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L’Unione Europea impone a Apple il caricatore Type-C

Le differenze nel caricatore degli smartphone sono ancora molto marcate, esistono ancora almeno 3 tipologie di caricabatterie diversi utilizzati nel mercato attuale. Dopo il primo passo fatto diversi anni fa grazie all’ex presidente della Commissione Europea Barroso, l’Unione Europea sta pensando nuovamente di uniformare tramite legislazione il mercato dei caricabatterie.

Si torna a discutere

Alcuni membri del Parlamento europeo durante l’ultima sessione plenaria di lunedì scorso hanno sollecitato la Commissione Europea a regolamentare l’obbligo per i costruttori di smartphone di utilizzare un singolo tipo di caricabatterie, ovvero il modello USB-C. È già in corso un’enorme campagna che, da quasi 10 anni, sta tentando di “forzare” l’adozione di una tipologia di alimentatore unico e alla quale anche Margrethe Vestager si era dichiarata favorevole.

Se quindi si passasse definitivamente a un unico caricatore, ovvero il Type-C, Apple sarebbe costretta ad abbandonare il suo connettore lightning.

Il passo avanti è stato comunque enorme, soprattutto in confronto al periodo pre-micro-USB.

L’opinione dei politici

Moltissimi hanno puntato il dito contro i colossi dell’industria tecnologica, che per profitto stanno generando moltissima “spazzatura tech”. Il primo a esprimersi sulla vicenda è stato Maros Sefcovic, vice presidente della Commissione, che ha dichiarato:

“Vi ho ascoltati forte e chiaro. Molto raramente avete un’opinione così unanime in un dibattito.”

Lo seguono a ruota Alex Agius Saliba e Petra De Sutter, che sottolineano la gravosità del problema sull’ambiente:

“Abbiamo più di 51 mila tonnellate di rifiuti tecnologici dovuti ai caricabatterie, questa cosa è estremamente dannosa per l’ambiente” – Saliba.

“Non possiamo permettere che gli interessi dei profitti delle aziende scavalchino gli interessi delle persone e del pianeta. Dobbiamo cogliere l’opportunità di trovare una soluzione a questo problema il prima possibile, abbiamo perso troppo tempo” – De Sutter.

E Apple?

Al momento Apple non ha rilasciato dichiarazioni, sebbene alcuni anni fa commentò che questa iniziativa “bloccasse l’innovazione invece di incoraggiarla“. Durante la prossima sessione plenaria la commissione terrà una votazione riguardo questo provvedimento.

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