Curiosità

Fake news 2019, cosa ci è toccato quest’anno

Fake news

Quando l’anno volge al termine, è sempre tempo di tirare un po’ le somme. Nonostante le novità e i cambiamenti, a non passare mai di moda sono sempre loro: le fake news. E anche il 2019 non ha esitato a dare il suo contributo. Infatti, come avevamo già visto mesi fa, gli Italiani rischiano di credere più alle bufale che alle notizie reali.

Gli “evergreen” che non stufano mai

Anche quest’anno l’attesa dell’invasione aliena ha appassionato una bella fetta di popolazione, pronta a ritrovarsi nel deserto del Nevada per assistere all’arrivo degli extraterrestri nell’Area 51. Una storia che puntualmente ritorna e sa sempre come riunire il proprio pubblico.

Area 51

Sulla falsa riga della Blue Whale, nei primi mesi ci siamo trovati di fronte la Momo Challenge. In questo caso, una creatura terrificante, nota come Momo, sembrava pronta a perseguitare chiunque ne venisse in contatto. Allarme tra i giovani e tutto il mondo ne parlava, rendendola -come sempre- più grande di quello che realmente fosse.

Se parliamo però dei jeans delle bufale (quella che va sempre di moda) non si può non citare il traffico d’organi. Secondo Wired, infatti, periodicamente viene riproposta. Quest’anno è stata la volta della mafia nigeriana arrivata in Italia con lo scopo di rapire le persone per prenderne gli organi. Racconto inquietante, ma ancora senza tracce di verità.

Fake news e novità dell’anno

A prendersi la scena in questa speciale categoria solitamente sono le teorie complottiste. E nell’anno di Greta Thunberg e della sensibilizzazione ai cambiamenti climatici, non potevano certo mancare. Così come da una parte la ragazza svedese ha creato un seguito appassionato, allo stesso modo un gruppo agguerrito si è formato contro di lei. Nessuna immunità alle bufale scritte per screditarla, con foto fuori contesto e aneddoti inventati a riscuotere un notevole successo. Le teorie più affascinanti, però, le troviamo alla domanda più diffusa: chi c’è dietro Greta? E di risposte “particolari” ce ne sono state tante, a partire da George Soros, imprenditore e attivista accusato di finanziare l’immigrazione pianificata. Tutto partito dalla rielaborazione del tweet di Greta, dove però si trovava con Al Gore, 45º vicepresidente degli Stati Uniti d’America.

Non solo Greta, le teorie complottiste hanno trovato altro terreno fertile grazie al 50º anniversario dello sbarco sulla Luna.

Le fake news nella medicina

Negli ultimi giorni ha fatto notizia la morte di Davide Vannoni, accusato di uno dei più grandi fake nell’ambito della medicina con il suo metodo Stamina. Metodo che gli è costato parecchi procedimenti giudiziari. Storia simile è quella di Adriano Panzironi che ha trovato il suo spazio nelle pubblicità televisive, dove prometteva di curare patologie anche gravi con trattamenti costosi e totalmente discutibili. Lo scalpore nasce soprattutto dal fatto che i canali televisivi avessero permesso la trasmissione di spot di questo tipo che rischiano di creare disinformazione pura.

Bufale come sintomo di qualcosa di pericoloso

Tutti i diversi social, da Facebook a Instagram, stanno costantemente cercando di mettere un freno a un problema così importante come quello delle fake news. Non è semplice capire di chi fidarsi, tutti rischiano di cadere nel tranello, dai media ai personaggi pubblici. A inizio anno, ad esempio, il senatore M5s Lannutti è stato indagato per la bufala dei “Protocolli di Sion”: un falso storico con matrice antisemita.

La diffusione di così tante notizie false è un chiaro segnale di un Paese in cui molte persone fanno fatica a discernere, dove la caccia al click fa da padrone e ci si crea facilmente un’opinione leggendo solo il titolo di un articolo. I dati sull’analfabetismo funzionale sono preoccupanti e rappresentano inevitabilmente un dramma in una società basata su Internet. E un buon uso dei social passa anche da qui: saper distinguere il vero dal falso. Perché peggio di non saper leggere, c’è solo il non capire quello che si sta leggendo.

FONTE

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