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Hideo Kojima: Death Stranding è più di un walking simulator

Death Stranding

Hideo Kojima ribadisce: Death Stranding è un nuovo genere, non un walking simulator

Dalla mente che ha creato la saga di Metal Gear Solid non ci si può che aspettare grandi cose, se poi consideriamo che Death Stranding sarà il primo vero progetto in cui Kojima è davvero a briglia sciolta ecco allora spiegato il motivo di tutta l’attenzione che sta attirando.

Il gameplay tuttavia, in particolare quanto mostrato al TGS pochi giorni fa, ha lasciato buona parte degli spettatori con diverse perplessità visto il ritmo parecchio compassato, le fasi shooter non proprio convincenti ed un gameplay che sembra essere per la maggiore incentrato sull’esplorazione.

La natura troll di Kojima unito alle sue dichiarazioni secondo le quali non avrebbe voluto mostrare nulla del gameplay prima dell’uscita del gioco, fanno credere che abbia tenuto nascoste la stragrande maggioranza delle meccaniche e che il prodotto finale sarà decisamente più profondo ed articolato di quanto mostrato fin ora.

In ogni caso, ad oggi la maggior parte del gameplay mostra il protagonista Sam attraversare a piedi grandissime distanze per consegnare oggetti e cercare di riunire gli Stati Uniti d’America. Per questo il celebre designer sembra essere consapevole che alcuni potrebbero riduttivamente definire Death Stranding un walking simulator.

“Death Stranding non è questo” ha spiegato Kojima a Game Informer. “Capirete non dalle mie parole, ma solo quando inizierete a giocare, tuttavia anche solo camminare nel mondo di gioco è molto divertente. Anche i playtester presenti nello staff subito non capivano, ma quando hanno iniziato a giocare hanno trovato divertente semplicemente passeggiare per l’ambientazione. Ok, ora tutti diranno che è un walking simulator”.

Death Stranding

Death Stranding come Metal Gear Solid

Kojima ha poi paragonato la situazione attuale a quando rilasciò il primo Metal Gear in tempi in cui il genere stealth non era affermato come oggi.

Questo è un nuovo genere” ha poi continuato “e come per lo stealth all’inizio ci saranno persone che non lo capiranno. Ci vorrà tempo per giungere a delle vere valutazioni.”

Probabilmente Kojima si riferisce al così detto “Strand system” che spera possa diventare un genere a sé. Si tratta sostanzialmente di un mondo aperto soggetto a modifiche continue da parte degli utenti tramite una forma di multiplayer asincrono grazie al quale è possibile lasciare messaggi ed equipaggiamenti per gli altri giocatori.

Corrisponderanno al vero le parole di Jordan Vogt-Roberts, il regista del venturo film di Metal Gear Solid, che ha definito Death Stranding un gioco a cui “non siamo pronti”? Non ci resta che aspettare l’8 novembre, anzi, viste le dichiarazioni di Kojima, probabilmente anche qualche mese in più per comprendere appieno questo nuovo progetto.

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Matteo Pizzirani

Cresciuto con la frase “i videogiochi sono il male del multiverso”, rimane abbagliato da Golden Axe sul 486 del cuginetto in tenera età.
Da quel momento vive giorno per giorno sperperando ogni spicciolo in qualsiasi action adventure, platform o FPS single player.
Per questa sua compulsiva ed insana mania, tira avanti come nullatenente negli slums di Midgar allacciandosi abusivamente alla rete elettrica pubblica per alimentare il suo PC e la sua amata collezione di PlayStation.