: la vita. È così che si apre Dreams, con poche semplici parole che nascondono un qualcosa di più grande. Un periodo che rispecchia integralmente il concetto posto alla base del titolo dei ragazzi di Media Molecule: creare partendo da zero, da una piccola idea che possa evolversi in qualcosa di vivo, dando forma proprio ad un sogno. Impareremo da subito come destreggiarci con il nostro spiritello, che funge a tutti gli effetti da puntatore con il quale interagire con gli elementi su schermo e di conseguenza muoverci nello spazio infinito della creazione con l’ausilio del sensore del DualShock 4 e i tasti fisici in combinazione.

Durante il periodo di early access la community si è arricchita di aspiranti creatori e di conseguenza di opere giocabili dalla qualità sinusoidale, tra cui le migliori vengono premiate da MM stessa e messe in risalto proprio nel gioco, così che i giocatori che vogliano sperimentare da subito l’offerta del gameplay puro, possano divertirsi nell’immediato. Molte creazioni invece, abbandonano il campo dell’originalità e tentano di riprodurre in chiave onirica altri videogiochi presenti sul mercato, dando origine a veri e propri progetti fanmade che non sempre brillano per qualità ludica ma che hanno dell’incredibile sul fronte realizzativo. Le produzioni più apprezzabili però, a conti fatti, sono quelle creazioni che ricalcano i concept più semplici di un videogioco, richiamando gli archetipi dell’industria, che qui trovano nuova espressione e ricalcano il valore storico che va ad aggiungersi alla produzione. Dreams infatti, diviene anche un compendio del videogioco, dove poter interagire direttamente con copie di titoli dispersi nel tempo o versioni originali che soddisferanno anche i giocatori più esigenti. Anche se va detto che le produzioni migliori e originali trovano in Dreams, un risalto del tutto speciale.

Dal canto suo invece, Media Molecule continua a supportare il proprio gioco con eventi a tema e iniziative costanti che tengono alta la fiamma della creatività dell’utenza stimolando tutti i giocatori interessati, dove i migliori sicuramente non passano inosservati e riescono ad entrare in contatto con gli sviluppatori, aprendo di fatto, delle vie che scindono il gioco dalla realtà, magari offrendo proprio sbocchi lavorativi o visibilità autoriale. La volontà del team di continuare il supporto a lungo termine, anche a next-gen inoltrata, potrebbe essere la chiave di volta di una creatività sconfinata negli anni a venire, ma tutto dipenderà dal supporto costante di sviluppatori e utenti, dove l’apporto delle due parti dovrà essere della stessa entità per la riuscita del progetto negli anni a venire.

Dreams

Una storia

Il lancio ufficiale di Dreams, porta con sé anche una Modalità Storia, indicata da Media Molecule come campagna principale del titolo. Trattasi di un’avventura introduttiva che riassume l’essenza videoludica alla base della produzione, accogliendo i nuovi giocatori e inoltrandoli nello sconfinato mondo dei sogni, facendo vivere le vicende di un musicista attraverso diversi scenari.

Il Sogno di Art”, così è denominata la breve avventura di circa 2 ore innestata all’interno del già tornito titolo creativo, e nonostante non abbia una priorità rispetto a tutto ciò che Dreams ha da offrire, rimane comunque un piccolo viaggio da vivere con attenzione, che ci racconterà la storia di un musicista jazz, in cerca di redenzione dopo aver abbandonato la propria band avendo sviluppato un sentimento di superiorità artistica, che ci permetterà di viverne le vicende travagliate attraverso una storia profonda e matura. Tra memorie, fantasie e realtà del nostro protagonista, alterneremo delle sezioni videoludiche che ripercorreranno i generi più disparati. Tra platforming, rhythm game, punta e clicca, shooter e action, capiremo in fretta di essere di fronte ad un software di creazione estremamente malleabile, osservando da vicino le grandi potenzialità del progetto imbastito dal team di sviluppo in questi lunghi anni.

La Modalità Storia dunque, si è rivelata di grande importanza nell’illustrarci le varie sfaccettature della produzione, con tematiche piuttosto classiche sì, ma che affascinano grazie ai brani e le atmosfere che si vengono a creare su schermo, avviandoci verso un finale in crescendo con grande vivacità, in cui tanti generi e sottogeneri videoludici scandiscono la narrativa, invogliandoci a nostra volta a lasciare un’impronta personale nello sconfinato mondo di Dreams. Tale modalità in ogni caso, non rappresenta il pilastro portante della produzione, che si concentra sul dualismo creazione-gioco, tanto che ogni nostra azione all’interno di Dreams andrà a definire alcune nostre statistiche di profilo come utenti, inquadrandoci in base alle nostre tendenze. Saranno disponibili all’interno del gioco anche delle sfide intrinseche da creatori e giocatori, che se portate a termine ci permetteranno di sbloccare nuovi spiritelli da controllare, tutti diversi tra loro nell’estetica.

Dreams

Di creazione

Proprio la creazione è parte essenziale dell’esperienza ludica di Dreams, senza la quale sarebbe impossibile passare alla fase successiva per chiunque, quella del gioco vero e proprio. Alcune parti sono leggermente cambiate dalla nostra scorsa prova. I nuovi tutorial introdotti all’interno del gioco, che vanno ad aggiungersi a quelli già presenti, semplificano ulteriormente le funzioni basilari di costruzione e assemblaggio. Tale sistema rende altresì più intuitivo l’apprendimento di meccaniche complesse, essenziali se si voglia creare un vero e proprio gioco completo. Anche l’ottimo doppiaggio contribuisce generosamente a istruirci passo dopo passo verso la pubblicazione della nostra opera, rendendo ogni spiegazione più semplice e intuitiva.

A disposizione avremo una moltitudine di tools per creare ciò che ci viene in mente. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio ambiente di sviluppo user friendly su console casalinga dalle enormi potenzialità e dall’alta accessibilità, nonostante la creazione di veri e propri giochi richieda molto tempo e tenacia, nonché fantasia, senza della quale, nulla sarebbe possibile in Dreams. Avremo a disposizioni la modellazione dei poligoni, le animazioni di personaggi e oggetti, la gestione della logica dietro ad un gioco che si rispetti, la scrittura dell’IA e tutta la sezione dedicata alla musica durante il gameplay.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è veramente tanta e solo una piccola parte della community riuscirà a goderne appieno, con dedizione e molto tempo a disposizione, sebbene il supporto di MM in tal senso sia sempre costante e volto al bene dei creatori. Il dialogo instauratosi in questo periodo di early access tra community e sviluppatori è invidiabile, dimostrando al mondo videoludico che Dreams non è solo un gioco, ma un luogo dove le idee di un semplice giocatore possono trovare concretezza nella ludicità per offrire a chiunque la possibilità di godere delle creazioni altrui in una grande famiglia di sognatori.

Se a conti fatti, le aggiunte apportate alla versione definitiva del titolo siano modeste – tra cui un miglioramento apprezzabile sul fronte della navigazione e un nuovo schema di controlli selezionabile – il periodo di accesso anticipato è servito perlopiù a Dreams per favorire l’accumulo di molteplici creazioni da parte degli aspiranti creatori, arrivando di fatto sugli scaffali con un elevato numero di contenuti più o meno di qualità già dal primo giorno, siano essi progetti incompleti dall’enorme potenzialità – con i quali è già possibile interagire -, che giochi fatti e finiti pronti per essere fruiti dai più. Certo è ancora possibile incappare nell’inganno della prospettiva durante le fasi di creazione, attaverso dei controlli non del tutto immediati, ma indubbiamente i feedback dell’utenza sono serviti per levigare ciò che un anno fa era già estremamente solido.

Dreams

Conclusioni

Alla fine di questo percorso onirico è giunto il momento di fare delle considerazioni ad hoc per un titolo che non si configura come videogioco tradizionale in senso stretto, ma che nasce come concetto puro, per poi svilupparsi in una forma voluta dall’utenza con una sottile linea guida a farlo da padrone. L’esperienza di Little Big Planet è servita come trampolino di lancio allo studio di Guildford, laddove Dreams eredita inevitabilmente quanto di buono è stato fatto con il mondo dei pupazzi di pezza, osando di più e imbarcandosi in un mare nuovo, fatto di incognite ma con una direzione ben precisa. Certamente un passo fondamentale per l’evoluzione del team più creativo di Sony, che con Dreams vuole creare un punto di ritrovo per creativi e giocatori che abbiano voglia di sperimentare qualcosa di diverso, nel vasto ambiente già formatosi nel mondo dei sogni.

Tuttavia, appare evidente che un progetto simile deva la vita a una community vasta e appassionata che doni costantemente idee e materiale alla piattaforma. L’intento di Media Molecule è quello di protrarre il progetto per circa 10 anni a partire dal suo rilascio, il che si estenderà inevitabilmente sulla piattaforma di nuova generazione prossima all’arrivo. Il successo o l’oblio di questo singolare progetto dipenderà esclusivamente dalla mole di giocatori che decideranno di abbracciare la visione creativa dello studio di Guildford, anche se i numeri del periodo di early access fanno certamente ben sperare, almeno per l’immediato futuro. Di conseguenza, se non siete delle persone creative, il titolo di MM potrebbe essere un abbaglio, altrimenti se non avete paura di sperimentare qualcosa di totalmente diverso, che giochi prepotentemente con la vostra immaginazione tanto da spingervi a investire del tempo in una community di creativi e sognatori, per dare vita a nuovi universi giocabili, siete i benvenuti nel mondo dei sogni, dove l’unico limite è l’immaginazione.

Pro

  • Un tool game estremamente potente, con ottimi tutorial
  • Il sogno di ogni creativo
  • Un progetto unico e lungimirante…

Contro

  • … che dipenderà molto dal supporto dell’utenza
  • Controlli non sempre immediati

VOTO: 9/10

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Mirko Proietti

Mirko Proietti

Videogiocatore classe '96 operativo dall'età di 3 anni. La prima esperienza con Sega Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Prediligo il genere Platform e GDR, ma da sempre mantengo una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in Comunicazione, cerco la completezza nella produzione del videogioco, che tendo a considerare un'arte vera e propria.

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